Persona

Sigismund III. Wasa

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Nascita

  1. 1566

  2. 20.06.1566

Morte

  1. 1632

  2. 19.04.1632

  3. 30.04.1632

Ritratto di Sigismund III. Wasa
Dettagli dell’immagine

Equestrian portrait of king Sigismund III Vasa .

Workshop of Peter Paul Rubens

Henryk Wisner "Zygmunt III Waza", Wrocław 1991.

Fonte dell’immagine: File:Sigismund at horse.jpg · Licenza: Public domain

Ridimensionata per la presentazione.

Biografia

Sigismondo III Vasa nacque il 20 giugno 1566 nel castello di Gripsholm, figlio del re di Svezia Giovanni III e della sua consorte cattolica Caterina Jagellonica. Sua madre era figlia del re polacco Sigismondo I e apparteneva alla dinastia degli Jagelloni. Sigismondo crebbe come cattolico, sebbene sua sorella minore Anna fosse luterana. Da bambino imparò il polacco e lo svedese e parlava inoltre tedesco, italiano e latino. La sua educazione univa la devozione cattolica al patriottismo polacco e alla consapevolezza del legame materno con la precedente dinastia regnante in Polonia. I contemporanei lo descrivevano come dotato, interessato alle arti, timido e riservato, ma non particolarmente intelligente. Dopo la morte del re Stefano Báthory, nel 1587 Sigismondo fu eletto re della Repubblica delle Due Nazioni polacco-lituana. La sua elezione fu contestata, poiché una parte della nobiltà sosteneva l'arciduca asburgico Massimiliano. Sigismondo attraversò quindi il Baltico, sbarcò in Polonia e promise al parlamento ampi privilegi reali per attenuare la crisi politica. Il 27 dicembre 1587 fu incoronato a Cracovia. La sua posizione si consolidò quando il grande etmano Jan Zamoyski sconfisse e catturò Massimiliano nella battaglia di Byczyna. Nel 1589 l'arciduca rinunciò alla sua pretesa al trono polacco. Sigismondo cercò contemporaneamente di stringere un’alleanza con l’Impero asburgico cattolico. Nel 1592 sposò Anna d’Austria, migliorando così i rapporti con il potente vicino meridionale. Nello stesso anno, dopo la morte del padre, ereditò anche la corona svedese. Nacque così un’unione personale tra Polonia e Svezia. Sigismondo fu incoronato a Uppsala nel 1594, ma dovette impegnarsi a proteggere la fede luterana in Svezia. Rimase tuttavia un cattolico convinto, lasciò presto il paese e nominò reggente suo zio Carlo. Il suo obiettivo di ricattolicizzare la Svezia e di riunire stabilmente i due regni sotto un dominio cattolico incontrò una forte opposizione. In Polonia Sigismondo entrò presto in contrasto con Jan Zamoyski e con altri magnati. Essi criticavano la sua vicinanza agli Asburgo, il suo stile personale e il tentativo di rafforzare il potere monarchico. Nel frattempo aumentò l’influenza dei gesuiti e della Controriforma cattolica. Sigismondo sostenne le istituzioni cattoliche e tollerò ripetutamente aggressioni contro i non cattolici, sebbene la Confederazione di Varsavia del 1573 garantisse la libertà religiosa. Protestanti, ortodossi, ebrei e musulmani subirono sotto il suo regno notevoli limitazioni. In particolare, Sigismondo voleva che i ruteni ortodossi passassero al cattolicesimo, contribuendo così alla nascita della Chiesa greco-cattolica. Il conflitto con la Svezia si trasformò in una guerra civile. Negli anni Novanta del Cinquecento il duca Carlo assunse progressivamente il potere e si oppose alla politica cattolica di Sigismondo. Nel 1598 Sigismondo tornò in Svezia con un esercito polacco, ma il 25 settembre fu sconfitto nella battaglia di Stångebro. Fuggì in Polonia e il parlamento svedese lo depose nel 1599. Carlo sarebbe poi diventato re con il nome di Carlo IX. In questo modo fallì il progetto di Sigismondo di creare un’unione duratura tra Polonia e Svezia. Il conflitto con gli svedesi continuò comunque e gravò sulla Polonia per tutto il suo regno. Anche in Polonia il tentativo di Sigismondo di accrescere il proprio potere suscitò opposizione. Nel 1606 alcuni nobili guidati da Mikołaj Zebrzydowski si ribellarono contro di lui. Chiedevano, tra l’altro, il rispetto dei loro diritti politici, l’espulsione dei gesuiti e un ruolo più forte del parlamento. L’esercito reale sconfisse gli insorti nel 1607 presso Guzów. In seguito i ribelli furono graziati, ma la rivolta confermò i privilegi e l’importanza politica della nobiltà polacca. Una delle principali imprese del suo regno fu la guerra contro la Russia durante il cosiddetto Periodo dei torbidi. Dopo una grave carestia, l’estinzione della dinastia dei Rurikidi e la comparsa di diversi pretendenti al trono, Sigismondo vide l’opportunità di sottomettere lo Stato russo e di porre suo figlio Władysław sul trono degli zar. L’invasione iniziò nel 1609. Le truppe polacche conquistarono Smolensk, sconfissero nel 1610 a Klušino un esercito russo-svedese ed entrarono a Mosca. I boiardi proclamarono Władysław zar, ma la resistenza contro l’occupazione polacca crebbe. Nel 1612 le truppe polacche furono costrette a ritirarsi da Mosca. La guerra terminò nel 1618 con la tregua di Deulino, che assegnò alla Polonia-Lituania importanti territori, tra cui Smolensk. Tuttavia, l’obiettivo personale di Sigismondo di governare la Russia e imporre il cattolicesimo alla sua popolazione fallì. A sud Sigismondo difese gli interessi polacchi contro l’Impero ottomano. Dopo la sconfitta di Cecora nel 1620, nella quale morì Jan Zamoyski, un esercito polacco resistette nel 1621 presso Chotyn a un’armata ottomana numericamente molto superiore. Il trattato successivo non comportò significativi cambiamenti territoriali, ma impedì un’ulteriore avanzata ottomana in Polonia. Nel 1626 il re svedese Gustavo Adolfo riaprì la guerra per il controllo della Livonia. La Svezia conquistò diverse città sulla costa del Baltico, mentre Sigismondo ricevette un sostegno limitato. La flotta polacca ottenne una vittoria a Oliva nel 1627, ma la tregua di Altmark del 1629 lasciò alla Svezia il controllo della Livonia. La persistente pretesa di Sigismondo al trono svedese ebbe così gravi conseguenze politiche e territoriali per la Polonia. Nella vita privata Sigismondo era profondamente religioso: partecipava ogni giorno alla messa, digiunava e osservava rigide regole ecclesiastiche. Al tempo stesso si interessava di musica, danza, pittura, architettura, alchimia e artigianato. Promosse artisti e architetti del primo Barocco e collaborò alla progettazione di edifici e oggetti sacri. Nel 1596 trasferì la capitale da Cracovia a Varsavia, che divenne così il centro politico del paese. Il suo primo matrimonio con Anna d’Austria fu considerato felice, ma terminò nel 1598 con la morte della regina dopo una gravidanza. Nel 1605 Sigismondo sposò sua sorella Costanza, che acquisì una notevole influenza a corte. Dai due matrimoni nacquero diversi figli, tra cui i futuri re Ladislao IV e Giovanni II Casimiro. Sigismondo morì il 30 aprile 1632 nel castello reale di Varsavia, dopo una lunga malattia, e fu sepolto nella cattedrale del Wawel a Cracovia. Il suo regno, durato quasi 45 anni, è valutato in modo controverso. Sigismondo favorì le arti, l’architettura, la letteratura e l’espansione territoriale della Polonia-Lituania, ma le repressioni religiose, gli intrighi politici, il suo orientamento autoritario e le guerre incessanti pesarono sul paese. Suo figlio Ladislao IV fece erigere in sua memoria a Varsavia la Colonna di Sigismondo, ancora oggi uno dei monumenti più noti della città.

Fonte: Sigismund III Vasa (en, 1364201313). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0