Persona
Wilhelm von Österreich
Trova una connessione con un’altra personaNascita
21.04.1827
Morte
29.07.1894

Dettagli dell’immagine
Wilhelm von Österreich (c. 1870) a
Ludwig Angerer
[1]
Fonte dell’immagine: File:Wilhelm von Österreich (c. 1870) a.jpg · Licenza: Public domain
Ridimensionata per la presentazione.
Biografia
L’arciduca Guglielmo Francesco Carlo d’Austria-Teschen nacque il 21 aprile 1827 a Vienna. Era il figlio più giovane dell’arciduca Carlo d’Austria, primo duca di Teschen, e di sua moglie Henriette Alexandrine, principessa di Nassau-Weilburg. Suo padre fu un importante comandante militare: nel 1809 sconfisse Napoleone nella battaglia di Aspern e partecipò anche alla campagna del 1813. Per i suoi meriti militari, l’imperatore Francesco I lo elevò al rango di duca di Teschen. Dopo la morte di Carlo, nel 1847, il titolo e gli estesi possedimenti passarono al fratello maggiore di Guglielmo, l’arciduca Alberto.
Guglielmo crebbe con sei fratelli. Tra loro vi erano l’arciduchessa Maria Teresa Isabella, che in seguito divenne regina di Napoli e Sicilia, e gli arciduchi Alberto e Carlo Ferdinando. Anche diversi suoi fratelli e cognati ricoprirono ruoli importanti nell’esercito austriaco. La madre morì già nel 1829, quando Guglielmo aveva appena due anni. Da allora il fratello Alberto si occupò in larga misura della sua educazione e lo indirizzò verso la carriera militare.
Nel 1842 Guglielmo entrò nell’esercito e fu assegnato all’artiglieria. Nello stesso anno fu nominato proprietario del 12º reggimento di fanteria, che da quel momento portò il suo nome, e fu promosso colonnello. Parallelamente al servizio attivo, proseguì la propria formazione militare. L’11 ottobre 1845 entrò inoltre nell’Ordine teutonico. L’anno seguente pronunciò i voti dell’Ordine nella Kirche am Hof di Vienna. Poco dopo, il Gran Consiglio dell’Ordine lo elesse coadiutore, designandolo come successore del gran maestro.
Nel 1847 Guglielmo fu promosso maggior generale. Dopo l’ascesa al trono dell’imperatore Francesco Giuseppe, nel 1848, si recò a San Pietroburgo come suo inviato. Nei suoi colloqui potrebbe essere stata discussa anche un’eventuale assistenza russa contro la rivoluzione e la lotta per l’indipendenza ungherese del 1848 e 1849; la Russia intervenne infatti nel 1849 a sostegno della monarchia asburgica. Su richiesta di Francesco Giuseppe, Guglielmo si arruolò poi volontariamente nell’esercito dell’Italia settentrionale. Nel 1849 partecipò ai combattimenti presso Venezia. In seguito, come ispettore generale, si recò più volte a Berlino e a Monaco per incarichi governativi riguardanti gli affari della Confederazione germanica.
Nel 1854 Guglielmo si ammalò gravemente di tifo. Guarì soltanto alla fine di aprile e, insieme ai confratelli dell’Ordine, intraprese poi un pellegrinaggio al santuario di Maria Taferl, nella Bassa Austria. A Vienna la sua guarigione fu celebrata con una grande festa popolare, poiché l’arciduca godeva di notevole popolarità. In quell’occasione fu eseguita anche una marcia composta dal giovane Johann Strauss per celebrare la sua guarigione.
Guglielmo si dimostrò un abile comandante d’artiglieria. Nel 1854 fu nominato proprietario del 6º reggimento di artiglieria da campagna. Nel 1857 assunse la direzione dello stato maggiore del comando supremo dell’esercito imperial-regio e pochi giorni dopo ottenne il grado di tenente feldmaresciallo. Quando lo zar Nicola I morì, nel 1855, Guglielmo si recò nuovamente a San Pietroburgo per trasmettere le condoglianze di Francesco Giuseppe.
Nel 1859 divenne comandante dell’artiglieria da campagna della 1ª armata imperial-regia e partecipò alla campagna d’Italia. Nella battaglia di Solferino, il 24 giugno, diresse le batterie dell’artiglieria dell’armata comandata da Franz von Wimpffen. Dopo il ritorno dall’Italia riprese gli incarichi presso il comando supremo dell’esercito. Dal 1860 al 1862 fu ispettore generale dell’artiglieria da campagna dell’intero esercito stanziato in Italia. Nel 1862 gli fu affidato il comando della fortezza federale di Magonza. Due anni dopo fu nominato ispettore generale dell’intera artiglieria imperial-regia.
Guglielmo svolse contemporaneamente un ruolo centrale nell’Ordine teutonico. Dopo la morte del gran maestro, l’arciduca Massimiliano Giuseppe, nel 1863, fu eletto suo successore e insediato il 25 luglio dello stesso anno. Mantenne questa carica fino alla morte. In qualità di 57º gran maestro, si interessò soprattutto al carattere cavalleresco e militare dell’Ordine. Si impegnò in particolare nello sviluppo delle strutture sanitarie e dell’organizzazione degli ospedali da campo dell’esercito, ottenendo a questo scopo un notevole sostegno finanziario dalla casa imperiale. Nella sua veste di gran maestro fu inoltre nominato proprietario del 4º reggimento di fanteria Hoch- und Deutschmeister.
Tra il 1864 e il 1868 Guglielmo fece costruire sul Parkring di Vienna, su progetto dell’architetto Theophil von Hansen, un palazzo rappresentativo in stile neorinascimentale. Poiché i voti dell’Ordine lo obbligavano a condurre una vita celibe, l’edificio non comprendeva particolari appartamenti destinati a una moglie. Vi erano invece ampie scuderie e strutture per i cavalli, dato che il gran maestro e il suo seguito si spostavano spesso a cavallo. Nel 1870 Guglielmo vendette il palazzo all’Ordine teutonico, che vi stabilì la propria sede e l’ufficio del gran maestro.
Anche nella guerra austro-prussiana del 1866 Guglielmo partecipò alle operazioni come comandante dell’artiglieria dell’armata austriaca del Nord. Nella battaglia di Königgrätz, il 3 luglio, riportò una grave ferita alla testa. All’inizio del 1867 fu promosso al grado di Feldzeugmeister.
Guglielmo rimase celibe e non ebbe figli. Il 29 luglio 1894 morì all’età di 67 anni nella sua tenuta di Weikersdorf, presso Baden, nella Bassa Austria. Mentre cavalcava nei pressi della linea ferroviaria tra Vienna e Baden, allora appena elettrificata, il suo cavallo si imbizzarrì e lo disarcionò. Morì lo stesso giorno a causa delle gravi ferite alla testa. Fu sepolto nella chiesa dei Cappuccini di Vienna, luogo tradizionale di sepoltura degli Asburgo. Gli succedette come gran maestro dell’Ordine teutonico il nipote, l’arciduca Eugenio, che fu l’ultimo gran maestro laico dell’Ordine.
Il palazzo viennese di Guglielmo rimase il palazzo dei gran maestri dell’Ordine fino allo scioglimento dell’Ordine in Austria, nel 1938. Dopo l’Anschluss fu confiscato e in seguito utilizzato da diverse istituzioni statali. Nel 1981 l’edificio fu acquistato dall’OPEC e, dopo un’importante ristrutturazione, divenne la sede viennese rappresentativa dei Fondi dell’OPEC. Anche una caserma d’artiglieria viennese, rimasta in funzione fino al 2005, e un reggimento di obici da campagna portarono il nome di Guglielmo, mantenendo così vivo il ricordo dell’arciduca e comandante d’artiglieria.
Fonte: Habsburg–Tescheni Vilmos Ferenc Károly főherceg (hu, 27441812). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0
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