Persona

Maria Karolina von Neapel-Sizilien

Trova una connessione con un’altra persona

Nascita

  1. 1798

  2. 05.11.1798

Morte

  1. 1870

  2. 17.04.1870

  3. 16.04.1870

Ritratto di Maria Karolina von Neapel-Sizilien
Dettagli dell’immagine

Portrait of Marie-Caroline de Bourbon-Sicile, Duchess of Berry label QS:Lfr,"Portrait de Marie-Caroline de Bourbon-Sicile, duchesse de Berry" label QS:Len,"Portrait of Marie-Caroline de Bourbon-Sicile, Duchess of Berry"

Hortense Haudebourt-Lescot

Artcurial

Fonte dell’immagine: File:Haudebourt-Lescot - Marie-Caroline de Bourbon-Sicile, Duchess of Berry.jpg · Licenza: Public domain

Ridimensionata per la presentazione.

Biografia

Marie-Caroline Ferdinande Louise di Borbone-Sicilie nacque il 5 novembre 1798 nel palazzo reale di Caserta e morì il 16 aprile 1870 nel castello di Brunnsee, in Stiria. Fu conosciuta soprattutto come duchessa di Berry. Era la moglie di Charles-Ferdinand d’Artois, duca di Berry e secondogenito del futuro re di Francia Carlo X, nonché la madre di Henri d’Artois, futuro conte di Chambord e pretendente legittimista al trono con il nome di «Enrico V». Nel 1832 tentò invano, in nome del figlio, di prendere il potere in Francia e di instaurare una reggenza. La sua impresa provocò le ultime grandi insurrezioni vandeane e chouanne nell’ovest della Francia. Marie-Caroline apparteneva a un ramo cadetto della casa di Borbone. Suo padre era Francesco I, duca di Calabria e in seguito re delle Due Sicilie, mentre sua madre era l’arciduchessa Maria Clementina d’Austria, figlia dell’imperatore Leopoldo II. Dal lato materno era legata alla casa imperiale asburgica; sua nonna paterna, la regina Maria Carolina, era sorella della regina francese Maria Antonietta e una decisa avversaria della Rivoluzione francese. La sua infanzia fu segnata dagli sconvolgimenti politici dell’epoca napoleonica. Poco dopo la sua nascita, la famiglia reale napoletana fuggì a Palermo davanti alle truppe francesi. Dopo un temporaneo ritorno a Napoli, nel 1806 dovette nuovamente rifugiarsi in Sicilia, quando le truppe francesi conquistarono il regno. Marie-Caroline perse la madre già nel 1801. Ricevette un’educazione relativamente libera, crebbe ascoltando canti popolari italiani e si dedicò, tra l’altro, alla pittura. Nella sua vasta famiglia si intrecciavano legami con i Borbone, gli Asburgo e gli Orléans, mentre continuavano i contrasti politici tra le dinastie europee e la Francia napoleonica. Dopo la caduta di Napoleone, i Borbone tornarono su diversi troni. In Francia salì al trono Luigi XVIII, mentre il nonno di Marie-Caroline, Ferdinando, recuperò il dominio su Napoli. Poiché Luigi XVIII non aveva figli e anche suo fratello, il futuro Carlo X, non aveva nipoti, il figlio minore di quest’ultimo, Charles-Ferdinand, duca di Berry, avrebbe dovuto garantire la successione dinastica. La scelta cadde sulla diciottenne Marie-Caroline. Dopo un matrimonio per procura celebrato a Napoli nell’aprile 1816, la principessa si recò in Francia. Il 17 giugno 1816 sposò a Parigi il marito, più anziano di vent’anni, con una cerimonia civile al palazzo delle Tuileries e una religiosa nella cattedrale di Notre-Dame. Sebbene il matrimonio fosse stato combinato per ragioni politiche e il duca avesse avuto in precedenza diverse relazioni, tra i due si sviluppò apparentemente un legame stretto. La coppia visse nel palazzo dell’Élysée ed ebbe quattro figli. Due morirono poco dopo la nascita. La figlia Louise Marie Thérèse divenne in seguito duchessa di Parma. Il figlio Henri d’Artois nacque il 29 settembre 1820 e ricevette più tardi il titolo di conte di Chambord. Fu considerato un «bambino miracoloso» perché suo padre era stato assassinato pochi mesi prima della sua nascita. Charles-Ferdinand d’Artois fu ferito mortalmente con un coltello da Louis Pierre Louvel il 13 febbraio 1820, davanti all’Opéra di Parigi, mentre accompagnava la moglie alla sua carrozza. Dopo l’attentato, Marie-Caroline si stabilì alla corte delle Tuileries. Diversamente dalla sua più severa cognata, la duchessa d’Angoulême, era vivace, socievole, attenta alla moda e aperta alle novità. Animò la vita di corte degli anni Venti e rese popolare in Francia la moda dei bagni di mare, soprattutto a Boulogne-sur-Mer e Dieppe. Viaggiava spesso, si dedicava alle gite in mare con la sua imbarcazione «Le Furet» e sosteneva numerosi progetti culturali ed economici. Anche a Bordeaux apparve pubblicamente per rafforzare il legame della città con la corona borbonica. Marie-Caroline fu una grande mecenate. Sostenne pittori, musicisti, scrittori, teatri e attività artigianali. Compositori come Gioachino Rossini e François-Adrien Boieldieu godettero della sua protezione. Nel castello di Rosny raccolse una vasta biblioteca di oltre 8.000 volumi. Si interessò inoltre alla fotografia, al teatro, alla botanica e all’arte dei giardini. Fece trasformare il parco di Rosny secondo il modello del giardino paesaggistico inglese, con piante esotiche, animali, una cascata artificiale e una grande serra riscaldata. Per la sua generosità verso i bisognosi, gli ex servitori e le vittime delle catastrofi fu soprannominata «la buona duchessa». La Rivoluzione di luglio del 1830 pose fine al governo del ramo maggiore dei Borbone. Marie-Caroline seguì Carlo X in esilio in Inghilterra e visse per qualche tempo a Bath e nel palazzo di Holyrood, in Scozia. Voleva assumere il ruolo di reggente per il figlio minorenne e far valere i suoi diritti al trono francese. Insieme a legittimisti determinati elaborò un programma politico che prevedeva il ritorno del ramo maggiore dei Borbone, associato a rappresentanze comunali e provinciali elettive e a due camere nazionali. Nell’estate del 1831 si recò in Italia e da lì preparò un’insurrezione a Marsiglia e in Vandea. Ricevette il sostegno privato di alcuni sovrani, soprattutto del duca di Modena. Il 14 dicembre 1831 sposò segretamente a Roma il conte Hector Lucchesi-Palli, che la aiutò nei suoi progetti politici. Nell’aprile 1832 sbarcò vicino a Marsiglia con alcuni sostenitori, ma riuscì a mobilitare soltanto una sessantina di uomini invece dei duemila annunciati. Il tentativo di conquistare la città fallì. Anche in Vandea l’insurrezione raccolse un sostegno limitato. Dopo sei mesi di fuga, nel novembre 1832 Marie-Caroline fu tradita e arrestata a Nantes. Si era nascosta con i suoi accompagnatori dietro un camino, ma fu costretta a uscire quando i gendarmi appiccarono un fuoco nel nascondiglio. Fu quindi rinchiusa nella cittadella di Blaye sotto stretta sorveglianza. Il 10 maggio 1833 vi diede alla luce una figlia, Anne Marie Rosalie. In quell’occasione dichiarò il proprio matrimonio segreto con Lucchesi-Palli e lo indicò come padre della bambina; tuttavia la paternità fu messa in dubbio pubblicamente e sfruttata politicamente contro di lei. Lo scrittore Chateaubriand prese le sue difese e portò a Carlo X notizie della sua prigionia. L’8 giugno 1833 Marie-Caroline fu liberata ed espulsa verso l’Italia. Perse così la possibilità di esercitare la reggenza; l’educazione del figlio Henri fu affidata alla zia Marie-Thérèse. La piccola Rosalie morì nell’agosto dello stesso anno a Livorno. Marie-Caroline visse da allora soprattutto in Austria, dapprima a Graz e poi nel castello di Brunnsee, acquistato nel 1837. Da Lucchesi-Palli ebbe altri figli; complessivamente, sei dei suoi dieci figli nacquero dai suoi due matrimoni. L’ultimo decennio della sua vita fu segnato da lutti e difficoltà finanziarie. Nel 1864 morirono a pochi mesi di distanza la figlia Louise di Parma e il secondo marito, che la lasciò con ingenti debiti. Marie-Caroline visse tra Brunnsee e Venezia, divenne quasi cieca e gravemente debilitata, ma rimase molto legata ai nipoti. Morì nel 1870 nel castello di Brunnsee e fu sepolta in una cappella familiare del cimitero di Mureck.

Fonte: Marie-Caroline de Bourbon-Siciles (1798-1870) (fr, 239242051). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0