Biografia
L’arciduca Leopoldo Salvatore d’Austria-Toscana nacque il 15 ottobre 1863 nel castello di Alt-Bunzlau, in Slesia, l’odierna Stará Boleslav nella Repubblica Ceca. Apparteneva alla casa d’Asburgo-Toscana. Suo padre era l’arciduca Carlo Salvatore, figlio dell’ultimo granduca Leopoldo II di Toscana; sua madre era Maria Immacolata Clementina, principessa della casa dei Borbone delle Due Sicilie. Leopoldo era il secondogenito di dieci figli e il maggiore dei maschi. Diverse sue sorelle e fratelli entrarono per matrimonio nelle famiglie principesche europee; suo fratello Francesco Salvatore, sposando Maria Valeria, la figlia più giovane dell’imperatore Francesco Giuseppe e dell’imperatrice Elisabetta, si legò in modo particolarmente stretto alla casa imperiale austriaca.
Come molti Asburgo, Leopoldo ricevette inizialmente un’istruzione impartita da insegnanti ed educatori privati. Frequentò poi l’Accademia tecnica militare ed entrò nell’esercito il 23 aprile 1878 con il grado di tenente. Prestò servizio dapprima in varie unità di artiglieria da campagna e di fanteria, frequentò la Scuola di guerra di Vienna e avanzò gradualmente ai gradi superiori. Nel 1889 fu promosso maggiore e nominato comandante di una divisione di batterie, nel 1891 tenente colonnello e nel 1892 colonnello. Negli anni successivi comandò, tra gli altri reparti, unità di fanteria e di artiglieria. Nel 1896 fu promosso maggior generale, nel 1899 feldmaresciallo luogotenente e incaricato del comando di una divisione di fanteria. Dal 1900 fu a capo della 25ª Divisione di fanteria. Fino al 1918 il 18º Reggimento di fanteria di Praga e il 13º Reggimento di artiglieria campale di Zagabria portarono il suo nome.
Il 24 ottobre 1889 Leopoldo Salvatore sposò a Frohsdorf l’infanta spagnola Blanca de Castilla de Borbón. Era la figlia maggiore del pretendente borbonico Carlos María de Borbón, in seguito candidato carlista al trono spagnolo, e della principessa Margherita di Borbone-Parma. Il matrimonio rappresentava una classica unione dinastica tra la casa reale spagnola e la famiglia imperiale austriaca e conferì a Leopoldo un notevole prestigio internazionale. La coppia ebbe dieci figli, cinque maschi e cinque femmine. Tra loro vi erano l’arciduca Antonio, che nel 1931 sposò la principessa Ileana di Romania, e l’arciduca Carlo, che dal 1943 fu pretendente carlista al trono spagnolo con il nome di Carlo VIII. In seguito, diversi figli contrassero matrimoni con persone di rango inferiore.
La famiglia visse inizialmente nel Palais Toskana di Vienna, sull’Argentinierstraße. Dal 1908 si trasferì nel castello di Wilhelminenberg, nel quartiere viennese di Ottakring. Dopo la morte dello zio Rainer Salvatore, nel 1913 Leopoldo ereditò anche il castello di Hernstein, nella Bassa Austria. I suoi interessi personali non riguardavano soltanto l’esercito, ma anche la tecnica e lo sviluppo scientifico. Oltre al tedesco e all’italiano, parlava francese e possedeva conoscenze di ceco, polacco e croato.
Leopoldo si impegnò soprattutto nella modernizzazione delle forze armate. Nel 1905 partecipò agli sviluppi tecnici della fabbrica Austro-Daimler di Wiener Neustadt. Nel 1906 per lui fu costruita l’automobile Austro-Daimler 28/32 HP, che guidava personalmente e che fece equipaggiare con le soluzioni tecniche allora più avanzate. Progettò inoltre un sistema di trasmissione a trazione integrale per veicoli militari da trasporto, il cosiddetto Daimler-Salvator, e un autocarro con albero cardanico, la cui produzione fu rilevata dalle officine Škoda. I suoi rapporti con i costruttori di veicoli e di macchinari contribuirono a far ottenere alla Austro-Daimler importanti commesse dall’esercito imperial-regio.
Il 1º novembre 1906 Leopoldo fu promosso generale di fanteria e in seguito generale colonnello. Nell’aprile 1907 assunse l’incarico di ispettore generale dell’artiglieria austro-ungarica, che mantenne durante la prima guerra mondiale. In tale funzione sostenne la motorizzazione e il rinnovamento tecnico dell’artiglieria. Considerava particolarmente importanti gli autocarri ad alte prestazioni, i trattori a trazione integrale e i moderni mezzi di trasporto. I suoi risultati gli valsero l’ammissione all’Accademia imperiale austriaca delle scienze e la nomina a dottore honoris causa dell’Università tecnica di Vienna e dell’Università tecnica tedesca di Praga.
Leopoldo nutriva anche una grande passione per l’aeronautica. Nel 1902 effettuò, insieme al capitano Franz Hinterstoisser, un’ascensione in pallone decollando da Salisburgo e partecipò in seguito ad altri voli su palloni ad aria calda e a gas. Nel 1903 partì da Saint-Cloud, nei pressi di Parigi, a bordo di un pallone a gas insieme al cognato, l’infante spagnolo Don Jaime de Borbone. Seguiva inoltre lo sviluppo dei dirigibili e degli aeroplani e ne esaminava le possibili applicazioni militari. Frequentava regolarmente le giornate dell’aviazione organizzate a Vienna, Aspern e Wiener Neustadt.
Il 20 maggio 1916 Leopoldo ottenne il grado di generale colonnello. Sotto la sua direzione, l’artiglieria austro-ungarica fu riorganizzata secondo principi moderni e notevolmente migliorata dal punto di vista tecnico. I risultati ottenuti dalle sue unità nelle operazioni della prima guerra mondiale confermarono l’efficacia delle sue riforme. Nel marzo 1918 fu collocato a disposizione e il 1º dicembre dello stesso anno fu posto a riposo.
Dopo il crollo della monarchia asburgica, nel 1919 la nuova Repubblica austriaca espulse la famiglia dal paese e confiscò i suoi beni e le sue proprietà immobiliari. Leopoldo si recò dapprima con la famiglia in Italia, presso alcuni parenti della moglie, e in seguito si stabilì a Barcellona. Grazie alle sue invenzioni tecniche continuò a disporre di un patrimonio considerevole. Nel 1930 tornò in Austria da uomo ricco. Come condizione per il rientro, in conformità con la legge asburgica, dovette rinunciare per sempre ai propri titoli e alle pretese sul trono austriaco e impegnarsi a rimanere estraneo alla vita politica.
Leopoldo Salvatore morì a Vienna il 4 settembre 1931, all’età di 67 anni. Il suo patrimonio, compreso il castello di Hernstein, passò ai tre figli maschi superstiti, Antonio, Giuseppe e Carlos. Rimase ricordato come arciduca asburgico, alto ufficiale d’artiglieria e promotore della motorizzazione militare e dell’aeronautica.
Fonte: Habsburg–Toscanai Lipót Szalvátor főherceg (hu, 28894987). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0