Persona
Königin Sofía von Spanien
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02.11.1938
Morte
Nessuna data di morte verificata disponibile.

Dettagli dell’immagine
Karaliene Sofija (cropped)
State Chancellery of Latvia
Ministru prezidents Valdis Dombrovskis oficiālās pusdienās tiekas ar Spānijas karali Huanu Karlosu I un karalieni Sofiju
Fonte dell’immagine: File:Karaliene Sofija (cropped).jpg · Licenza: CC BY-SA 2.0
Ridimensionata per la presentazione; l’opera derivata resta disponibile con la stessa licenza.
Biografia
Sofia di Grecia nacque il 2 novembre 1938 nel palazzo di Psychiko, vicino ad Atene. Era la figlia maggiore del re Paolo I di Grecia e della moglie Federica di Hannover. Da parte di padre era nipote del re Costantino I di Grecia e della principessa Sofia di Prussia; da parte di madre discendeva dalla casa di Hannover ed era imparentata con la famiglia imperiale tedesca. Apparteneva quindi alla linea Glücksburg della casa danese degli Oldenburg. Il fratello minore Costantino divenne in seguito re Costantino II di Grecia, mentre la sorella minore era la principessa Irene.
La sua nascita fu celebrata in Grecia con feste pubbliche e un’amnistia generale. Inizialmente la madre avrebbe voluto chiamarla Olga, ma alla fine le fu dato il nome Sofia, come la nonna paterna. Fu battezzata il 9 gennaio 1939 nel palazzo reale di Atene. Tra i suoi padrini figuravano, tra gli altri, il re Giorgio II di Grecia, la regina Alessandrina di Danimarca e la principessa Irene; la principessa britannica Elisabetta, futura regina Elisabetta II, e la regina Elena furono rappresentate da delegati.
La seconda guerra mondiale segnò la prima infanzia di Sofia. Dopo l’invasione italiana e tedesca della Grecia, il 22 aprile 1941 fuggì da Atene insieme alla madre e al fratello. La famiglia visse dapprima a Creta, poi in Egitto e in Sudafrica, dove nel 1942 nacque la sorella Irene. Durante l’esilio, il padre soggiornò soprattutto in Inghilterra e in Egitto. Ad Alessandria Sofia frequentò il collegio femminile El-Nasr. Dopo che nel 1946 la Grecia ebbe restaurato la monarchia mediante un referendum, nel 1947, alla morte del re Giorgio II, i suoi genitori divennero re e regina del Paese.
A quattordici anni Sofia fu mandata in Germania per proseguire gli studi presso la scuola di Salem, diretta dallo zio Georg Wilhelm di Hannover. Tornata in Grecia, studiò puericultura, musica e archeologia e svolse un tirocinio in una clinica ostetrica di Atene. In seguito frequentò il Fitzwilliam College di Cambridge. In quanto figlia di un re, partecipava alle cerimonie ufficiali, si impegnava in iniziative benefiche e talvolta sostituiva i genitori nei loro incarichi. Nel 1960 partecipò ai Giochi olimpici di Roma come riserva della squadra greca di vela. Sofia parlava diverse lingue, tra cui tedesco, inglese, italiano, spagnolo e greco.
Conobbe il futuro marito, l’infante spagnolo Juan Carlos, nel 1954, durante una crociera nel Mediterraneo organizzata dalla madre. Il rapporto tra i due si sviluppò però solo alcuni anni più tardi. Dopo il matrimonio del principe Antonio di Borbone-Sicilie con la duchessa Elisabetta di Württemberg, la relazione della giovane coppia proseguì e il 13 settembre 1961 Sofia e Juan Carlos si fidanzarono a Losanna. Il matrimonio fu celebrato il 14 maggio 1962 ad Atene e comprese cerimonie cattoliche, ortodosse e civili. Vi parteciparono numerosi membri di famiglie europee regnanti o già regnanti.
Dopo le nozze la coppia si trasferì nel palazzo della Zarzuela, nei pressi di Madrid. Sofia si dedicò soprattutto all’educazione dei tre figli: Elena, nata nel 1963, Cristina, nata nel 1965, e Felipe, nato nel 1968. Si assicurò che i figli frequentassero scuole madrilene e non ricevessero trattamenti privilegiati. Felipe fu nominato principe delle Asturie nel 1977 e nel 2014 salì al trono spagnolo come Felipe VI. È sposato con Letizia Ortiz e ha due figlie, Leonor e Sofía, quest’ultima chiamata così in onore della nonna.
Juan Carlos fu nominato principe di Spagna nel 1969 e, dopo la morte di Francisco Franco nel 1975, divenne re. Sofia divenne così regina di Spagna. La coppia reale scelse di non trasferirsi nel rappresentativo palazzo d’Oriente e rimase nella relativamente modesta Zarzuela. Non istituì una corte tradizionale e Sofia non ebbe una dama di compagnia. Durante i primi anni del regno del marito, lo sostenne discretamente nel processo di ritorno della Spagna alla democrazia.
Sofia si dedicò in particolare alle questioni sociali, alla ricerca scientifica e a diverse iniziative benefiche. Dal 1977 presiedeva la Fondazione Reina Sofía, che promuoveva progetti nei settori dell’immigrazione, dell’istruzione, dell’assistenza sociale e della tutela ambientale. Fino al 2015 fu inoltre presidente onoraria della Fondazione contro la tossicodipendenza. Per il suo impegno a favore della convivenza, della comprensione e dei valori democratici, nel 2013 ricevette il premio Convivencia della Fondazione Manuel Broseta. La sua popolarità rimase elevata anche quando, dagli anni Novanta, la stampa spagnola e internazionale riferì ripetutamente di problemi coniugali e di presunte relazioni di Juan Carlos.
Il legame di Sofia con la Grecia rimase importante nonostante il suo ruolo in Spagna. Si trovava nel Paese natale nel 1967, quando un colpo di Stato militare depose il fratello Costantino II e lo costrinse a lasciare il Paese con la famiglia. Dopo la fine della monarchia, Sofia visitò inizialmente la Grecia solo di rado. Nel 1998 lei e Juan Carlos vi compirono una visita ufficiale. Per ragioni diplomatiche, Sofia rimase estranea alla controversia giudiziaria che opponeva i suoi fratelli e la zia allo Stato greco per la restituzione delle ex proprietà reali. In seguito tornò regolarmente in Grecia, soprattutto in occasione delle celebrazioni della Pasqua ortodossa. Dopo la morte del fratello Costantino, nel gennaio 2023, aiutò la famiglia nei preparativi per la sepoltura a Tatoi.
Dopo l’abdicazione di Juan Carlos in favore del figlio Felipe, il 18 giugno 2014, Sofia assunse il titolo di regina emerita e conservò il trattamento di maestà. Continuò a dedicarsi ai suoi incarichi di patrocinio e divise il proprio tempo tra il palazzo della Zarzuela e il palazzo di Marivent, a Maiorca. Nel 2018 un conflitto reso pubblico con la nuora, la regina Letizia, suscitò grande attenzione; in seguito le due mostrarono nuovamente un rapporto più disteso. Quando nel 2020 Juan Carlos si trasferì in esilio negli Emirati Arabi Uniti nel contesto di indagini per corruzione, Sofia rimase in Spagna. Negli anni successivi fu segnata da diversi lutti e da vicende familiari, tra cui il divorzio della figlia Cristina e la morte di parenti stretti e amiche. Nell’aprile 2024 Sofia stessa fu ricoverata brevemente in ospedale. Rimane una figura centrale sia della monarchia spagnola sia delle case reali europee.
Fonte: Sophie de Grèce (1938) (fr, 238384756). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0