Persona
Albrecht von Österreich-Teschen
Trova una connessione con un’altra personaNascita
03.08.1817
Morte
18.02.1895

Dettagli dell’immagine
Erzherzog Albrecht in der preußischen Marschalls-Uniform 1895 Hof-Atelier Adele
Max Perlmutter
Oesterreichische Illustrirte Zeitung , nr. 15 (21 February 1895), p. 7 http://anno.onb.ac.at/cgi-content/anno-plus?aid=oiz&datum=18950016&seite=00000007
Fonte dell’immagine: File:Erzherzog Albrecht in der preußischen Marschalls-Uniform 1895 Hof-Atelier Adele.jpg · Licenza: Public domain
Ridimensionata per la presentazione.
Biografia
L’arciduca Alberto d’Austria-Teschen, il cui nome completo era Albrecht Friedrich Rudolph, nacque il 3 agosto 1817 a Vienna e morì il 18 febbraio 1895 ad Arco, in Tirolo. Fu duca di Teschen, feldmaresciallo austriaco e uno dei più importanti comandanti militari della monarchia asburgica. Divenne particolarmente noto per la vittoria ottenuta sulle truppe italiane nella seconda battaglia di Custoza del 1866. Alberto apparteneva alla famiglia imperiale ed era zio dell’imperatore Francesco Giuseppe.
Suo padre era l’arciduca Carlo d’Austria-Teschen, che nel 1809 aveva sconfitto Napoleone per la prima volta nella battaglia di Aspern. Sua madre era la principessa Enrichetta di Nassau-Weilburg, morta prematuramente nel 1829. Alberto era il figlio maschio maggiore della coppia. Tra i suoi fratelli vi erano Maria Teresa, la futura regina di Napoli e Sicilia, l’arciduca Carlo Ferdinando, l’arciduca Guglielmo e Maria Carolina, che sposò un arciduca austriaco.
Dopo la morte precoce della madre, l’educazione di Alberto fu affidata al padre. Essa ebbe un orientamento soprattutto militare. Alberto ricevette un’istruzione generale limitata, ma studiò intensamente strategia e tattica, anche attraverso materiali didattici preparati dal padre. Già nel 1830, all’età di tredici anni, fu nominato colonnello e titolare di un reggimento. La sua carriera militare pratica iniziò tuttavia soltanto nel 1837, quando assunse il comando del primo battaglione di un reggimento di fanteria. In seguito proseguì la formazione nella cavalleria e nell’artiglieria. Nel 1840 fu promosso maggior generale, nel 1843 tenente feldmaresciallo e nel 1845 comandante militare supremo della Bassa e dell’Alta Austria e del Salisburghese.
Nel 1844 Alberto sposò la principessa Ildegarda di Baviera, figlia del re Ludovico I. Dal matrimonio nacquero due figlie e un figlio, che morì prima di compiere un anno. La figlia maggiore, Maria Teresa, sposò in seguito un principe del Württemberg. La figlia minore, Matilde, morì nel 1867 all’età di diciotto anni in un tragico incidente, quando il suo abito prese fuoco durante una festa nel castello di Hetzendorf. Ildegarda morì nel 1864 per una pleurite. Poiché Alberto non aveva eredi maschi viventi, nel 1874 adottò i figli del fratello defunto Carlo Ferdinando: Federico, Carlo Stefano ed Eugenio.
Nel 1847, dopo la morte del padre, Alberto ereditò il ducato di Teschen. Le vaste proprietà comprendevano, tra l’altro, possedimenti in Slesia, Boemia, Moravia e Ungheria, oltre a importanti immobili a Vienna e Pressburg. Passò a lui anche il complesso del palazzo viennese con la prestigiosa collezione d’arte dell’Albertina. Alberto divenne così uno degli uomini più ricchi dell’impero e una figura importante della vita economica austriaca.
Durante la rivoluzione del 1848 Alberto si trovò al centro degli eventi di Vienna. In quanto comandante di grado più elevato presente in città, gli fu ordinato di disperdere la folla riunita davanti all’edificio della Dieta della Bassa Austria. Quando arrivarono i rinforzi, i soldati aprirono il fuoco, benché Alberto stesso si trovasse tra la folla. Sospettato di aver impartito l’ordine di sparare, rinunciò al suo incarico e si arruolò volontario nell’esercito italiano del feldmaresciallo Radetzky. Nella battaglia di Santa Lucia si distinse per il proprio coraggio personale.
Nel 1849 Alberto fu nominato comandante di divisione e combatté con successo contro gli insorti italiani presso Gravellona e Mortara. A Novara la sua divisione riuscì a trattenere forze nemiche numericamente superiori fino all’arrivo dei rinforzi austriaci. Per questi meriti ricevette la croce di commendatore dell’Ordine militare di Maria Teresa. In seguito assunse altri importanti incarichi militari e nel 1851 divenne governatore militare e civile del Regno d’Ungheria. Convinto sostenitore dell’assolutismo, del centralismo e dell’ordine conservatore, applicò le direttive provenienti da Vienna. Al tempo stesso respingeva una germanizzazione imposta con la forza e preferiva puntare su un’intesa con la nobiltà ungherese. Non riuscì però a conciliare le aspettative contraddittorie di Vienna e dell’Ungheria. Nel 1859 lasciò l’incarico.
Nello stesso anno Alberto fu inviato a Berlino per cercare di ottenere l’appoggio della Prussia come alleata dell’Austria nella guerra imminente contro il Regno di Sardegna. La missione fallì. Dopo la sconfitta austriaca di Solferino, Alberto ricevette ulteriori incarichi militari e fu in seguito comandante dell’VIII corpo d’armata a Vicenza. Nel 1863 fu promosso feldmaresciallo.
Nella guerra del 1866 tra Prussia, Austria e Italia, Alberto assunse il comando supremo dell’Armata del Sud austriaca. Il 24 giugno riportò a Custoza una vittoria decisiva sulle truppe italiane, impedendo loro di conquistare il Veneto. Per questo successo l’imperatore Francesco Giuseppe gli conferì la gran croce dell’Ordine militare di Maria Teresa. Sebbene l’Austria avesse ottenuto vittorie a Custoza e successivamente anche in mare presso Lissa, l’esercito austriaco subì una pesante sconfitta contro la Prussia a Königgrätz. Alberto condusse quindi gran parte delle sue forze verso nord e assunse posizioni difensive a nord di Vienna. In questo modo impedì alle truppe prussiane di occupare la capitale.
Dopo la guerra Alberto fu incaricato della riorganizzazione dell’esercito austriaco, divenuto dal 1867 austro-ungarico. La carica di comandante supremo dell’esercito fu presto soppressa, ma egli rimase ispettore generale dell’esercito imperiale e regio. In questa funzione diresse la commissione per la riorganizzazione, controllò le truppe e introdusse numerosi miglioramenti nell’organizzazione, nell’addestramento e nell’equipaggiamento. Durante la guerra russo-turca del 1877-1878 si oppose con successo a un conflitto contro la Russia, che riteneva impossibile da vincere. Fino alla morte rimase una figura influente nella politica militare.
Alberto scrisse inoltre diverse opere militari sull’organizzazione dell’esercito, la responsabilità in guerra, lo spirito militare e la capacità difensiva della monarchia. Nel 1888 fu promosso a feldmaresciallo generale. Dopo la sua morte fu sepolto nella Cripta dei Cappuccini di Vienna. Il figlio adottivo Federico ereditò il titolo di duca di Teschen e le vaste proprietà. La memoria di Alberto è rimasta legata, tra l’altro, a una statua equestre eretta a Vienna, a una caserma intitolata a lui, a un reggimento di fanteria e a una marcia musicale.
Fonte: Habsburg–Tescheni Albert főherceg (hu, 29246581). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0