Persona

Alexander III.

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Nascita

  1. 10.03.1845

  2. 26.02.1845

Morte

  1. 01.11.1894

  2. 20.10.1894

Biografia

Alessandro III Aleksandrovič nacque il 10 marzo 1845 nel Palazzo Aničkov di San Pietroburgo, secondo figlio del futuro imperatore Alessandro II e nipote di Nicola I. In origine non era destinato a succedere al trono: l’erede designato era il fratello maggiore Nikolaj. Alessandro ricevette soprattutto una formazione militare. Nel giorno del suo settimo compleanno fu nominato ufficiale e, a diciassette anni, entrò nella Suite imperiale con il grado di aiutante di campo. Tra i suoi principali educatori e insegnanti vi furono il conte Boris Perovskij, l’economista Aleksandr Čivilëv, lo storico Sergej Solov’ëv e il giurista Konstantin Pobedonoscev, che in seguito divenne un consigliere molto influente e contribuì in modo significativo alla politica di Alessandro. La vita di Alessandro cambiò radicalmente quando, nel 1865, suo fratello maggiore morì a Nizza dopo una lunga malattia. Alessandro, a lui particolarmente legato, divenne allora zarevič ed erede al trono. Proseguì gli studi di storia, diritto e amministrazione dello Stato e viaggiò attraverso la Russia per conoscere direttamente gli affari del paese. Nel frattempo assunse incarichi militari e statali: comandò, tra l’altro, la Prima divisione di fanteria della Guardia e in seguito il Corpo della Guardia. Durante la guerra russo-turca del 1877-1878 guidò il distaccamento orientale, detto anche di Ruscuk, dell’armata del Danubio. Le esperienze della guerra lo segnarono profondamente. In seguito dichiarò che chi aveva visto personalmente gli orrori della guerra non poteva desiderarla, a meno che non fosse costretto a combattere dagli avversari. Dopo la morte del fratello, Alessandro sposò la sua ex fidanzata, la principessa danese Dagmar. Ella si convertì alla fede ortodossa e assunse il nome di Maria Fëdorovna. Il matrimonio fu celebrato il 9 novembre 1866 nel Palazzo d’Inverno. La coppia visse inizialmente nel Palazzo Aničkov e in seguito soprattutto a Gatčina. Alessandro e Maria Fëdorovna ebbero sei figli, tra cui il futuro imperatore Nicola II, il granduca Georgij e le granduchesse Ksenija e Ol’ga. Alessandro era considerato un marito fedele e un padre affettuoso. Il 14 marzo 1881, dopo l’assassinio del padre, Alessandro salì al trono russo. L’attentato aveva gettato il governo in una grave crisi e rafforzò in lui la convinzione che le riforme liberali di Alessandro II avessero messo in pericolo l’ordine dello Stato. Un progetto già approvato, che prevedeva la partecipazione di rappresentanti degli zemstva e delle grandi città alla preparazione di nuove leggi, non fu portato avanti. Nel maggio 1881 Alessandro proclamò invece il Manifesto sull’immutabilità dell’autocrazia. I ministri e gli alti funzionari di orientamento liberale lasciarono il governo, mentre le forze conservatrici, soprattutto Pobedonoscev, accrebbero la propria influenza. Negli anni successivi aumentarono sensibilmente il controllo politico e la pressione amministrativa. Una legge del 1881 consentì alla polizia politica, in numerosi governatorati, di espellere persone senza regolari procedimenti giudiziari, chiudere scuole e giornali e adottare altre misure incisive. La stampa fu sottoposta a controlli più severi, l’autonomia delle università venne limitata e l’autogoverno locale e regionale fu riorganizzato a vantaggio della nobiltà. Nel 1889 furono istituiti i capi distrettuali degli zemstva, dotati di ampi poteri nei confronti dei contadini. Anche il diritto di voto nelle città venne ristretto. Il governo combatté con durezza i movimenti rivoluzionari. Un attentato preparato contro Alessandro nel 1887 fallì; diversi partecipanti, tra cui Aleksandr Ul’janov, fratello maggiore di Lenin, furono successivamente impiccati. Dopo quell’episodio, l’attività terroristica diminuì per lungo tempo. La politica di Alessandro verso le nazionalità e le confessioni religiose fu caratterizzata dalla russificazione e dal rafforzamento della Chiesa ortodossa. In Polonia, Finlandia e nelle regioni baltiche fu ampliato l’uso della lingua russa. Per gli ebrei furono inasprite le limitazioni relative alla residenza, alla libertà di movimento, alle attività economiche e all’accesso agli istituti di istruzione. Allo stesso tempo, il governo promosse le missioni ortodosse, le scuole parrocchiali, le pubblicazioni religiose, le confraternite, i monasteri e la costruzione di nuove chiese. Agli ortodossi di rito antico fu riconosciuto nel 1883 uno status legale, ma ancora fortemente discriminatorio. Il governo adottò tuttavia anche provvedimenti a favore delle classi più povere. Furono ridotti i pagamenti di riscatto dei contadini, venne istituita una banca fondiaria contadina per finanziare l’acquisto di terre e fu abolita l’imposta personale. Furono limitati il lavoro minorile e il lavoro notturno dei giovani e delle donne. Furono inoltre introdotte norme per la tutela delle foreste. Questi interventi di alleggerimento sociale si affiancarono alla modernizzazione economica. Sotto i ministri delle Finanze Nikolaj Bunge, Ivan Vyšnegradskij e Sergej Witte, la produzione industriale e le entrate statali aumentarono notevolmente. Una politica doganale protezionistica tutelò l’industria nazionale, mentre si svilupparono le ferrovie, la metallurgia e la produzione di carbone e petrolio. Nel 1891 iniziò la costruzione della ferrovia Transiberiana. In politica estera Alessandro III evitò le guerre. Durante tutto il suo regno la Russia non partecipò ad alcun conflitto militare significativo, motivo per cui la stampa ufficiale gli attribuì il soprannome di “Pacificatore”. Rafforzò comunque le forze armate e fece costruire numerose nuove navi da guerra. I rapporti con la Germania e l’Austria-Ungheria si raffreddarono, mentre la Russia si avvicinò alla Francia. Nel 1891 fu concluso un accordo politico, nel 1892 una convenzione militare e nel 1894 l’alleanza russo-francese assunse la sua forma politica definitiva. In Asia centrale la Russia ampliò ulteriormente la propria influenza, ma in Estremo Oriente Alessandro evitò un’espansione rischiosa, preferendo lo sviluppo delle vie di comunicazione e una politica prudente. Alessandro era di statura eccezionale e molto robusto, ma con il tempo divenne pesante e fu afflitto da problemi di salute. Conduceva una vita privata relativamente semplice e parsimoniosa, amava la caccia e la pesca, collezionava opere d’arte e suonava la tromba e il flicorno baritono. Dopo un incidente ferroviario avvenuto presso Borki nel 1888 cominciò a soffrire di dolori alla schiena sempre più intensi. Negli anni seguenti sviluppò una grave malattia renale, che finì per compromettere anche il cuore e i polmoni. Alessandro morì il 1º novembre 1894, a quarantanove anni, nel Palazzo di Livadija, in Crimea. Lo stesso giorno suo figlio Nicola prestò giuramento come nuovo imperatore. La vasta collezione d’arte di Alessandro costituì in seguito una parte importante del patrimonio del Museo Russo di San Pietroburgo, istituito in sua memoria.

Fonte: Александр III (ru, 154548906). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0