Persona

Alexander II.

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Nascita

  1. 17.04.1818

Morte

  1. 01.03.1881

Ritratto di Alexander II.
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Alexander II of Russia photo

Attributed to W. & D. Downey

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Ridimensionata per la presentazione.

Biografia

Alessandro II Nikolaevič nacque il 29 aprile 1818 a Mosca, primogenito del futuro zar Nicola I e della principessa prussiana Carlotta, che dopo la conversione all’ortodossia assunse il nome di Aleksandra Fëdorovna. La sua nascita ebbe grande importanza per la dinastia Romanov, poiché la successione al trono era regolata esclusivamente per linea maschile e da due decenni non vi erano stati eredi maschi. Nicola I amava il figlio, ma lo educò con severità e disciplina. Fino all’età di sei anni Alessandro fu affidato soprattutto alla nonna e alla società femminile di corte. In seguito la sua educazione passò a Karl Merder, che lo accompagnò per dieci anni dedicandosi in particolare alla sua formazione morale. Dal 1826 il suo principale insegnante fu Vasilij Žukovskij, che elaborò un ampio programma educativo ispirato alle idee pedagogiche di Pestalozzi. Alessandro non doveva soltanto acquisire conoscenze, ma sviluppare autonomia, senso di responsabilità e umanità attraverso l’esperienza pratica. Il giurista Michail Speranskij gli trasmise inoltre l’idea che anche il potere autocratico fosse soggetto a limiti morali e giuridici. A sedici anni Alessandro fu dichiarato maggiorenne e prestò giuramento allo zar e alla patria. Nicola I cominciò allora a introdurlo gradualmente negli affari di Stato. Partecipò alle sedute del Senato e alle riunioni con i ministri, assumendo progressivamente responsabilità concrete. Fu membro di diversi organismi governativi, presiedette commissioni e durante i viaggi del padre si occupò degli affari correnti del governo. Parallelamente si dedicò alle questioni militari: divenne maggior generale, poi aiutante di campo dello zar e comandante delle truppe della Guardia. Si occupò dell’addestramento, dell’approvvigionamento e dell’amministrazione dei soldati, dimostrando coraggio personale nel 1850 durante uno scontro nel Caucaso. Il suo matrimonio fu inizialmente fonte di controversie politiche e familiari. Alessandro era innamorato di Ol’ga Kalinovskaja e per un periodo pensò persino di rinunciare alla successione. Sotto la pressione dei genitori interruppe la relazione. Durante un viaggio in Europa conobbe nel 1839, a Darmstadt, la quindicenne principessa Maria. Ella si convertì all’ortodossia e assunse il nome di Marija Aleksandrovna. I due si sposarono il 16 aprile 1841. In precedenza Alessandro aveva conosciuto anche la regina Vittoria di Gran Bretagna; tra loro nacquero sentimenti reciproci, ma un matrimonio era considerato impossibile a causa della rivalità politica tra i due Paesi. Da Maria Aleksandrovna Alessandro ebbe otto figli. Il primogenito Nikolaj morì nel 1865; la sua fidanzata Dagmar, divenuta Maria Fëdorovna, sposò allora il fratello minore Alessandro, che divenne così erede al trono. Alessandro salì al trono russo il 19 febbraio 1855, dopo la morte del padre. La Russia era impegnata nella guerra di Crimea e gravemente provata dai combattimenti, dalla crisi finanziaria e dall’arretratezza militare. L’assedio di Sebastopoli terminò nel settembre 1855 con il ritiro russo. Nel Caucaso, invece, l’esercito russo riuscì a conquistare la fortezza di Kars. Di fronte al rischio di un’ulteriore estensione del conflitto, all’inizio del 1856 Alessandro accettò le condizioni di pace austriache. La pace di Parigi confermò la sconfitta russa, ma impedì lo smembramento dell’Impero. La Russia perse temporaneamente i propri diritti militari sul Mar Nero e dovette accettare ulteriori limitazioni. La sconfitta convinse Alessandro della necessità di cambiamenti profondi. Il suo regno fu caratterizzato soprattutto dalle grandi riforme degli anni Sessanta e Settanta. Il 19 febbraio 1861 firmò il manifesto per l’abolizione della servitù della gleba. Circa 23 milioni di contadini ottennero la libertà personale e il diritto di disporre dei propri beni. La riforma rimase tuttavia contraddittoria: la nobiltà conservò in linea di principio la proprietà delle terre, mentre ai contadini furono assegnati appezzamenti che spesso dovettero riscattare a caro prezzo. I pagamenti durarono decenni e gravarono pesantemente sulla popolazione rurale; molti contadini considerarono quindi insufficiente la propria liberazione. Nonostante ciò, la riforma trasformò radicalmente l’ordine sociale ed economico russo e divenne il più importante evento di politica interna del XIX secolo. Alla riforma contadina seguirono altri cambiamenti. Nel 1864 furono creati gli zemstvo, organi elettivi di autogoverno locale incaricati di questioni quali scuole, sanità, strade e assistenza sociale. La loro composizione garantiva però una forte influenza ai proprietari terrieri. Nel 1870 anche le città ricevettero nuovi organi amministrativi. La riforma della censura del 1865 facilitò la pubblicazione dei periodici, sebbene direttori ed editori potessero ancora essere puniti successivamente o vedere i giornali vietati. La riforma militare condotta dal ministro della Guerra Dmitrij Miljutin ridusse la durata del servizio, abolì le punizioni corporali, migliorò la formazione e divise l’Impero in distretti militari. Nel 1874 Alessandro introdusse la coscrizione generale maschile, contribuendo anche alla diffusione dell’alfabetizzazione tra i soldati. Furono inoltre modernizzati l’amministrazione finanziaria e i sistemi di controllo statale. In politica estera Alessandro perseguì inizialmente un prudente riorientamento. Dopo la guerra di Crimea la Russia cercò un avvicinamento alla Francia, ma gli interessi divergenti rimasero evidenti. Nei Balcani sostenne la Serbia, il Montenegro e altre popolazioni cristiane dell’Impero ottomano. Aiutò la Serbia con denaro e armi e contribuì al ritiro delle guarnigioni ottomane dalle fortezze serbe nel 1867. Dopo l’insurrezione polacca del 1863, la Russia ottenne intanto un sostegno crescente dalla Prussia. Alessandro scelse infine una neutralità benevola a favore di quest’ultima, sostenendo indirettamente l’unificazione tedesca. Dopo la guerra franco-prussiana, la Russia sfruttò la nuova situazione per ottenere nel 1871 l’abolizione delle limitazioni imposte dalla pace di Parigi ai suoi diritti sul Mar Nero. L’insurrezione polacca del 1863-1864 aggravò le tensioni interne ed esterne. Le concessioni iniziali di Alessandro e il progetto di arruolare nuove reclute polacche non riuscirono a impedire la rivolta. La Russia la represse con misure militari e amministrative, conquistando al contempo l’appoggio dei contadini attraverso riforme agrarie che colpirono la nobiltà polacca. Gli eventi deteriorarono i rapporti con Francia e Gran Bretagna e favorirono in Russia la crescita di forze patriottiche e repressive. Negli ultimi anni del suo regno l’autocrazia entrò in una grave crisi. Organizzazioni rivoluzionarie, studenti, zemstvo liberali e agitazioni sociali misero in discussione il governo. Alessandro sopravvisse a sei attentati. Sotto il ministro dell’Interno Michail Loris-Melikov prese in considerazione nel 1881 un programma che prevedeva una partecipazione limitata di rappresentanti degli zemstvo e delle città alla legislazione, una parziale decentralizzazione e ulteriori riforme. Il progetto, tuttavia, non fu mai attuato. Oltre al matrimonio con Maria Aleksandrovna, Alessandro ebbe diverse relazioni extraconiugali. Particolarmente stretta fu quella con Ekaterina Dolgorukova, dalla quale ebbe quattro figli. Dopo la morte della zarina, nel 1880, sposò Dolgorukova in segreto e riconobbe legalmente i figli avuti con lei. Il matrimonio mise a dura prova i rapporti con alcuni membri della famiglia, ma Alessandro lo considerava un dovere personale dettato dall’onore e dalla coscienza. Il 13 marzo 1881 Alessandro II fu assassinato a San Pietroburgo da membri dell’organizzazione Narodnaja Volja. Dopo che una prima bomba aveva mancato la sua carrozza, una seconda esplosione lo ferì gravemente; lo zar morì poco dopo nel Palazzo d’Inverno. Gli succedette il figlio Alessandro III. La sua morte pose fine alla stagione delle riforme, che aveva trasformato profondamente la Russia lasciando però irrisolti numerosi conflitti sociali.

Fonte: Александар II Николајевич (sr, 31223773). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0