Persona
Sigismund von Österreich
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07.01.1826
Morte
15.12.1891

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1826 Sigismund
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Biografia
L’arciduca Sigismondo Leopoldo Rainer Maria Ambrogio Valentino d’Austria, della casa d’Asburgo-Lorena, nacque il 7 gennaio 1826 a Milano, capitale del Regno Lombardo-Veneto, allora appartenente all’Impero austriaco. Era figlio dell’arciduca austriaco Ranieri Giuseppe, viceré del Lombardo-Veneto e fratello minore dell’imperatore Francesco I, e di sua moglie Maria Elisabetta Francesca di Savoia-Carignano. Attraverso il padre, Sigismondo apparteneva alla linea principale della casa d’Asburgo-Lorena; sua madre era sorella del re Carlo Alberto di Sardegna-Piemonte.
Sigismondo era il quinto di otto figli. Tra i suoi fratelli e sorelle vi erano Maria Carolina Augusta, morta giovane e nubile, e Maria Adelaide, che divenne regina di Sardegna-Piemonte con il nome di Maria Adelaide e sposò Vittorio Emanuele II. Anche i fratelli Leopoldo, Ernesto e Ranieri intrapresero la carriera militare. Ranieri divenne in seguito presidente del Reichsrat, il Consiglio imperiale. Il fratello minore Enrico contrasse un matrimonio morganatico, non conforme al suo rango, con la borghese Leopoldine Hofmann, che in seguito fu elevata al rango di baronessa di Waideck. Il più giovane, Massimiliano, morì ancora bambino.
Sebbene Sigismondo non avesse ricevuto una formazione militare, intraprese una carriera breve ma notevole nell’esercito austriaco. Nel 1847 fu nominato titolare di un reggimento di fanteria lombardo-veneto, che dal 1866 fu indicato come 45º reggimento di fanteria galiziano. Durante le rivoluzioni del 1848 e del 1849 partecipò, sotto il comando supremo del feldmaresciallo Radetzky, alla guerra contro il Regno di Sardegna-Piemonte. Guidò personalmente il suo reggimento in diversi combattimenti e si distinse più volte nelle battaglie di Mortara, Somma, Compañ e Novara.
Dopo la guerra, il suo reggimento fu stanziato dapprima a Kézdivásárhely e in seguito a Semlin, l’odierna Zemun. Il 28 gennaio 1856 Sigismondo fu promosso al grado di feldmaresciallo luogotenente, equivalente a quello di tenente generale. Successivamente avrebbe dovuto essere trasferito a Graz per assumere il comando del 6º corpo d’armata. Sembra tuttavia che non vi abbia più prestato effettivamente servizio militare. Nel corso della sua breve carriera ricevette importanti onorificenze. Fu ammesso nell’Ordine del Toson d’oro e insignito di diversi ordini russi e polacchi, tra cui l’Ordine di Aleksandr Nevskij, la croce di cavaliere dell’Ordine di Sant’Andrea, l’Ordine dell’Aquila Bianca e l’Ordine di Sant’Anna di prima classe.
Sigismondo si ritirò presto dal servizio militare attivo. Si dedicò all’agricoltura nella sua proprietà di Gmünd, nella Bassa Austria, e fece trasformare i suoi possedimenti in aziende agricole modello e moderne. Fu tra i primi proprietari terrieri della Bassa Austria a impiegare macchinari agricoli nelle proprie aziende. La sua attività univa così il ruolo tradizionale di arciduca asburgico a un marcato interesse per lo sviluppo pratico e tecnico dell’agricoltura.
Sigismondo rimase celibe e non ebbe figli. Negli ultimi anni della sua vita si concentrò sempre più sulla sua tenuta e in particolare sulla serra delle palme, fatta costruire da lui stesso. Lasciava Gmünd solo raramente. Tra le poche occasioni note vi fu la sua visita all’Esposizione universale di Vienna del 1873. Nell’ultimo mese dell’esposizione il re d’Italia gli conferì l’Ordine dell’Annunziata.
Nel gennaio 1890 Sigismondo si ammalò gravemente dopo che, durante un pasto nel castello di Gmünd, furono servite vivande che sarebbero state mescolate con arsenico. Anche altri partecipanti al banchetto si ammalarono seriamente. Il cuoco fu arrestato e incarcerato, ma il tribunale distrettuale di Waidhofen non riuscì a dimostrare l’intenzionalità dell’avvelenamento e lo rimise in libertà.
L’ultimo viaggio di Sigismondo lo condusse nel dicembre 1891 a Bolzano, in Alto Adige. Il 9 dicembre partecipò ai funerali del fratello Enrico e della cognata. In quell’occasione si raffreddò. Inizialmente sottovalutò la malattia; quando infine si rivolse a un medico, era ormai troppo tardi. Morì il 15 dicembre 1891 della stessa malattia che poco prima aveva portato alla morte il fratello e la cognata. Per sua volontà, il corpo non fu sottoposto ad autopsia. Fu sepolto a Gmünd. Dopo la sua morte, il castello e la tenuta passarono al fratello, l’arciduca Ranieri Ferdinando.
Fonte: Habsburg–Lotaringiai Zsigmond főherceg (hu, 28696673). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0
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