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Portrait of Louis XVI , King of France and Navarre (1754-1793) label QS:Len,"Portrait of Louis XVI , King of France and Navarre (1754-1793)" label QS:Lfr," Louis XVI , roi de France et de Navarre (1754-1793)" label QS:Lru," Людовик XVI , король Франции и Наварры (1754-1793)"
Joseph-Siffred Duplessis / Formerly attributed to Antoine-François Callet
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Fonte dell’immagine: File:Duplessis - Louis XVI of France, oval, Versailles.jpg · Licenza: Public domain
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Biografia
Luigi XVI nacque il 23 agosto 1754 nel castello di Versailles con il nome di Louis-Auguste de France. Era il quarto figlio del delfino Louis de France e della sua seconda moglie, Marie-Josèphe di Sassonia. Dopo la morte del fratello maggiore, il duca di Borgogna, nel 1761, avanzò nella linea di successione. Quando suo padre morì nel 1765, all’età di undici anni divenne delfino di Francia. La madre morì nel 1767 e la nonna l’anno seguente; la sua infanzia fu quindi segnata da gravi lutti.
Louis-Auguste ricevette un’educazione rigorosa sotto la guida del duca de La Vauguyon. Era considerato timido e riservato, ma anche diligente, colto e animato da interessi molteplici. Studiò, tra l’altro, latino, tedesco, italiano e inglese e si dedicò alla storia, alla geografia, alle scienze naturali, al diritto, alla matematica e alla religione. Lo affascinavano in particolare la marina, la tecnica, l’orologeria e la serratura. La sua formazione univa concezioni religiose e idee dell’Illuminismo. Maturò la convinzione che un re dovesse agire moralmente e assumersi la responsabilità delle ingiustizie, senza però essere preparato in modo sistematico all’esercizio del governo.
Il 16 maggio 1770, all’età di quindici anni, il delfino sposò a Versailles l’arciduchessa austriaca quattordicenne Maria Antonietta. Il matrimonio doveva consolidare l’alleanza tra la casa francese dei Borbone e quella asburgico-lorenese. Il rapporto divenne presto una questione di interesse statale, poiché dalla discendenza dipendeva la successione al trono. Il matrimonio fu consumato pienamente solo nel 1777. Dalla loro unione nacquero quattro figli: Marie-Thérèse, Louis-Joseph, Louis-Charles e Sophie-Béatrice. Louis-Joseph morì ancora bambino nel 1789; Louis-Charles fu in seguito riconosciuto dai monarchici come Luigi XVII, ma morì prigioniero nel 1795 senza aver mai regnato.
Dopo la morte del nonno Luigi XV, il 10 maggio 1774, Louis XVI salì al trono a diciannove anni. Ereditò un regno in gravi difficoltà finanziarie, con le casse statali appesantite dalle guerre precedenti e dalle elevate spese della monarchia. All’inizio del suo regno ridusse le spese della corte, sostenne i più poveri e fece vaccinare la famiglia reale contro il vaiolo. Come consiglieri e ministri chiamò successivamente uomini esperti come Maurepas, Vergennes, Turgot, Necker, Calonne e Brienne.
Diversi ministri tentarono di riformare le finanze e la società. Turgot voleva, tra l’altro, abolire il lavoro forzato, le corporazioni e i privilegi fiscali, introducendo una tassazione più uniforme. Necker puntò sui prestiti, sulle lotterie e su una maggiore trasparenza delle finanze pubbliche. Calonne propose un’imposta fondiaria generale, senza gli antichi privilegi della nobiltà e del clero, oltre a nuove assemblee elettive. Questi progetti fallirono tuttavia di fronte alla resistenza dei parlamenti, del clero, della nobiltà e della corte. Lo stesso Luigi XVI oscillava tra la volontà di riformare e il desiderio di conservare le strutture di potere tradizionali. Nel 1774 ristabilì i parlamenti, benché in seguito essi ostacolassero gravemente le sue riforme.
La sua politica estera portò inizialmente grandi successi. Luigi XVI sostenne le tredici colonie nordamericane insorte contro la Gran Bretagna con armi, denaro, truppe e navi. Nel 1778 la Francia concluse un’alleanza con gli Stati Uniti; l’aiuto francese contribuì in modo decisivo alla vittoria americana di Yorktown nel 1781. Il successo rafforzò il prestigio del re, ma aggravò al tempo stesso l’indebitamento francese. Inoltre, le idee americane di libertà, sovranità popolare e separazione dei poteri si diffusero in Francia e finirono per alimentare correnti politiche contrarie alla monarchia. Luigi XVI promosse anche il potenziamento della marina francese e fece sviluppare il porto di Cherbourg. Nel 1785 ebbe inizio una spedizione intorno al mondo guidata da Jean-François de La Pérouse, ma in seguito si persero tutte le notizie della spedizione.
Negli anni Ottanta la crisi economica si aggravò. Cattivi raccolti, aumento del prezzo del pane, disoccupazione e crescente debito pubblico sconvolsero il paese. Nel 1787 il progetto di riforma di Calonne fallì davanti all’Assemblea dei notabili. Il conflitto tra la corona e i parlamenti provocò disordini politici; infine, nell’agosto 1788, Luigi XVI convocò gli Stati generali per il maggio 1789. Iniziò così il percorso immediato verso la Rivoluzione francese.
Gli Stati generali si riunirono a Versailles il 5 maggio 1789. Il 17 giugno i deputati del Terzo stato si proclamarono Assemblea nazionale e, con il giuramento della Pallacorda, si impegnarono a elaborare una costituzione. Luigi XVI cercò dapprima di conservare l’ordine tradizionale e il voto separato dei tre stati. Dopo la presa della Bastiglia, il 14 luglio, riconobbe tuttavia l’Assemblea nazionale e fece ritirare le truppe dai dintorni di Parigi. Nell’ottobre 1789 fu costretto a trasferirsi con la famiglia da Versailles al palazzo delle Tuileries, nella capitale.
Il re accettò infine una monarchia costituzionale. Nel 1790 prestò giuramento al nuovo ordine durante la Festa della Federazione, ma rimase profondamente diffidente verso la riorganizzazione della Chiesa e la limitazione dei suoi poteri. La sua popolarità diminuì ulteriormente dopo il tentativo di fuga da Parigi compiuto con la famiglia nel giugno 1791. Il viaggio verso Montmédy terminò a Varennes, dove fu riconosciuto e arrestato. Il fallimento della fuga distrusse la fiducia di molti francesi nel sovrano e accelerò lo sviluppo repubblicano. Il 14 settembre 1791 Luigi XVI giurò comunque sulla nuova costituzione e assunse il titolo di re dei Francesi.
Le tensioni aumentarono nel 1792. Luigi XVI pose il veto a diverse misure rivoluzionarie e, sotto la pressione dell’Assemblea nazionale, accettò la dichiarazione di guerra all’Austria. Molti rivoluzionari lo sospettarono di sperare segretamente nella sconfitta della Francia e nell’intervento delle monarchie straniere. Il 10 agosto 1792 gli insorti assaltarono le Tuileries. Il re cercò rifugio con la famiglia presso l’Assemblea nazionale, fu sospeso dalle sue funzioni e poi rinchiuso nella prigione del Tempio. Il 21 settembre 1792 la Convenzione nazionale abolì la monarchia e lo designò con il nome di Louis Capet.
Il processo iniziò nel dicembre 1792. La Convenzione lo dichiarò colpevole di cospirazione contro la libertà e la sicurezza dello Stato. Dopo diverse votazioni, la condanna a morte immediata fu approvata con una maggioranza esigua. Luigi XVI fu ghigliottinato il 21 gennaio 1793 nella piazza della Rivoluzione a Parigi. Anche sua moglie Maria Antonietta e sua sorella Élisabeth furono successivamente giustiziate.
Dopo la sua morte, Luigi XVI fu giudicato dapprima un traditore oppure un martire. Gli storici successivi elaborarono un’immagine più sfumata: quella di un sovrano colto, religioso e incline alle riforme, ma anche esitante e politicamente sopraffatto. Molti concordano sul fatto che il suo carattere e le sue decisioni non furono all’altezza delle eccezionali sfide dell’epoca rivoluzionaria. I suoi fratelli regnarono durante la Restaurazione con i nomi di Luigi XVIII e Carlo X; nel 1815 Luigi XVIII fece trasferire a Saint-Denis i resti mortali di Luigi XVI e di Maria Antonietta.
Fonte: Louis XVI (fr, 238801326). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0