Persona
Dorothea Sophie von der Pfalz
Trova una connessione con un’altra personaNascita
05.07.1670
Morte
15.09.1748

Dettagli dell’immagine
Spolverini - Dorothea Sophia of Neuburg - Galleria Nazionale, Parma, pair
Ilario Spolverini
https://pilotta.beniculturali.it/opera/ritratto-di-dorotea-sofia-di-neoburgo/
Fonte dell’immagine: File:Spolverini - Dorothea Sophia of Neuburg - Galleria Nazionale, Parma, pair.png · Licenza: Public domain
Ridimensionata per la presentazione.
Biografia
Dorotea Sofia del Palatinato, nota anche come Dorotea Sofia del Palatinato-Neuburg, nacque il 5 luglio 1670 a Neuburg an der Donau. Apparteneva alla dinastia dei Wittelsbach ed era figlia dell’elettore palatino Filippo Guglielmo e della sua seconda moglie, Elisabetta Amalia d’Assia-Darmstadt. Fu la quattordicesima figlia della coppia e crebbe con numerosi fratelli. La famiglia risiedeva soprattutto nel castello di Neuburg, ma utilizzava anche il castello di caccia di Grünau e il castello di Benrath, nei pressi di Düsseldorf, come residenza estiva.
La sua educazione era rigidamente regolata e fortemente improntata alla religione. Le principesse ricevevano lezioni di lettura e scrittura e studiavano il latino, il francese e l’italiano. Facevano inoltre parte della vita quotidiana la danza, il canto e i lavori manuali. Il sabato imparavano il catechismo e i principi della fede; la domenica e nei giorni festivi potevano visitare conventi o altri luoghi vicini. Una governante sorvegliava le loro buone maniere, il comportamento a tavola e le conversazioni. Ogni sera le ragazze dovevano esaminare la propria coscienza e chiedere perdono a chiunque avessero eventualmente offeso.
Nel maggio 1685 Filippo Guglielmo ereditò il Palatinato elettorale. Cattolico, cercò di garantire l’uguaglianza giuridica alle diverse confessioni, suscitando però l’opposizione dei protestanti. La disputa sulla successione palatina portò infine all’invasione francese del settembre 1688 e all’inizio della guerra dei Nove anni. La famiglia tornò quindi a Neuburg.
In quel periodo fu preparato un matrimonio tra la casa principesca palatina e il ducato di Parma. L’imperatore Leopoldo I sostenne l’unione tra una figlia di Filippo Guglielmo e l’erede al trono di Parma e Piacenza, Odoardo Farnese. Il matrimonio avrebbe rafforzato i rapporti di Parma con l’Impero. Dorotea Sofia veniva descritta come ben educata, virtuosa e prudente. Queste qualità dovevano anche mostrare che non avrebbe interferito nelle decisioni politiche dei Farnese. Il contratto matrimoniale si rivelò tuttavia complesso, poiché l’imperatore intendeva assicurarsi una maggiore influenza sulla corte parmense.
Il matrimonio per procura fu celebrato il 3 aprile 1690 nella chiesa di corte di Neuburg. Due giorni dopo Dorotea Sofia partì per l’Italia accompagnata da un numeroso seguito. Il viaggio attraversò diverse località dell’Impero e le Alpi. A Innsbruck fu ricevuta dal duca Carlo V di Lorena e da sua moglie; a Trento il principe-vescovo la accompagnò in visita a varie chiese. A Verona una grande folla si radunò per assistere al passaggio del corteo. Al confine di Parma incontrò infine il fidanzato e suo padre, Ranuccio II. Il 25 aprile 1690 arrivò nella capitale.
Dorotea Sofia era considerata alta, bionda e con gli occhi azzurri. I contemporanei la descrivevano anche come alquanto altezzosa e priva di senso dell’umorismo, ma molto ben educata e insolitamente matura. Nonostante la sua forte obesità precoce, Odoardo Farnese era noto per i modi cordiali e l’arguzia. La cerimonia religiosa, inizialmente prevista per il 15 maggio, fu rinviata a causa delle piogge torrenziali e si svolse il 17 maggio 1690 nel duomo di Parma. I festeggiamenti nuziali durarono dieci giorni e furono straordinariamente sfarzosi. Dorotea Sofia ebbe difficoltà ad adattarsi alla raffinata vita di corte. Il suo carattere severo e religioso la portava a mantenere le distanze dai divertimenti mondani, fatta eccezione per il carnevale.
Nonostante le origini politiche dell’unione, il matrimonio con Odoardo fu caratterizzato da un forte affetto reciproco. Iniziňalmente Dorotea Sofia non era molto amata dalla popolazione, poiché per finanziare le nozze era stata imposta una tassa elevata e la principessa era considerata pedante. Ebbe tuttavia presto un figlio. La coppia ebbe complessivamente due figli: Alessandro Ignazio, nato nel 1691 e morto nel 1693 all’età di circa un anno e mezzo, ed Elisabetta, nata nel 1692. La salute di Odoardo peggiorò progressivamente. La sua forte obesità gli rendeva difficili i movimenti e le attività quotidiane. Dopo la morte del figlio le sue condizioni si aggravarono ulteriormente. Odoardo morì nel settembre 1693, profondamente pianto dalla moglie.
Prima di morire, Ranuccio II aveva persuaso il figlio minore Francesco a sposare la cognata vedova. In questo modo intendeva conservare il legame con la casa imperiale e impedire che Parma dovesse restituire la considerevole dote di Dorotea Sofia. Dopo la morte di Ranuccio, avvenuta nel dicembre 1694, e l’ascesa al trono di Francesco, i due si sposarono con il permesso del papa. Le nozze tra il diciottenne Francesco e la ventiseienne principessa ebbero luogo nel 1696 e furono celebrate senza grandi festeggiamenti. Il matrimonio rimase senza figli, ma Francesco trattò bene Elisabetta, sua nipote e figlia di Dorotea Sofia.
Nel 1714 Elisabetta sposò il re di Spagna Filippo V. In base alla pace dell’Aia del 1720, suo figlio Carlo avrebbe dovuto ereditare in seguito Parma, Piacenza e la Toscana. Durante il suo governo Francesco si dedicò soprattutto alla politica estera, amministrando però con prudenza le risorse interne dello Stato. Evitò un’eccessiva pressione fiscale e ridusse le spese pubbliche. Dorotea Sofia lo rappresentava spesso nelle celebrazioni civili e religiose e manteneva regolarmente i contatti con i missionari, anche in Africa. Francesco morì nel maggio 1727.
Gli succedette il fratello minore Antonio, che non era sposato. I rapporti tra Dorotea Sofia e il cognato erano già stati freddi e peggiorarono ulteriormente. La duchessa lamentava che Antonio avesse limitato le sue risorse finanziarie e scrisse alla figlia di trovarsi lontana dalla patria, circondata da spie e senza sapere di chi fidarsi. Antonio sposò nel 1728 Enrichetta d’Este. Dorotea Sofia aveva cercato di impedire quell’unione e rimase in cattivi rapporti anche con la nuova duchessa. Continuava a sperare di far salire al trono di Parma il nipote Carlo.
Antonio morì nel gennaio 1731. Il giorno precedente aveva dichiarato che Enrichetta era incinta. La gravidanza fu inizialmente messa in dubbio, ma un esame svolto a maggio la confermò. In settembre fu annunciato ufficialmente che il bambino era nato morto. Il 29 dicembre 1731 Dorotea Sofia assunse la reggenza per il nipote minorenne. Durante la cerimonia d’insediamento ricevette le chiavi della città di Parma. Tra i suoi primi provvedimenti vi fu il licenziamento dei ministri e degli ufficiali vicini alla casa Farnese.
Carlo arrivò in Italia nel 1732 e fece il suo ingresso a Parma in ottobre. Quando raggiunse la maggiore età, il 20 gennaio 1734, la reggenza di Dorotea Sofia ebbe termine. Nel 1735 il ducato di Parma passò agli Asburgo, mentre Carlo divenne re di Napoli e di Sicilia. Dorotea Sofia si ritirò in seguito dalla vita pubblica. La sua ultima apparizione ufficiale risale al 1739. Trascorse gli ultimi anni soprattutto nella devozione e nella preghiera, mantenendo però la passione per i gioielli e gli abiti di tessuti preziosi.
Dorotea Sofia morì il 15 settembre 1748 a Parma, all’età di 78 anni, come ultima dei suoi fratelli. Fu sepolta inizialmente nella chiesa dei Cappuccini e nel 1812 trasferita nella cripta di Santa Maria della Steccata. Un mese dopo la sua morte, in base alla pace di Aquisgrana, Parma tornò al nipote Carlo, che fondò la dinastia borbonica sul trono parmense. Dorotea Sofia fu inoltre insignita dell’Ordine della Croce Stellata del Sacro Romano Impero.
Fonte: Доротея Софія Нойбурзька (uk, 48386442). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0