Persona

Sebastian

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Nascita

  1. 20.01.1554

Morte

  1. 04.08.1578

  2. 1578

Ritratto di Sebastian
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Portuguese: Retrato do Rei D. Sebastião Portrait of King D. Sebastião title QS:P1476,pt:"Retrato do Rei D. Sebastião " label QS:Lpt,"Retrato do Rei D. Sebastião " label QS:Les,"Retrato del rey Don Sebastián de Portugal" label QS:Lfr,"Portrait du roi Don Sébastien du Portugal" label QS:Len,"Portrait of King D. Sebastião" label QS:Lde,"Porträt von König Don Sebastian von Portugal" label QS:Lnl,"Portret van koning Don Sebastiaan"

Cristóvão de Morais

Pereira, Paulo. 2000 years of Art in Portugal . Lisboa: Temas e Debates, 1999 ISBN 972759204X

Fonte dell’immagine: File:SebastianPortugal.jpg · Licenza: Public domain

Ridimensionata per la presentazione.

Biografia

Sebastiano I, detto «il Desiderato», nacque a Lisbona il 20 gennaio 1554 e morì il 4 agosto 1578 nella battaglia dei Tre Re, presso Ksar el-Kebir, in Marocco. Fu re del Portogallo dal 1557 fino alla morte e il penultimo sovrano della dinastia degli Avis. Era figlio dell’erede al trono portoghese Giovanni Manuele e di Giovanna d’Austria. Il padre morì appena diciotto giorni prima della sua nascita. Quando Sebastiano aveva tre anni, succedette al nonno Giovanni III. Poiché la madre era tornata in Austria dopo la morte del marito, la reggenza fu inizialmente affidata alla nonna, Caterina di Castiglia, che governò dal 1557 al 1562 e fu molto popolare. In seguito la reggenza passò al prozio di Sebastiano, il cardinale Enrico del Portogallo, che guidò il paese fino al 1568. Il giovane re fu educato dai gesuiti e dai domenicani. Ebbe una forte influenza su di lui il confessore Luis Gonçalves de Câmara e suo fratello Martim, che dopo la maggiore età di Sebastiano divenne il suo principale ministro, mantenendo l’incarico fino al 1576. Durante la reggenza, il Portogallo proseguì la propria espansione coloniale in Angola, Mozambico, Malacca e Macao. Nello stesso periodo la Chiesa accrebbe notevolmente la propria influenza. Furono istituite nuove diocesi nel regno e nei territori d’oltremare, l’Inquisizione venne rafforzata ed estesa alle colonie indiane e furono confermate e applicate le decisioni del concilio di Trento. Nel 1559 fu fondata una nuova università a Évora, affidata alla Compagnia di Gesù. A Goa, nel 1562, ebbe inizio la costruzione della cattedrale di Santa Caterina. Quando nel 1568 assunse il potere personale, Sebastiano si dedicò sia al governo sia ad ambiziosi progetti di conquista nell’Africa settentrionale. Diverse trattative matrimoniali, tra cui quelle con l’arciduchessa Elisabetta d’Austria, non ebbero esito e il re non si sposò mai. Giudizi contemporanei e posteriori lo descrissero come religioso, austero, casto e appassionato delle attività fisiche, ma anche impulsivo, violento e talvolta dispotico. Amava la caccia, i tornei e gli altri esercizi del corpo; i suoi cortigiani alimentavano ulteriormente le sue ambizioni militari. Sebastiano intendeva riprendere gli obiettivi nordafricani che suo nonno aveva abbandonato e ampliare i possedimenti portoghesi in Marocco. Per finanziare i suoi progetti chiese il sostegno economico della Chiesa e impose nuove tasse. Poiché le risorse non bastavano, ricorse ai prestiti, concedendo in cambio anche monopoli commerciali temporanei. Sul piano interno, il Portogallo era inoltre attraversato dalle lotte di influenza tra la nonna Caterina e i suoi avversari. Una legge del 1570 limitò il lusso e regolamentò, tra l’altro, i tipi di carne consentiti, le spese e le importazioni. Sebastiano prestava però poca attenzione ai problemi interni: il suo obiettivo principale restava una spedizione gloriosa in Africa. Nel 1571 organizzò un corpo d’élite che volle mettere alla prova durante un soggiorno di tre mesi in Marocco nel 1574. A causa dell’esiguità delle sue forze, vi furono soltanto alcuni scontri di scarsa importanza. In seguito Sebastiano preparò una spedizione più ampia. Promise il proprio aiuto a Mulay Muhammad al-Mutawakkil, il sultano del Marocco deposto nel 1575, che voleva riconquistare il trono sottrattogli dallo zio Abd al-Malik. Sebastiano cercò di ottenere l’appoggio di Filippo II di Spagna. Il sovrano spagnolo promise alcune galee e soldati, ma dubitava del successo dell’impresa e aveva inizialmente chiesto che la campagna si svolgesse nel 1577 e non oltre Larache. Alla fine la Spagna lasciò in gran parte il re portoghese senza sostegno, anche a causa della ripresa dei combattimenti nelle Fiandre e dell’insufficienza dei preparativi portoghesi. Nonostante gli avvertimenti dei comandanti portoghesi e i consigli alla prudenza, nell’estate del 1578 Sebastiano decise di attaccare. Il 17 giugno il suo esercito partì da Lisbona. Comprendeva circa 15.500 fanti, più di 1.500 cavalieri e altre truppe di supporto; circa la metà dei soldati non era portoghese. Dopo lo sbarco a Tangeri e una sosta ad Arzila, Sebastiano scelse la difficile via dell’interno, benché gli fosse stato consigliato di conquistare prima Larache. Il caldo, la scarsità d’acqua e gli attacchi delle forze locali resero la marcia estremamente ardua. Quando si presentò la possibilità di tornare ad Arzila, la flotta era già ripartita. Sebastiano ordinò quindi di proseguire lungo i fiumi Makhazin e Loukkos. Il 4 agosto ebbe luogo la battaglia di Alcácer-Quibir. L’esercito di Sebastiano disponeva di circa 15.000 fanti, più di 2.000 cavalieri e 36 cannoni. Di fronte aveva l’esercito numericamente superiore di Abd al-Malik, dotato di numerosi cavalieri e di una propria artiglieria. Il re portoghese attaccò con l’avanguardia, lasciando così la maggior parte dell’esercito senza una guida diretta. Un ordine di ritirata dell’avanguardia si trasformò rapidamente in una fuga generale. L’artiglieria portoghese fu neutralizzata e la battaglia degenerò in uno scontro confuso e ravvicinato. Sebastiano rifiutò di mettersi in salvo e cadde combattendo. Circa 7.000 soldati portoghesi morirono, mentre la maggior parte degli altri fu catturata; meno di cento riuscirono a tornare a Lisbona. Anche Abd al-Malik e Mulay Muhammad morirono nella battaglia. La sconfitta fu la più grave catastrofe della storia portoghese. Costò alla corona circa un milione di cruzados e provocò la morte o la cattura di gran parte dell’élite politica e militare. Il corpo di Sebastiano fu inizialmente sepolto ad Alcácer-Quibir, poi trasferito a Ceuta e infine, nel 1582, trasportato per ordine di Filippo II nel monastero dei Gerolamini di Belém. Poiché le notizie della battaglia giunsero lentamente e circolarono versioni contraddittorie sulla morte del re, molti portoghesi credettero che Sebastiano fosse riuscito a fuggire. Nacque così la figura del «re dormiente», destinato a tornare un giorno per salvare il Portogallo. Tra il 1584 e il 1598 quattro uomini si presentarono come il presunto Sebastiano. Ricevettero in alcuni casi un sostegno considerevole, ma furono successivamente smascherati, condannati o giustiziati. La fede nel suo ritorno rimase viva persino nel XIX secolo tra alcuni contadini portoghesi del Brasile. Dopo la morte di Sebastiano, suo zio salì al trono con il nome di Enrico I, ma morì due anni dopo senza eredi. La successiva crisi dinastica si concluse nel 1580 con la vittoria di Filippo II di Spagna e l’inclusione del Portogallo nell’Unione Iberica. La vita di Sebastiano e la sua disastrosa spedizione africana segnarono profondamente la memoria portoghese e ispirarono, tra le altre opere, i lavori teatrali di Paul Foucher e Gaetano Donizetti.

Fonte: Sébastien Ier (fr, 238911300). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0

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