Persona

Prinz Henri, Graf zu Chambord

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Nascita

  1. 29.09.1820

Morte

  1. 24.08.1883

Ritratto di Prinz Henri, Graf zu Chambord
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Étienne Neurdein - Comte de Chambord (chiffre de trois quarts ca 1870)

Étienne Neurdein

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Fonte dell’immagine: File:Étienne Neurdein - Comte de Chambord (chiffre de trois quarts ca 1870).jpg · Licenza: Public domain

Ridimensionata per la presentazione.

Biografia

Henri Charles Ferdinand Marie Dieudonné d’Artois nacque il 29 settembre 1820 al palazzo delle Tuileries di Parigi e morì il 24 agosto 1883 al castello di Frohsdorf, presso Lanzenkirchen, in Austria. Fu un principe della casa reale francese, nipote di re Carlo X e ultimo membro maschile del ramo francese maggiore della casa di Borbone. Con il titolo di cortesia di conte di Chambord, fu sostenuto dai suoi partigiani come Enrico V e considerato, dal 1844 fino alla morte, pretendente legittimista alla corona di Francia. Henri era il figlio postumo di Charles-Ferdinand, duca di Berry, figlio cadetto del futuro re Carlo X, e di sua moglie Marie-Caroline di Napoli-Sicilia. Suo padre era stato assassinato nel febbraio 1820 dal bonapartista Louis-Pierre Louvel. La madre, incinta, partorì pochi mesi dopo un figlio, la cui nascita fu celebrata negli ambienti monarchici come un evento provvidenziale. Il poeta Alphonse de Lamartine lo definì per questo il «figlio del miracolo». Alla nascita ricevette il titolo di duca di Bordeaux. Una sottoscrizione nazionale permise di donargli il castello di Chambord l’11 ottobre 1820. Henri fu educato inizialmente insieme alla sorella maggiore Louise. In seguito la sua formazione fu affidata al barone de Damas. Essa comprendeva una forte impronta religiosa, le materie scolastiche fondamentali, il tedesco e l’italiano, gli esercizi fisici e il tiro con la pistola. Quando nel 1824 suo nonno salì al trono come Carlo X, Henri avanzò nella linea di successione dinastica. La rivoluzione del 1830 pose fine alla prospettiva di un suo effettivo regno. Il 2 agosto Carlo X abdicò in favore del nipote, dopo che anche lo zio di Henri, il delfino Louis-Antoine, aveva rinunciato ai propri diritti. Il bambino di nove anni avrebbe così dovuto diventare re come Enrico V. Il duca d’Orléans, tuttavia, non assunse la reggenza, ma si fece eleggere re dalle camere e governò come Luigi Filippo I. La famiglia di Carlo X andò in esilio il 16 agosto 1830. Da allora Henri portò il titolo di conte di Chambord, derivato dal nome del castello che gli era stato donato. La famiglia visse dapprima a Holyrood, in Scozia, e nel 1832 si trasferì a Praga. Nello stesso anno la madre di Henri tentò senza successo di provocare in Francia un’insurrezione a favore del figlio. Dopo il suo arresto e il successivo esilio, l’educazione di Henri e della sorella fu affidata alla duchessa d’Angoulême. Nel 1833, quando Henri raggiunse la maggiore età a tredici anni, ricevette alcuni sostenitori legittimisti e protestò solennemente contro il governo di Luigi Filippo. Dopo la morte di Carlo X a Gorizia nel 1836, lo zio di Henri fu inizialmente considerato dai legittimisti come Luigi XIX. Quando questi morì nel 1844, Henri divenne capo della casa di Borbone e fu riconosciuto dai legittimisti come Enrico V. Dal 1844 Henri visse con la zia Marie-Thérèse al castello di Frohsdorf, a sud-est di Vienna. Da lì seguiva attentamente la politica francese e internazionale, leggeva giornali e libri, riceveva visitatori provenienti dalla Francia e manteneva rapporti con personalità legittimiste. Nel 1846 sposò Marie-Thérèse di Modena. Il matrimonio fu descritto come molto unito, ma rimase senza figli a causa di una malformazione fisica della moglie. Dopo la rivoluzione di febbraio del 1848 e la caduta di Luigi Filippo, Henri non confidò in un trionfo politico immediato. Quando Louis-Napoléon Bonaparte divenne presidente e in seguito preparò il Secondo Impero, il conte di Chambord riaffermò i propri diritti dinastici. Respinse tanto l’ordinamento repubblicano quanto quello bonapartista e considerò una monarchia ereditaria di ispirazione cristiana la via più sicura verso la stabilità e l’unità nazionale. Al tempo stesso elaborò idee politiche che prevedevano una costituzione scritta, libertà civili e religiose, un parlamento bicamerale, un ampio diritto di voto e un forte decentramento. Il re avrebbe dovuto governare realmente, nominare e revocare i ministri e dirigere l’amministrazione; il parlamento avrebbe dovuto soprattutto controllare le leggi, il bilancio e le imposte. Henri collegava le sue concezioni monarchiche a idee di riforma sociale ed economica. Sosteneva la libertà dell’insegnamento e appoggiava gli istituti di educazione religiosa. Difendeva l’indipendenza della magistratura, un esercito professionale più ridotto e una marina più forte. Voleva sostenere l’agricoltura e la proprietà contadina attraverso misure protezionistiche. Nei confronti dei lavoratori si affidò dapprima alla carità cristiana e alle società di mutuo soccorso, sostenendo in seguito anche associazioni capaci di rappresentare gli interessi comuni dei dipendenti. Fece costruire a Frohsdorf due scuole per i figli del personale e della comunità. Inoltre viaggiò in Europa e nel 1861 compì un pellegrinaggio di due mesi e mezzo in Terra Santa. Dopo il crollo del Secondo Impero nel 1870, la restaurazione monarchica sembrò possibile. L’Assemblea nazionale del 1871 aveva una maggioranza monarchica, ma questa era divisa tra legittimisti e orleanisti. Henri si riconciliò in linea di principio con la casa d’Orléans, ma rifiutò di sostituire la bandiera bianca dei Borbone con il tricolore francese. Per lui la bandiera rappresentava la continuità dinastica e l’ordine monarchico. Il suo attaccamento a quel simbolo impedì infine la restaurazione progettata. Anche i negoziati dell’autunno 1873 fallirono, sebbene fosse stata preparata una monarchia costituzionale con libertà garantite e un sistema bicamerale. Quando Henri ribadì pubblicamente che non avrebbe mai accettato il tricolore, il progetto di restaurazione perse la maggioranza parlamentare. Henri tornò a Frohsdorf e assistette al consolidamento della Repubblica. Morì nel 1883, dopo una malattia dell’apparato digerente, senza lasciare discendenti. Fu sepolto nel monastero di Kostanjevica presso Gorizia, vicino a Carlo X, allo zio e alla sorella Louise. La sua morte segnò la fine del ramo maggiore francese dei Borbone. In seguito, tra i monarchici, si aprì una disputa destinata a durare fino ai giorni nostri: la corona avrebbe dovuto passare ai Borbone di Spagna oppure alla casa d’Orléans? La maggioranza dei monarchici francesi finì per sostenere il conte di Parigi della casa d’Orléans, mentre una minoranza difese la pretesa dei Borbone di Spagna.

Fonte: Henri d'Artois (fr, 239610228). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0