Persona

Eugen von Österreich-Teschen

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Nascita

  1. 21.05.1863

Morte

  1. 30.12.1954

Ritratto di Eugen von Österreich-Teschen
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Eugene, Archduke of Austria

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Fonte dell’immagine: File:Eugene, Archduke of Austria.jpg · Licenza: Public domain

Ridimensionata per la presentazione.

Biografia

L’arciduca Eugenio Ferdinando Pio Bernardo Felice Maria d’Austria-Teschen nacque il 21 maggio 1863 a Gross-Seelowitz, in Moravia. Apparteneva al ramo teschenese della casa d’Asburgo-Lorena. Suo padre era l’arciduca Carlo Ferdinando, mentre sua madre era l’arciduchessa Elisabetta Francesca Maria, figlia dell’arciduca Giuseppe, palatino d’Ungheria. I genitori erano strettamente imparentati: i loro padri erano fratelli ed entrambi figli dell’imperatore Leopoldo II. Eugenio era il più giovane di sei figli; soltanto quattro raggiunsero l’età adulta. Tra questi vi erano l’arciduca Federico, futuro duca di Teschen e comandante supremo delle forze austro-ungariche, e l’arciduca Carlo Stefano, importante ufficiale della marina imperiale. Dopo la morte del padre, nel 1874, lo zio di Eugenio, l’arciduca Alberto, duca di Teschen, adottò lui e i fratelli Federico e Carlo Stefano. Alberto era un potente comandante militare e proprietario di vasti possedimenti. Sotto la sua tutela, i tre giovani arciduchi vissero nel palazzo viennese dello zio, il futuro complesso dell’Albertina. Qui ricevettero un’educazione completa: oltre alle lingue, alla musica, alla storia e alla storia dell’arte, studiarono materie militari. Come prevedeva la tradizione della famiglia, Eugenio imparò anche un mestiere civile, la falegnameria. Conosceva l’ungherese e l’italiano a un livello sufficiente per il servizio, parlava bene il francese, ma male il ceco. Come molti membri maschi della famiglia asburgica, Eugenio intraprese la carriera militare. A quattordici anni, il 27 ottobre 1877, entrò come tenente nel Reggimento dei cacciatori tirolesi. Dopo la promozione a primo tenente, nel 1881 passò a un reggimento di ussari. Nel 1882 superò un esame che ne attestò l’idoneità alla Scuola di guerra. Dal 1883 al 1885 frequentò con successo l’Accademia militare teresiana di Wiener Neustadt e proseguì poi il servizio come ufficiale di stato maggiore. Eugenio avanzò rapidamente nei ranghi militari. Prestò servizio inizialmente nello stato maggiore e in diverse unità di cavalleria e fanteria; divenne comandante di battaglione e di reggimento e nel 1893 fu promosso maggior generale. Tre anni più tardi ricevette il grado di feldmaresciallo luogotenente e assunse il comando di una divisione di fanteria a Vienna. Nel 1900 fu promosso generale di cavalleria e nominato comandante del XIV Corpo d’armata a Innsbruck. In tale veste fu anche comandante della città di Innsbruck e responsabile della difesa del Tirolo. Ricoprì questo incarico per otto anni. Nel 1908 divenne ispettore generale delle truppe tirolesi. Eugenio acquisì inoltre influenza nelle principali decisioni relative al personale militare. Su sua raccomandazione, Franz Conrad von Hötzendorf, che aveva prestato servizio alle sue dipendenze, fu nominato capo di stato maggiore nel 1906. Nel 1909 il nome di Eugenio fu indicato, insieme a quello dell’arciduca Francesco Ferdinando e del generale Albori, tra i possibili futuri comandanti supremi dell’esercito. Nel 1912, tuttavia, si ritirò dal servizio attivo adducendo problemi di salute. Alcune ricostruzioni dell’epoca attribuirono il suo ritiro anche alla crescente diffidenza di Francesco Ferdinando nei confronti della sua ascesa. Eugenio svolse un ruolo importante anche nell’Ordine teutonico. L’11 gennaio 1887 fu ammesso nell’Ordine e poco dopo venne eletto coadiutore del gran maestro. Dopo la morte improvvisa dello zio, l’arciduca Guglielmo, nel 1894 fu solennemente nominato 58º gran maestro dell’Ordine teutonico. Fu l’ultimo gran maestro laico e mantenne l’incarico fino al 1923. Sotto la sua guida furono ordinati e catalogati l’archivio centrale e la biblioteca viennesi dell’Ordine. Eugenio fondò inoltre il servizio volontario delle infermiere Marianer, fece costruire nuovi ospedali e migliorò la formazione del personale infermieristico. Dopo l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo e l’inizio dei preparativi per la guerra contro la Serbia, Eugenio fu richiamato in servizio attivo nel 1914. In un primo momento diresse il servizio sanitario e di soccorso militare. Dopo gli insuccessi delle prime campagne contro la Serbia, il 27 dicembre 1914 assunse il comando supremo del fronte balcanico. Alle sue dipendenze si trovavano la 5ª e la 6ª Armata, oltre alle truppe dislocate in Bosnia e nell’Ungheria meridionale. Il suo quartier generale era a Peterwardein. Quando l’Italia dichiarò guerra alle Potenze centrali nel maggio 1915, Eugenio fu promosso colonnello generale e il 24 maggio nominato comandante del nuovo fronte sud-occidentale. La sua zona di responsabilità si estendeva dal confine svizzero all’Adriatico. Contro le forze italiane numericamente superiori, Eugenio adottò inizialmente una strategia rigorosamente difensiva. Durante le prime battaglie dell’Isonzo visitò le truppe e i settori del fronte, partecipò alle riunioni di comando, incoraggiò personalmente i soldati e si occupò dei rifornimenti nelle retrovie. In questo modo si guadagnò grande popolarità. Nella primavera del 1916 assunse anche il comando della 11ª e della 3ª Armata e diresse da Bolzano l’offensiva in Tirolo meridionale. L’attacco dovette essere interrotto a causa dell’offensiva russa di Brusilov, poiché fu necessario trasferire truppe sul fronte orientale. Eugenio organizzò il ripiegamento verso posizioni fortificate e riuscì a mantenere il fronte tirolese nonostante la scarsità di riserve. Dal marzo 1917 tornò a comandare il fronte sud-occidentale. Durante lo sfondamento di Caporetto, nell’autunno del 1917, fu il comandante supremo effettivo. Il successo dell’operazione fu tuttavia accompagnato da momentanee incertezze nella trasmissione degli ordini, delle quali fu ritenuto responsabile anche Eugenio. Il 23 novembre 1916 era stato promosso feldmaresciallo. Il 18 dicembre 1917 l’imperatore Carlo, nonostante l’opposizione del proprio capo di stato maggiore, congedò Eugenio dal servizio attivo e sciolse il comando del fronte sud-occidentale. Dopo il crollo della monarchia, Eugenio emigrò in Svizzera. Fino al 1934 visse a Lucerna e a Basilea, negli ultimi anni in condizioni modeste in un albergo. Nel 1923 rinunciò alla carica di gran maestro per salvare l’Ordine teutonico. In seguito l’Ordine fu trasformato in una comunità religiosa. Nel 1934 Eugenio tornò in Austria e si stabilì nel monastero dell’Ordine teutonico a Gumpoldskirchen. Partecipò a riunioni monarchiche e incontri di veterani e continuò a sostenere la causa degli Asburgo, pur non credendo più personalmente nella possibilità di una restaurazione. Dopo l’annessione dell’Austria al Reich tedesco nel 1938, le strutture austriache dell’Ordine teutonico furono sciolte e i suoi beni confiscati. Con l’appoggio di alti ufficiali tedeschi, Eugenio ottenne un appartamento a Hietzing, dove visse fino alla fine della seconda guerra mondiale. Nel 1945 fuggì in Tirolo davanti all’avanzata dell’Armata Rossa. Le autorità militari francesi d’occupazione gli misero a disposizione una piccola villa a Igls. Nel 1953 Innsbruck celebrò solennemente il suo novantesimo compleanno. Eugenio non si sposò mai e non ebbe figli. Morì il 30 dicembre 1954 a Merano, in Alto Adige, circondato da confratelli dell’Ordine. Il 6 gennaio 1955 fu sepolto nella cripta della chiesa di San Giacomo a Innsbruck, accanto all’arciduca Massimiliano III d’Austria.

Fonte: Habsburg–Tescheni Jenő főherceg (hu, 28666379). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0

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