Persona

Nikolaus I.

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Nascita

  1. 06.07.1796

  2. 25.06.1796

Morte

  1. 18.02.1855

Ritratto di Nikolaus I.
Dettagli dell’immagine

Portrait of Emperor Nicholas I title QS:P1476,en:"Portrait of Emperor Nicholas I " label QS:Len,"Portrait of Emperor Nicholas I " label QS:Lru,"Портрет Николая I" label QS:Lde,"Porträt des Zaren Nikolaus I."

Franz Krüger

Hermitage Museum

Fonte dell’immagine: File:Franz Krüger - Portrait of Emperor Nicholas I - WGA12289.jpg · Licenza: Public domain

Ridimensionata per la presentazione.

Biografia

Nikolaj I Pavlovič nacque il 25 giugno (6 luglio) 1796 a Carskoe Selo, terzo figlio dell’imperatore russo Paolo I e dell’imperatrice Maria Fëdorovna. Era fratello minore di Alessandro I, nipote di Caterina II e di Pietro III e, in seguito, padre di Alessandro II. Il suo nome, insolito, non era mai stato usato nella dinastia dei Romanov. Nei primi quattro anni fu affidato a Charlotte von Lieven, alla quale rimase profondamente legato. Dal 1800 la sua educazione fu affidata al generale Matvej Lamsdorff, che rimase per diciassette anni il suo principale precettore. Nikolaj aveva quattro anni quando assistette alla morte violenta del padre, nel 1801; il ricordo di quell’evento lo segnò profondamente. Maria Fëdorovna diresse la sua formazione successiva e cercò invano di frenare la sua spiccata passione per gli esercizi militari. Nikolaj si interessava soprattutto alle armi, alle parate, alle fortificazioni, all’artiglieria, all’ingegneria e alla tattica. Mostrava invece minore inclinazione per le discipline umanistiche e in seguito il suo livello di istruzione fu giudicato più volte insufficiente. Possedeva tuttavia una notevole abilità linguistica: parlava russo, francese e tedesco con pronuncia sicura, e ricevette anche lezioni di pittura. La sua carriera militare iniziò nel 1810, in un’unità appositamente formata nella Guardia imperiale. Durante la guerra contro Napoleone Nikolaj desiderava partecipare alle campagne militari, ma inizialmente non ottenne il permesso della madre. Solo nel 1814 poté recarsi insieme al fratello Michail presso l’esercito russo in Europa. A Berlino incontrò la principessa prussiana Carlotta, figlia di Federico Guglielmo III. I due si fidanzarono nel 1815. Dopo ulteriori studi militari con ingegneri e ufficiali esperti, nel 1816 Nikolaj compì un viaggio attraverso la Russia e visitò in seguito l’Inghilterra. In questo modo conobbe l’amministrazione, l’economia e l’ordinamento politico di diversi paesi. Le sue idee politiche assunsero un orientamento conservatore e decisamente antiliberale. Il 1º (13) luglio 1817 Nikolaj sposò Carlotta, che passò alla fede ortodossa assumendo il nome di Aleksandra Fëdorovna. Il matrimonio rafforzò l’alleanza politica tra Russia e Prussia. Dopo le nozze Nikolaj ricevette importanti incarichi militari: divenne ispettore generale del Corpo degli ingegneri, comandante onorario di un battaglione della Guardia del genio e, in seguito, comandante e capo di grandi unità della Guardia. In qualità di ingegnere supervisionò, tra l’altro, la costruzione e il miglioramento di diverse fortificazioni. La questione della successione al trono emerse nel 1819, quando Alessandro I comunicò a Nikolaj che il fratello maggiore Konstantin intendeva rinunciare ai propri diritti. Nikolaj accolse questa prospettiva con sgomento. Konstantin confermò la rinuncia nel 1823, ma Alessandro I mantenne inizialmente segreta la nuova disposizione successoria. Quando Alessandro morì improvvisamente nel novembre 1825, a San Pietroburgo Nikolaj prestò dapprima giuramento al fratello assente Konstantin. Si creò così una situazione pericolosa: la popolazione e le istituzioni statali giuravano fedeltà a un sovrano che non voleva accettare il trono, mentre un manifesto segreto indicava Nikolaj come successore. Solo dopo che Konstantin ebbe confermato definitivamente la propria rinuncia, Nikolaj accettò la corona. La sua ascesa coincise con la rivolta decabrista del 14 (26) dicembre 1825. Membri di società segrete formate da ufficiali cercarono di impedire il giuramento a Nikolaj e di imporre un nuovo ordinamento politico fondato su una costituzione, le libertà civili, l’uguaglianza davanti alla legge e l’abolizione della servitù della gleba. La rivolta fu repressa lo stesso giorno. Cinque capi furono giustiziati e numerosi altri partecipanti furono deportati. Nikolaj visse la propria ascesa al trono come una tragedia personale a causa del sangue versato. Il 22 agosto (3 settembre) 1826 fu incoronato a Mosca; nel 1829 seguì a Varsavia l’incoronazione a re di Polonia. Il suo regno fu caratterizzato dalla centralizzazione del potere, da un’amministrazione rigorosa e dalla lotta contro le idee rivoluzionarie. Nel 1826 fu istituita la Terza Sezione della Cancelleria personale, una polizia politica segreta. Nello stesso periodo le leggi dell’Impero furono ampiamente codificate sotto la direzione di Michail Speranskij. Dopo le rivoluzioni del 1848 Nikolaj inasprì la censura, limitò l’accesso alle università e rese più difficili i viaggi all’estero. Questa fase finale del suo regno fu chiamata “i sette anni oscuri”. In Polonia Nikolaj adottò una politica dura. La rivolta del 1830-1831 fu repressa; in seguito il Regno di Polonia perse la costituzione, la dieta e l’esercito e fu integrato più strettamente nell’Impero russo. Anche in altre regioni furono perseguitati i movimenti di opposizione e religiosi. Nikolaj puntava a un ordine burocratico fortemente regolamentato e considerava lo Stato come una macchina complessa, le cui parti potevano funzionare soltanto grazie alla disciplina e al rispetto della legge. Nonostante il suo orientamento conservatore, promosse alcune riforme. L’amministrazione dei contadini demaniali fu migliorata sotto Pavel Kiselëv. Ai servi della gleba non fu più consentito di essere venduti separatamente o senza terra, né di essere condannati senza limiti ai lavori forzati; in alcuni casi poterono riscattarsi dalle proprietà indebitate. Ottennero inoltre maggiori possibilità di possedere terre e svolgere attività economiche. Nikolaj riconosceva che la servitù della gleba era un male, ma non osò abolirla completamente. Durante il suo regno si sviluppò anche l’istruzione, soprattutto con l’aumento delle scuole per i contadini. L’economia russa conobbe sviluppi contraddittori. Industria, produzione tessile, costruzione di macchinari, strade e ferrovie crebbero in modo significativo. Fu inaugurata la ferrovia tra San Pietroburgo e Carskoe Selo e, in seguito, la ferrovia Nikolaj collegò San Pietroburgo a Mosca. Nikolaj seguiva personalmente i progetti tecnici, la pianificazione urbana e le fortificazioni, contribuendo a preservare la caratteristica fisionomia di San Pietroburgo. Allo stesso tempo, le restrizioni statali e la tutela degli interessi della tradizionale aristocrazia fondiaria ostacolarono lo sviluppo industriale. La guerra di Crimea mostrò infine con chiarezza l’arretratezza economica e tecnica dell’Impero. In politica estera Nikolaj combatté i movimenti rivoluzionari in Europa, rafforzò l’influenza russa nei Balcani e perseguì gli interessi legati alla cosiddetta questione orientale. Nel 1849 le truppe russe sostennero l’Austria nella repressione della rivolta ungherese. Contro l’Impero ottomano la Russia combatté diverse guerre e si presentò come protettrice dei cristiani ortodossi dei Balcani. Le tensioni con la Turchia portarono nel 1853 alla guerra di Crimea. Dopo l’intervento di Gran Bretagna e Francia, la Russia si ritrovò isolata sul piano politico. Le difficoltà militari del paese emersero soprattutto durante l’assedio di Sebastopoli. Nikolaj conduceva una vita austera e rigidamente regolata. Non fumava, non beveva superalcolici, dormiva su un letto duro e lavorava fino a diciotto ore al giorno. Era convinto di dover adempiere personalmente ai propri doveri verso lo Stato e verso Dio. I contemporanei lo descrissero sia come uomo laborioso, onesto e dotato di talento tecnico, sia come autoritario, pedante e intellettualmente limitato. Il suo rapporto con gli scrittori fu contraddittorio: mostrò per qualche tempo benevolenza personale verso Aleksandr Puškin, ma sottopose la letteratura e la stampa a una severa sorveglianza e censura. Nikolaj e Aleksandra Fëdorovna ebbero sette figli, tra cui il futuro imperatore Alessandro II e i granduchi Konstantin, Nikolaj e Michail. La moglie rimase fino alla morte la sua persona più vicina. Nikolaj morì il 18 febbraio (2 marzo) 1855 a San Pietroburgo, durante la guerra di Crimea. Ufficialmente la causa fu una polmonite provocata da un raffreddamento; in seguito si diffusero voci di suicidio o di altre cause, mai dimostrate in modo definitivo. Fu sepolto nella cattedrale dei Santi Pietro e Paolo. La sua morte segnò la fine di un regno trentennale caratterizzato da autocrazia rigorosa, ampia burocratizzazione, prudenti cambiamenti sociali e, infine, dalla dolorosa rivelazione delle debolezze strutturali dell’Impero russo.

Fonte: Николай I (ru, 154118772). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0