Persona
Maria Elisabeth von Savoyen
Trova una connessione con un’altra personaNascita
13.04.1800
Morte
25.12.1856

Dettagli dell’immagine
Portrait of Princess Elisabeth of Savoy (1800-1856)
Angelo Capisani (attribuito)
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0100220218
Fonte dell’immagine: File:Maria Elisabetta di Savoia-Carignano.jpg · Licenza: Public domain
Ridimensionata per la presentazione.
Biografia
Maria Elisabetta di Savoia-Carignano, con il nome italiano completo Maria Francesca Elisabetta Carlotta Giuseppina di Savoia-Carignano, nacque il 13 aprile 1800 a Parigi e morì il 25 dicembre 1856 a Bolzano. Apparteneva al ramo carignanese della Casa di Savoia, era l’unica sorella del re Carlo Alberto di Sardegna-Piemonte e, grazie al matrimonio, divenne arciduchessa d’Austria. Fu inoltre la suocera di Vittorio Emanuele II, in seguito primo re d’Italia.
Suo padre era Carlo Emanuele Ferdinando, sesto principe di Carignano. Apparteneva a un ramo cadetto della Casa di Savoia, che risaliva a Tommaso Francesco di Carignano. Da questa famiglia proveniva anche il feldmaresciallo imperiale Eugenio di Savoia. La madre di Maria, Maria Cristina Albertina di Sassonia, era una principessa sassone e polacca e duchessa di Curlandia. Era l’unica figlia del duca Carlo Cristiano di Curlandia e Semigallia e, per parte paterna, discendeva da Augusto III, re di Polonia ed elettore di Sassonia.
La famiglia si trovò in una situazione incerta durante le turbolenze delle guerre napoleoniche. Il padre di Maria combatté contro le truppe francesi di Bonaparte, dopo che il regno di Sardegna-Piemonte aveva aderito alla prima coalizione contro la Francia. In seguito alla sconfitta del 1796, il regno dovette cedere alla Francia la Savoia e Nizza con l’armistizio di Cherasco e il successivo trattato di pace. Poiché diversi membri della famiglia reale non avevano discendenti maschi, Carlo Emanuele di Carignano fu per un periodo considerato un possibile erede al trono sardo-piemontese.
Dopo il matrimonio con Maria Cristina, celebrato nell’ottobre 1797, nel 1798 nacque il loro figlio Carlo Alberto. Durante la guerra della seconda coalizione, le truppe austriache e russe occuparono temporaneamente il Piemonte. Il re Carlo Emanuele IV fuggì, mentre le autorità francesi arrestarono il padre di Maria. Accusato di cospirazione, fu rinchiuso dapprima nella fortezza di Torino, poi condotto come prigioniero a Digione e infine a Chaillot, presso Parigi. La moglie, incinta, lo seguì. Fu lì che nacque Maria Elisabetta. Soltanto quattro mesi dopo, il 16 agosto 1800, suo padre morì in prigionia francese.
Maria Cristina crebbe i due figli in luoghi diversi, tra cui la corte reale sassone di Dresda, Ginevra e Parigi. Si assicurò che ricevessero un’educazione accurata. Durante l’epoca napoleonica, il figlio Carlo Alberto ottenne persino il grado di ufficiale nell’esercito francese. Nel 1810 Maria Cristina, rimasta vedova, sposò il conte Joseph Maximilien Thibaut de Montléart, che in seguito fu elevato da Napoleone al rango principesco.
Dopo la caduta di Napoleone, il Congresso di Vienna riconobbe il fratello di Maria, Carlo Alberto, come erede al trono di Sardegna-Piemonte. Egli tornò in Piemonte nel 1817 e sposò Maria Teresa Francesca d’Austria-Toscana, figlia del granduca Ferdinando III di Toscana. Anche per Maria Elisabetta sua madre cercò un’unione politicamente vantaggiosa. L’Austria, ormai dominante nell’Italia settentrionale, aveva interesse a consolidare i rapporti con la famiglia del futuro sovrano di Sardegna-Piemonte.
Il 28 maggio 1820 Maria Elisabetta sposò a Praga l’arciduca Ranieri Giuseppe d’Austria. Egli era figlio dell’imperatore Leopoldo II e dell’infanta spagnola Maria Ludovica, nonché fratello minore del palatino d’Ungheria. Ranieri fu il primo viceré del Regno Lombardo-Veneto. La coppia ebbe otto figli: Maria Carolina Augusta, che morì giovane senza sposarsi; Maria Adelaide; gli arciduchi Leopoldo, Ernesto, Sigismondo, Ranieri ed Enrico; e Massimiliano, morto ancora bambino. Nel 1842 Maria Adelaide sposò suo cugino Vittorio Emanuele di Savoia-Carignano, figlio maggiore di Carlo Alberto. Nel 1849 egli divenne, con il nome di Vittorio Emanuele II, re di Sardegna-Piemonte e nel 1861 primo re d’Italia. L’arciduca Enrico contrasse in seguito un matrimonio morganatico con Leopoldine Hofmann, di origine borghese, che fu elevata al rango di baronessa di Waideck.
Maria Elisabetta visse con il marito soprattutto presso la corte vicereale di Milano. I suoi compiti erano principalmente rappresentativi e cerimoniali. Sul piano politico, tuttavia, i suoi legami familiari si collocavano in un contesto contraddittorio. Suo fratello Carlo Alberto sosteneva idee nazional-liberali e appoggiava l’unificazione italiana. Attendeva l’occasione per respingere il dominio asburgico nell’Italia settentrionale, soprattutto nel territorio lombardo-veneto. Allo stesso tempo, entrambe le famiglie cercavano di rafforzare i propri rapporti, e ciò portò infine al matrimonio tra Maria Adelaide e Vittorio Emanuele.
Le agitazioni rivoluzionarie del 1848 posero fine all’incarico di Ranieri. Nel gennaio di quell’anno egli si recò a Vienna insieme a Maria Elisabetta e al governatore generale per riferire sulla situazione. Il 15 marzo Carlo Alberto dichiarò guerra all’Impero d’Austria con l’obiettivo di conquistare la Lombardia. Tre giorni dopo scoppiò una rivolta a Milano. Il feldmaresciallo Radetzky attribuì in parte lo sviluppo della situazione politica all’atteggiamento di Ranieri, considerato troppo liberale. Ranieri non poté più tornare a Milano; l’imperatore lo destituì e nominò Radetzky governatore militare. Quest’ultimo represse entro il 1849 l’intervento sardo-piemontese e le rivolte.
Carlo Alberto dovette quindi lasciare il proprio paese e morì nello stesso anno. A succedergli fu suo nipote e, allo stesso tempo, genero di Maria, Vittorio Emanuele II. Maria Elisabetta e Ranieri si ritirarono a Bolzano, in Tirolo, dove vissero lontano dalla vita pubblica. Ranieri morì nel gennaio 1853. Maria Elisabetta gli sopravvisse per quasi quattro anni e morì il giorno di Natale del 1856. Entrambi furono sepolti nella cripta del duomo di Bolzano, dedicato a Maria Assunta.
Fonte: Savoyai Mária Erzsébet carignanói hercegnő (hu, 27710157). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0