Persona
Katharina von Kastilien
Trova una connessione con un’altra personaNascita
14.01.1507
Morte
12.02.1578

Dettagli dell’immagine
Catalina de Austria, reina consorte de Portugal
Antonis Mor
[1]
Fonte dell’immagine: File:Infanta Caterina of Spain.jpg · Licenza: Public domain
Ridimensionata per la presentazione.
Biografia
Caterina di Castiglia, detta anche Caterina d’Austria, fu regina del Portogallo dal 1525 al 1557. Nacque il 14 gennaio 1507 a Torquemada, ultima figlia di Giovanna I di Castiglia e di Filippo d’Austria. Alla nascita portava i titoli di infanta di Castiglia e arciduchessa d’Austria. Ricevette il nome dalla zia Caterina d’Aragona. Fu battezzata nella chiesa di Santa Eulalia; tra i suoi padrini figuravano Bernardino Fernández de Velasco, primo duca di Frías, e Diego Ramírez de Villaescusa, vescovo di Málaga.
Caterina crebbe in circostanze insolite e difficili. Mentre la maggior parte dei suoi fratelli era nata nei Paesi Bassi asburgici ed era stata allevata dalla zia Margherita d’Austria, Caterina rimase accanto alla madre. Giovanna I era tenuta prigioniera nel palazzo di Tordesillas, dapprima sotto la reggenza del padre Ferdinando II d’Aragona e in seguito sotto il governo del figlio Carlo V, che regnava contemporaneamente come coreggente di Castiglia. Caterina visse lì con la madre dall’età di due anni e poté lasciare Tordesillas soltanto quando raggiunse l’età da marito. Giovanna rimase prigioniera fino alla morte.
Nonostante questa vita appartata, Caterina ricevette un’educazione accurata. La madre le insegnò personalmente il latino, le discipline umanistiche, la teologia e la musica. Giovanna attribuiva grande importanza alla fede cattolica, alla formazione intellettuale, alle buone maniere di corte e alle capacità diplomatiche. Caterina imparò inoltre a suonare diversi strumenti musicali. La sua principale lingua d’uso era lo spagnolo e forse conosceva anche il latino. Fu quindi educata in modo adeguato alla sua posizione di principessa asburgica, sebbene fosse cresciuta in condizioni di prigionia.
A Tordesillas Caterina ebbe accesso alla collezione d’arte della madre, che comprendeva, tra l’altro, arazzi fiamminghi, manoscritti miniati e preziosi oggetti della corte castigliana. In seguito, alcuni di questi beni arrivarono in Portogallo come parte della sua dote e costituirono il nucleo della sua importante collezione d’arte.
Il 10 febbraio 1525, all’età di diciotto anni, Caterina sposò il cugino Giovanni III del Portogallo. Il matrimonio era stato organizzato dal fratello Carlo V e mirava a rafforzare l’alleanza tra le dinastie degli Asburgo e del Portogallo, contribuendo anche alla stabilità politica della penisola iberica. Caterina e Giovanni ebbero nove figli, ma soltanto due raggiunsero l’età adulta.
Come regina, Caterina si interessò in modo particolare all’istruzione e alla vita intellettuale della corte portoghese. Costruì una grande biblioteca e diede vita a un ambiente erudito nel quale si riunivano importanti studiosi e scrittrici del suo tempo. Tra le persone a lei vicine vi erano le umaniste Joana Vaz e Públia Hortênsia de Castro, oltre alla poetessa Luisa Sigea de Velasco. Joana Vaz si occupò dell’educazione dell’unica figlia di Caterina, Maria, e insegnò anche alla nipote omonima, che in seguito sarebbe diventata a sua volta una studiosa nota.
Dopo la morte di Giovanni III, nel 1557, Caterina assunse, secondo il testamento del sovrano, la reggenza per il nipote di tre anni, Sebastiano I. Governò con l’aiuto di un consiglio di collaboratori scelti da lei. Si occupò, tra l’altro, di giustizia, finanze e amministrazione, mentre i decreti continuavano a essere emanati a nome del re minorenne, così da garantire la continuità della monarchia.
Uno degli obiettivi principali della sua reggenza fu il risanamento delle finanze statali, allora in difficoltà. Caterina migliorò l’amministrazione fiscale, riunì le diverse fonti di entrata e rese più efficiente l’apparato finanziario senza introdurre nuove imposte. Riformò inoltre il sistema giudiziario semplificando le procedure, riorganizzando il personale dei tribunali e migliorando l’applicazione della legge. Sul piano religioso, sorvegliò l’Inquisizione portoghese ed estese la sua giurisdizione ai territori d’oltremare, come Goa. Nominando giudici di sua fiducia, cercò di tutelare l’ordine religioso e sociale secondo i principi del diritto canonico.
Le sue origini asburgiche suscitarono la diffidenza di una parte della nobiltà portoghese. Alcuni aristocratici temevano che Caterina potesse anteporre gli interessi spagnoli a quelli del Portogallo. Nonostante le accuse di parzialità e le critiche al suo stile di governo centralizzato, riuscì tuttavia a mantenere la propria posizione politica. Il sostegno della corte e del papa rafforzò la legittimità della sua reggenza. Il 13 dicembre 1562 cedette ufficialmente il potere al cardinale Enrico.
Dopo il ritiro dalla politica, Caterina continuò a vivere nelle vicinanze della corte e si dedicò all’amministrazione dei propri possedimenti. Seguì con attenzione l’educazione di Sebastiano e influì sulla formazione del suo carattere, sulla sua morale e sulla sua fede cattolica. Insieme a insegnanti come Luís Gonçalves da Câmara sostenne un programma educativo fortemente ispirato dai gesuiti. Anche dopo la fine del suo potere ufficiale, continuò a consigliare privatamente il nipote sulle questioni di governo e sui rapporti con la casa d’Asburgo.
Dopo la morte di Giovanni, Caterina non si risposò. Rimase vedova e concentrò le proprie energie sulla famiglia, sulle questioni religiose e sull’amministrazione dei suoi beni. Negli ultimi anni soffrì frequentemente di gotta. Il 10 febbraio 1578 cadde in coma. Il giorno seguente Sebastiano venne a salutarla, ma Caterina non era più in grado di parlare e sembrava non riconoscerlo. Morì il 12 febbraio 1578, all’età di 71 anni, nel palazzo Ribeira di Lisbona. Fu sepolta nel monastero dei Gerolamini di Belém.
Caterina fu anche un’importante collezionista. In quanto regina possedeva una delle più antiche e preziose raccolte di porcellane cinesi presenti in Europa. Dall’Asia arrivavano regolarmente a Lisbona porcellane e altri oggetti rari, destinati ad abbellire i suoi palazzi e a rendere visibile il suo rango. La sua raccolta è considerata la prima camera delle meraviglie della penisola iberica. Tra i suoi oggetti straordinari figuravano denti fossili di squalo, teste di serpente dorate, pietre di diaspro a forma di cuore, coralli, pietre bezoar, un dente di narvalo, rubini, smeraldi e diamanti. Poiché i suoi due nipoti rimasero senza figli, la sua discendenza diretta si estinse pochi mesi dopo la morte di Caterina, con la morte di Sebastiano nell’agosto del 1578.
Fonte: Catalina của Áo và Castilla (vi, 75291739). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0