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Albrecht der Lahme, PA04117
Blaschke, János (Austro-Hungarian printmaker, 1770-1833) (artist) (graphic artist)
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Fonte dell’immagine: File:Albrecht der Lahme, PA04117.jpg · Licenza: Public domain
Ridimensionata per la presentazione.
Biografia
Alberto II, detto «il Saggio» o «lo Zoppo», nacque il 12 dicembre 1298 a Vienna. Apparteneva alla casa d’Asburgo ed era il quarto figlio del re romano-germanico Alberto I e della moglie Elisabetta di Gorizia-Tirolo. Dopo la morte del padre crebbe in un periodo in cui i possedimenti asburgici in Austria e nelle regioni limitrofe venivano consolidati ed estesi sul piano politico.
Inizialmente Alberto era destinato alla carriera ecclesiastica. Nel 1313, nonostante fosse ancora minorenne, fu designato vescovo di Passau in seguito a un’elezione controversa. La scelta si svolse nel contesto di un conflitto con il suo avversario Gebhard von Walsee. Dopo la morte di quest’ultimo, tuttavia, nel 1317 Alberto dovette rinunciare alla diocesi, il cui nuovo vescovo divenne Heinrich von Wien. Si concluse così la sua carriera ecclesiastica, ed egli si dedicò definitivamente al governo secolare.
Nel 1330 Alberto assunse, insieme al fratello minore Ottone, detto «il Gaio», il governo dei territori asburgici. La sua posizione di potere si rafforzò anche grazie al matrimonio con Giovanna di Pfirt, celebrato a Vienna nel 1324. Come dote, ella portò nel matrimonio la contea di Pfirt e diverse città. Dopo la morte di Enrico di Carinzia, ultimo erede della linea goriziano-tirolese della casa di Gorizia, Alberto avanzò inoltre pretese sulla Carinzia, entrando in competizione con Giovanni di Boemia.
Il 2 maggio 1335, a Linz, l’imperatore Ludovico IV concesse in feudo i ducati di Carinzia e Carniola ad Alberto e Ottone. La loro madre Elisabetta di Gorizia-Tirolo era sorella di Enrico di Carinzia, circostanza che rafforzava ulteriormente le pretese asburgiche. Alberto rimase fedele all’imperatore fino alla morte di quest’ultimo e in seguito mantenne stretti rapporti con suo figlio Ludovico di Brandeburgo. Quando Alberto assediò per la seconda volta Zurigo, Ludovico mediò la pace. Il conflitto si concluse il 1º settembre 1352 con un trattato noto come «Pace di Brandeburgo».
La fama di Alberto superava i confini dei suoi territori. Nel 1335 papa Benedetto XII gli chiese di mediare una riconciliazione tra l’imperatore Ludovico IV e la Chiesa. Due anni più tardi anche il re di Francia Filippo VI cercò il suo sostegno nel conflitto contro Ludovico IV e il re d’Inghilterra Edoardo III. Queste richieste mostrano che Alberto era considerato un principe influente e affidabile nella politica europea.
Nonostante una paralisi delle mani e delle gambe, probabilmente causata dalla poliartrite, Alberto rimase politicamente attivo. Per un certo periodo si ipotizzò che la sua disabilità potesse essere stata provocata anche da un attentato con il veleno nel 1330. Le limitazioni fisiche non gli impedirono tuttavia di fondare una famiglia. Con Giovanna di Pfirt ebbe diversi figli, sei dei quali sopravvissero. Il primogenito, Rodolfo, nacque nel 1339, quindici anni dopo il matrimonio, quando Alberto aveva 41 anni e Giovanna 39.
Nel 1355 Alberto emanò un ordinamento dinastico per i territori austriaci, destinato a regolare la successione all’interno della famiglia asburgica. Sebbene dopo la sua morte non fosse inizialmente osservato in modo duraturo, l’ordinamento fu in seguito rinnovato dall’imperatore Massimiliano I. Infine, l’imperatore Carlo VI lo inserì nella Prammatica Sanzione. Le sue disposizioni rimasero parte dell’ordinamento statale fino alla fine della monarchia austriaca, nel 1918. Anche la Stiria e la Carinzia dovettero ad Alberto proprie norme costituzionali.
Durante gli anni della peste, nel 1348 e nel 1349, Vienna fu duramente colpita. L’epidemia, giunta in Europa dall’Estremo Oriente attraverso il commercio, causò circa 40.000 morti in città e decimò una parte considerevole della popolazione. Alberto dovette inoltre proteggere i sudditi ebrei, che una parte della popolazione riteneva responsabili dell’epidemia, accusandoli di aver avvelenato i pozzi.
La successiva annessione del Tirolo ai possedimenti asburgici, avvenuta nel 1363, fu considerata il risultato dell’abilità diplomatica di Alberto nei confronti della rivale famiglia dei Wittelsbach. Alberto, tuttavia, non visse abbastanza per assistere a questo sviluppo. Morì il 20 luglio 1358 a Vienna. Gli succedette il figlio maggiore Rodolfo IV, detto «il Fondatore». Secondo l’ordinamento dinastico emanato da Alberto, anche i fratelli di Rodolfo avrebbero dovuto partecipare alla reggenza: Alberto III, detto «con la treccia», aveva allora dieci anni, mentre Leopoldo III, detto «il Giusto», ne aveva sette.
Dopo la morte di Rodolfo, nel 1379 Alberto III e Leopoldo III divisero i loro ambiti di governo con il Trattato di Neuberg. In questo modo cercarono di aggirare il principio della primogenitura e l’amministrazione comune dei beni della famiglia. L’accordo portò infine alla divisione permanente della casa d’Asburgo nelle linee albertina e leopoldina. La separazione fu superata soltanto nel 1490 dall’imperatore Federico III.
Alberto II fu sepolto nel monastero certosino di Marienthron, da lui fondato presso Gaming, nella Bassa Austria. Verso la fine del XVIII secolo le sue spoglie furono trasferite nella chiesa parrocchiale della stessa località. I suoi sei figli sopravvissuti influenzarono la storia successiva degli Asburgo: Rodolfo IV sposò Caterina di Boemia; Caterina divenne badessa a Vienna; Margherita fu sposata prima con Mainardo III del Tirolo e poi con Giovanni Enrico di Moravia; Federico III divenne duca d’Austria; Alberto III sposò Elisabetta di Boemia e successivamente Beatrice di Norimberga; Leopoldo III sposò Viridis Visconti. Altri cinque figli della coppia nacquero morti o morirono poco dopo la nascita; furono sepolti nella cripta ducale del duomo di Santo Stefano a Vienna.
Fonte: Albert al II-lea, Duce al Austriei (ro, 17687953). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0