Persona

Juan Carlos I.

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Nascita

  1. 05.01.1938

Morte

Nessuna data di morte verificata disponibile.

Ritratto di Juan Carlos I.
Dettagli dell’immagine

Ministru prezidents Valdis Dombrovskis oficiālās pusdienās tiekas ar Spānijas karali Huanu Karlosu I un karalieni Sofiju (3506936051) (cropped)

State Chancellery of Latvia

Ministru prezidents Valdis Dombrovskis oficiālās pusdienās tiekas ar Spānijas karali Huanu Karlosu I un karalieni Sofiju

Fonte dell’immagine: File:Ministru prezidents Valdis Dombrovskis oficiālās pusdienās tiekas ar Spānijas karali Huanu Karlosu I un karalieni Sofiju (3506936051) (cropped).jpg · Licenza: CC BY-SA 2.0

Ridimensionata per la presentazione; l’opera derivata resta disponibile con la stessa licenza.

Biografia

Juan Carlos I nacque il 5 gennaio 1938 a Roma, figlio di Juan de Borbón, conte di Barcellona, e María de las Mercedes de Borbón y Orleans. Trascorse la prima infanzia a Roma e, dal 1942, a Losanna, dove frequentò il collegio Le Rosey. Nel 1948 Francisco Franco lo mandò in Spagna affinché fosse educato sotto il controllo del regime. Dopo un soggiorno nella tenuta di Las Jarillas, Juan Carlos tornò in Spagna nel 1950 e proseguì gli studi. Dal 1955 al 1959 frequentò le principali istituzioni militari del paese: l’Accademia generale militare di Saragozza, la Scuola navale militare di Marín e l’Accademia generale dell’aeronautica di San Javier. In seguito studiò a Madrid diritto politico e internazionale, economia e finanza pubblica. Un evento significativo e tragico della sua giovinezza fu la morte del fratello minore Alfonso, avvenuta nel 1956 a Estoril per un colpo di pistola. Le circostanze non furono mai chiarite completamente: la versione ufficiale parlò di un incidente, mentre altre ricostruzioni indicarono Juan Carlos come colui che impugnava l’arma. Juan Carlos conobbe nel 1954 la principessa greca Sofia. Dopo un nuovo incontro nel 1960, i due si fidanzarono nel 1961 e si sposarono il 14 maggio 1962 ad Atene con rito ortodosso e cattolico. All’inizio del 1963 si trasferirono a Madrid, stabilendo la propria residenza nel palazzo della Zarzuela. Dal matrimonio nacquero tre figli: Elena, Cristina e Felipe, che sarebbe diventato re di Spagna con il nome di Felipe VI. Contrariamente alla successione dinastica tradizionale, secondo la quale il primo a vantare diritti al trono sarebbe stato suo padre, nel 1969 Franco designò Juan Carlos come successore con il titolo di «principe di Spagna». Juan Carlos accettò la decisione, provocando tensioni all’interno della casa dei Borbone. Il 22 luglio 1969 le Cortes confermarono la nomina; nello stesso giorno egli giurò di rispettare le leggi fondamentali franchiste e i principi del Movimento Nazionale. A causa delle malattie di Franco, nel 1974 e nel 1975 assunse temporaneamente le funzioni di capo dello Stato. Nel novembre 1975, durante la crisi legata al conflitto del Sahara Occidentale, visitò El Aaiún. Poco dopo Franco morì. Il 22 novembre 1975 Juan Carlos fu proclamato re di Spagna dalle Cortes franchiste. Sebbene inizialmente avesse giurato fedeltà ai principi del sistema franchista, con l’aiuto di alcuni collaboratori politici guidò la transizione verso la democrazia. Attraverso la strategia giuridica elaborata da Torcuato Fernández-Miranda, l’ordinamento legislativo franchista fu gradualmente riformato. Questo processo sfociò nella Transizione politica e nella Costituzione spagnola del 1978. La Costituzione trasformò la Spagna in una monarchia parlamentare, limitò i poteri politici del re e riconobbe Juan Carlos come legittimo erede della dinastia storica dei Borbone e come simbolo dell’unità nazionale. Nel 1977 suo padre rinunciò definitivamente ai propri diritti dinastici. Una delle prove più importanti del suo regno fu il tentato colpo di Stato del 23 febbraio 1981. Durante una votazione parlamentare, unità armate della Guardia Civil guidate da Antonio Tejero occuparono il Congresso dei deputati, mentre a Valencia scendevano in strada i carri armati. Nella notte Juan Carlos si rivolse alla popolazione in televisione e respinse con fermezza il colpo di Stato. Il suo intervento contribuì in modo decisivo a far fallire l’insurrezione e a stabilizzare la giovane democrazia. In seguito furono però pubblicati rapporti e testimonianze che misero in discussione il suo atteggiamento verso alcuni settori militari e la sua possibile conoscenza dei piani golpisti. Gli storici respinsero le teorie complottiste su un suo coinvolgimento; documenti resi successivamente accessibili confermarono il suo ruolo centrale nel fermare il golpe. Durante il regno Juan Carlos sostenne l’integrazione europea, mantenne stretti rapporti con gli Stati Uniti e sviluppò relazioni con governi europei, latinoamericani e mediorientali. La sua attività internazionale di mediazione e il contributo allo sviluppo democratico gli valsero numerosi riconoscimenti. Fu particolarmente popolare nei primi decenni del regno; nel 1992 il consenso raggiunse il culmine dopo i Giochi olimpici di Barcellona. Nella seconda metà del regno, tuttavia, la sua reputazione iniziò a deteriorarsi. Il caso di corruzione che coinvolse il genero Iñaki Urdangarin e l’Istituto Nóos danneggiò l’immagine della famiglia reale. Nel 2012 Juan Carlos si ferì durante una caccia all’elefante in Botswana e dovette essere trasportato in aereo in Spagna e sottoposto a un intervento chirurgico. Il viaggio avvenne nel pieno di una grave crisi economica e suscitò forte indignazione per i costi e il carattere lussuoso della spedizione. Dopo essere stato dimesso, il re si scusò pubblicamente. Anche il suo stretto rapporto con l’imprenditrice Corinna Larsen, possibili strutture patrimoniali nascoste, presunti pagamenti dall’estero e altri legami finanziari divennero oggetto di inchieste giornalistiche e giudiziarie. Nel 2022 la Procura spagnola archiviò i procedimenti a suo carico, tra l’altro per prescrizione e per la protezione costituzionale di cui aveva goduto durante il mandato. Il 2 giugno 2014 Juan Carlos annunciò l’abdicazione a favore del figlio Felipe. L’abdicazione fu confermata per legge e Felipe salì al trono come Felipe VI. Juan Carlos conservò a vita il titolo onorifico di re, il trattamento di «maestà» e onori analoghi, ma non esercitò più alcuna funzione costituzionale. Fino al 2019 svolse ancora occasionalmente incarichi pubblici, prima di ritirarsi definitivamente dalla vita istituzionale. In seguito Felipe VI gli revocò l’assegnazione statale e dichiarò di rinunciare a un’eventuale eredità e a strutture patrimoniali di origine dubbia. Nell’agosto 2020 Juan Carlos lasciò la Spagna a causa dell’attenzione pubblica suscitata da eventi passati della sua vita privata. Poco dopo fu reso noto che si trovava ad Abu Dhabi. Da allora vive prevalentemente negli Emirati Arabi Uniti, recandosi occasionalmente in Spagna, soprattutto a Sanxenxo, in Galizia, per partecipare a regate. Nel 2024 emerse che aveva costituito negli Emirati una fondazione destinata a riunire il suo patrimonio e a facilitare il successivo trasferimento alle figlie. Anche questa iniziativa provocò dure critiche in Spagna. Oltre alla politica, gli interessi personali contribuirono a definire la sua immagine pubblica. Era un appassionato velista, partecipò ai Giochi olimpici di Monaco del 1972 e in seguito vinse più volte i campionati del mondo nella classe 6 metri con la sua squadra. Praticava inoltre lo sci ed era un cacciatore appassionato. Proprio i suoi viaggi di caccia e numerose relazioni extraconiugali furono più volte oggetto di controversie. La sua vicenda personale rappresenta dunque sia il profondo cambiamento politico della Spagna sia il declino dell’immagine di una monarchia a lungo considerata garante della stabilità e del rinnovamento democratico.

Fonte: Juan Carlos I de España (es, 175160857). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0