Persona

Leopold II.

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Nascita

  1. 05.05.1747

Morte

  1. 01.03.1792

Ritratto di Leopold II.
Dettagli dell’immagine

Holy Roman Emperor Leopold II

Heinrich Füger

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Fonte dell’immagine: File:Leopold II.jpg · Licenza: Public domain

Ridimensionata per la presentazione.

Biografia

Leopoldo II della casa d’Asburgo-Lorena nacque il 5 maggio 1747 a Vienna, nono figlio di Maria Teresa e dell’imperatore Francesco I Stefano. Alla sua nascita era poco probabile che sarebbe salito al trono asburgico. Inizialmente era stata prevista per lui una carriera politica in Toscana. Tuttavia, dopo la morte del fratello maggiore Carlo Giuseppe nel 1761, Leopoldo fu designato erede del granducato di Toscana. La sua formazione fu profondamente influenzata dalle idee dell’Illuminismo. Studiò il diritto naturale, la storia, la religione, l’economia, le scienze naturali e l’amministrazione, maturando la convinzione che un sovrano dovesse legittimare il proprio potere attraverso leggi giuste e il benessere dei sudditi. Nell’agosto del 1765 Leopoldo sposò a Innsbruck l’infanta spagnola Maria Ludovica, figlia del re di Spagna Carlo III. Le nozze furono però segnate da una grave tragedia: pochi giorni dopo morì improvvisamente suo padre Francesco I Stefano. Di conseguenza, il fratello di Leopoldo, Giuseppe II, divenne imperatore e coreggente di Maria Teresa, mentre Leopoldo assunse il governo del granducato di Toscana. Nel settembre del 1765 arrivò a Firenze e iniziò a governare autonomamente un paese fino ad allora fortemente dipendente da Vienna. Durante i suoi venticinque anni di regno, la Toscana divenne un importante centro della politica riformatrice illuminista. Leopoldo riorganizzò l’amministrazione, istituì una tesoreria statale autonoma e si affidò soprattutto a funzionari competenti, anziché alle tradizionali reti aristocratiche. Fece realizzare un censimento sistematico delle terre e dei patrimoni, semplificò l’amministrazione comunale e rafforzò i tribunali centrali. Allo stesso tempo controllava attentamente il lavoro delle autorità e faceva raccogliere informazioni sui funzionari, sui tribunali e sulle istituzioni locali. Le sue riforme economiche ebbero conseguenze particolarmente ampie. Leopoldo ridusse dapprima l’intervento dello Stato nel commercio dei cereali e introdusse una vasta libertà commerciale. Abolì le restrizioni delle corporazioni, eliminò numerosi dazi interni e uniformò imposte, pesi e misure. Promosse l’agricoltura e le infrastrutture, fece costruire strade e valorizzò il porto di Livorno nei traffici commerciali. Attraverso la cosiddetta allivellazione, terre statali ed ecclesiastiche furono concesse in affitto a lungo termine ai contadini, con l’obiettivo di creare uno strato di agricoltori economicamente indipendenti. Progetti di bonifica e di drenaggio, soprattutto nella Val di Chiana e nella Maremma, miravano a rendere produttive aree inutilizzate e in parte colpite dalla malaria. La sua opera legislativa più importante fu la Leopoldina, una vasta riforma del diritto penale toscano promulgata nel 1786. La legge abolì completamente la tortura e la pena di morte. Eliminò inoltre le pene corporali degradanti e la confisca dei beni dei condannati. I processi dovevano essere pubblici, gli imputati ottennero il diritto alla difesa e le sentenze dovevano essere motivate per iscritto. La Toscana divenne così uno dei primi esempi di giustizia penale umanizzata. Anche nei rapporti con la Chiesa Leopoldo seguì una politica riformatrice e sottoposta al controllo dello Stato. Voleva rafforzare la vigilanza sui monasteri e sulle istituzioni ecclesiastiche, sopprimere gli ordini ritenuti non utili e destinare parte dei loro beni all’istruzione, all’assistenza sanitaria e alle opere sociali. Insieme al vescovo Scipione de’ Ricci sostenne riforme di ispirazione giansenista, orientate verso una liturgia più semplice e una maggiore autonomia della Chiesa toscana rispetto a Roma. Il sinodo di Pistoia del 1786 incontrò però l’opposizione di molti vescovi, del papa e di ampi settori della popolazione. Dopo alcuni disordini, Leopoldo dovette ridimensionare in parte i suoi progetti in materia ecclesiastica. Leopoldo rifletté anche su una costituzione capace di limitare il governo assoluto attraverso organi rappresentativi. Il suo progetto prevedeva assemblee comunali e provinciali, oltre a un parlamento dell’intera Toscana. L’approvazione delle imposte e le principali decisioni legislative non sarebbero più spettate esclusivamente al sovrano. Il progetto fallì a causa dell’opposizione di Giuseppe II, della nobiltà e degli alti ecclesiastici, ma rimase l’espressione della concezione di Leopoldo secondo cui il sovrano doveva essere il “primo funzionario” dello Stato. In Toscana Leopoldo promosse inoltre gli ospedali, l’igiene, le vaccinazioni, l’istruzione e la ricerca scientifica. Sostenne l’assistenza medica ai poveri, migliorò il trattamento delle persone affette da malattie mentali e orientò maggiormente le scuole verso la matematica, le scienze naturali, il diritto e l’agricoltura. Il museo fiorentino La Specola divenne un importante centro di divulgazione scientifica. Nonostante le sue riforme, Leopoldo rimase un sovrano distante e incline al controllo: evitava la rappresentazione pubblica e preferiva circondarsi di funzionari e studiosi piuttosto che di aristocratici. Con Maria Ludovica ebbe un matrimonio fondato sul rispetto reciproco; insieme ebbero sedici figli. Dopo la morte di Giuseppe II, nel febbraio del 1790, Leopoldo assunse il governo dei domini asburgici e nello stesso anno fu eletto re dei Romani e poi imperatore del Sacro Romano Impero. La monarchia attraversava allora una grave crisi. Nei Paesi Bassi austriaci era scoppiata una rivolta, in Ungheria la nobiltà si opponeva alle riforme di Giuseppe II, le finanze statali erano state impoverite dalla guerra contro l’Impero ottomano e la Prussia minacciava di intervenire. Leopoldo reagì combinando concessioni, riconoscimento giuridico delle antiche libertà e una diplomazia risoluta. In Ungheria ripristinò la vecchia costituzione e nel novembre del 1790 fu incoronato re a Bratislava. In Boemia riconobbe l’autonomia storica del paese e nel settembre del 1791 fu incoronato re di Boemia a Praga. La restituzione delle insegne coronarie ungheresi e boeme rappresentò un importante simbolo di riconciliazione. Nell’ottobre del 1790 era già stato incoronato imperatore a Francoforte. In politica estera, con la pace di Reichenbach Leopoldo eliminò l’immediato rischio di una guerra con la Prussia e preparò la pace con l’Impero ottomano. Nei confronti della Rivoluzione francese rimase inizialmente prudente, sebbene sua sorella Maria Antonietta fosse regina di Francia. Solo dopo la cattura della famiglia reale francese sostenne la pressione diplomatica su Parigi. Secondo le sue intenzioni, la dichiarazione di Pillnitz dell’agosto 1791 doveva servire soprattutto a intimidire i rivoluzionari e non costituiva un appello immediato alla guerra. In seguito, tuttavia, fu considerata una delle cause formali delle guerre della coalizione. Leopoldo II morì improvvisamente a Vienna il 1º marzo 1792, all’età di quarantquattro anni. Gli succedette il figlio Francesco II, che, di fronte alle guerre rivoluzionarie, adottò una politica molto più conservatrice e repressiva. Leopoldo rimase nella memoria come un sovrano illuminato, pragmatico e rispettoso della legge, capace in breve tempo di salvare la monarchia asburgica dal disgregamento. Le sue riforme in Toscana, soprattutto la Leopoldina, il suo pensiero costituzionale e la sua politica fondata sull’equilibrio e sul compromesso ne fecero uno dei più importanti rappresentanti dell’Illuminismo europeo.

Fonte: Leopold II. (Svätá rímska ríša) (sk, 8247727). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0