Persona

Ludwig XIII.

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Nascita

  1. 27.09.1601

  2. 1601

Morte

  1. 1643

  2. 14.05.1643

Ritratto di Ludwig XIII.
Dettagli dell’immagine

Portrait of Louis XIII

School of Philippe de Champaigne

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Fonte dell’immagine: File:Louis XIIIval grace.jpg · Licenza: Public domain

Ridimensionata per la presentazione.

Biografia

Luigi XIII, detto «il Giusto», nacque il 27 settembre 1601 nel castello di Fontainebleau come primo figlio del re di Francia Enrico IV e di Maria de’ Medici. Dopo l’assassinio del padre, il 14 maggio 1610, salì al trono di Francia e Navarra all’età di otto anni. Fu incoronato a Reims il 17 ottobre dello stesso anno. Poiché era ancora minorenne, la madre assunse la reggenza e governò insieme ai suoi favoriti italiani Concino Concini e Léonora Galigai. Luigi rimase così in gran parte escluso dagli affari di Stato, benché la sua maggiore età fosse stata dichiarata nel 1614. Trascorse gran parte dell’infanzia nel castello di Saint-Germain-en-Laye. Il suo medico Jean Héroard registrò numerosi dettagli sulla sua salute, sulla sua educazione e sulla vita quotidiana. Luigi si interessò presto alla musica, alla danza, alla pittura e al disegno, ma soprattutto alle armi, ai cavalli e all’addestramento militare. Imparò a usare l’arco e l’archibugio e mostrò scarso entusiasmo per la letteratura, la matematica e la geometria. La storia, le attività artistiche e quelle militari lo affascinavano maggiormente. Amava inoltre la caccia e l’allevamento degli uccelli. Luigi nutriva una profonda venerazione per il padre Enrico IV, sebbene questi lo punisse duramente secondo le concezioni educative dell’epoca. La morte del padre lo segnò profondamente. Il rapporto con la madre, invece, rimase difficile. Luigi si sentiva trascurato da lei e soffriva per il disprezzo dei suoi favoriti. Divenne taciturno, chiuso e diffidente; per un periodo ebbe problemi di linguaggio e balbettava. Al tempo stesso maturò il desiderio di essere all’altezza della memoria del padre e di esercitare personalmente l’autorità regale. Maria de’ Medici conduceva una politica più vicina agli interessi italiani e spagnoli, mentre nel regno scoppiavano disordini religiosi, sociali e nobiliari. Nel 1615 fece sposare a Bordeaux il quattordicenne Luigi con Anna d’Austria, infanta di Spagna. Per Luigi quel matrimonio rappresentò un’ulteriore umiliazione, perché inizialmente vedeva nella moglie soprattutto una rappresentante dell’avversaria politica Spagna. Il matrimonio rimase a lungo distante e fu consumato soltanto nel 1619. Il 24 aprile 1617 Luigi pose fine alla propria dipendenza dalla reggenza con un colpo di Stato. Fece assassinare Concini, fece giustiziare sua moglie Galigai e mandò la madre in esilio a Blois. Al posto di Concini mise il proprio favorito Charles d’Albert, duca di Luynes, che accumulò rapidamente titoli e ricchezze, dimostrandosi però un uomo di Stato mediocre. Nel 1619 Maria de’ Medici fuggì da Blois e si sollevò contro il figlio. Dopo una temporanea riconciliazione, nel 1620 scoppiò nuovamente la guerra civile, che Luigi concluse con la vittoria personale nella battaglia di Les Ponts-de-Cé. In seguito, sotto l’influenza di Richelieu, consentì il ritorno della madre a corte, escludendola però definitivamente dal governo. Luigi XIII cercò di eliminare la posizione politica e militare speciale dei protestanti e di imporre l’autorità reale in tutto il regno. Tra il 1620 e il 1628 condusse diverse campagne contro gli ugonotti. Nel 1621 fallì inizialmente davanti a Montauban, ma negli anni successivi ottenne importanti successi. Dopo la presa di La Rochelle nel 1628, nel 1629 fu emanato l’editto di grazia di Alès. Esso confermava la libertà di coscienza e una libertà religiosa limitata, ma privava i protestanti dei loro poteri militari e politici, ordinava la distruzione delle loro piazzeforti e vietava le loro assemblee politiche. La figura centrale del suo regno fu il cardinale Richelieu, entrato nel Consiglio del re nel 1624. Il rapporto tra il sovrano e il ministro era stretto, ma complesso. Entrambi condividevano l’idea della grandezza politica della Francia. Richelieu rafforzò l’amministrazione, ridimensionò i grandi feudatari e combatté l’influenza degli Asburgo. Luigi sostenne questa politica e assunse personalmente, in diverse occasioni, il comando delle operazioni militari. Nel 1630, durante la cosiddetta giornata degli Ingannati, scelse definitivamente Richelieu e si schierò contro la madre. Maria de’ Medici fu esiliata e non rivide mai più il figlio. Il re dovette inoltre reprimere diverse congiure organizzate dal fratello ed erede Gastone d’Orléans e da altri nobili. Contro i suoi potenti avversari agì con durezza e fece giustiziare, tra gli altri, il duca di Montmorency per ribellione e il conte di Montmorency-Bouteville per aver violato il divieto dei duelli. Contrariamente all’immagine di un sovrano completamente diretto da Richelieu, Luigi fu personalmente responsabile della politica autoritaria e delle numerose esecuzioni del suo regno. In politica estera, la Francia mirava a spezzare l’accerchiamento asburgico. In un primo momento Luigi sostenne diplomaticamente e finanziariamente i nemici della Spagna e degli Asburgo d’Austria. Nel 1635 la Francia dichiarò apertamente guerra alla Spagna, entrando così in conflitto, nonostante il proprio cattolicesimo, anche con due sovrani cattolici. Il conflitto divenne uno dei principali teatri della guerra dei Trent’anni. Luigi guidò personalmente, tra le altre, la campagna di Corbie e nel 1641 occupò la Catalogna insorta. Nel corso delle dure guerre la Francia acquistò progressivamente il sopravvento. Durante il suo regno Béarn e Navarra furono legati più strettamente alla corona; le truppe francesi occuparono inoltre territori come il Rossiglione, la Catalogna, la Lorena e parti dell’Hainaut. Il re sostenne anche le imprese di Champlain in Canada e lo sviluppo di una marina da guerra francese. Per lungo tempo il matrimonio tra Luigi e Anna d’Austria rimase senza figli, incoraggiando numerosi pretendenti al trono e cospiratori. Dopo quasi ventitré anni di matrimonio, il 5 settembre 1638 nacque il futuro Luigi XIV. La coppia considerò la nascita una grazia celeste. Per questo Luigi firmò nel 1638 un voto con cui consacrava la Francia alla Vergine Maria. Nel 1640 nacque un secondo figlio, Filippo, il futuro duca d’Orléans e fondatore della casa d’Orléans. Gastone d’Orléans fu così escluso dalla successione come possibile erede. Luigi XIII era profondamente religioso, rigorosamente cattolico e caratterizzato da una forte avversione per il peccato e il lusso. Allo stesso tempo si interessava alle arti, alle scienze e alla musica. Suonava il liuto fin dall’infanzia, forse compose il balletto «La Merlaison» e danzava personalmente a corte. Sostenne diversi pittori, favorì le compagnie teatrali e promosse la creazione di un giardino reale per le piante medicinali e le raccolte di storia naturale. Nel 1640 fece inoltre coniare il luigi d’oro. Dopo la morte di Richelieu, nel dicembre 1642, Luigi proseguì la sua linea politica e chiamò nel Consiglio di Stato il cardinale Mazarino, che divenne presto di fatto il suo primo ministro. Dopo sei settimane di gravi coliche e vomito, Luigi XIII morì il 14 maggio 1643, a 41 anni, nel castello Neuf di Saint-Germain-en-Laye. Il suo corpo indebolito era probabilmente affetto da una malattia cronica dell’intestino. Per suo desiderio fu sepolto senza cerimonie sontuose nella basilica di Saint-Denis. Poco prima di morire aveva redatto un testamento volto a limitare i poteri della moglie come reggente; Anna d’Austria lo fece tuttavia annullare poco dopo. Gli succedette al trono il figlio Luigi XIV.

Fonte: Louis XIII (fr, 238673354). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0