Persona
Pedro de Alcantara, Prince of Grão-Pará
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Morte
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Pedro de Alcântara portrait – edited
Museu Mariano Procópio, Juiz de Fora
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Biografia
Pedro de Alcântara de Orléans e Bragança nacque il 15 ottobre 1875 a Petrópolis, primogenito della principessa Isabel e del principe Gastão d’Orléans, conte d’Eu. Sua madre era la figlia maggiore dell’imperatore Pedro II e l’erede presunta al trono del Brasile; suo padre apparteneva alla casa reale francese. Pedro faceva quindi parte della famiglia imperiale brasiliana e fin dalla nascita ricevette il titolo di principe di Grão-Pará. Durante il regno del nonno occupava il secondo posto nella linea di successione. In seguito divenne il capostipite del cosiddetto ramo di Petrópolis della casa d’Orléans e Bragança.
La nascita di Pedro fu difficile. Dopo tredici ore di travaglio venne al mondo con problemi respiratori e fu rianimato dall’infermiera Soyer. Una lesione al braccio sinistro gli causò però la paralisi permanente di una mano e di diverse dita. Sua madre aveva avuto a lungo difficoltà a rimanere incinta e per questo si era recata a Caxambu, nella provincia di Minas Gerais, per sottoporsi a un trattamento con le acque minerali. Dopo aver incontrato alcuni religiosi, promise di costruire un santuario qualora fosse riuscita a concepire un figlio. Dopo la nascita di Pedro fece quindi edificare a Caxambu la chiesa di Santa Elisabetta d’Ungheria.
Pedro crebbe insieme ai fratelli minori Luís e Antônio nel Paço Isabel di Rio de Janeiro, oggi Palácio Guanabara. La sua educazione fu affidata a precettori diretti da Benjamim Franklin Ramiz Galvão. Quando aveva quattordici anni, un colpo di Stato militare pose fine alla monarchia e proclamò la repubblica il 15 novembre 1889. La famiglia imperiale dovette lasciare il Brasile. Durante la traversata verso l’esilio, Pedro propose al nonno di inviare in Brasile una colomba bianca con un messaggio della famiglia. L’uccello fu liberato nei pressi dell’isola di Fernando de Noronha, ma cadde in mare senza raggiungere la sua destinazione.
La famiglia si stabilì nel castello d’Eu, in Normandia. Pedro studiò poi in Austria-Ungheria, completò la propria formazione militare e prestò servizio nell’esercito imperiale e regio di quel paese. Dopo la deposizione del nonno, in Brasile comparvero a più riprese progetti monarchici di restaurazione. Durante la seconda Rivolta dell’Armada e la Rivoluzione federalista del 1893, il monarchico Gaspar Silveira Martins propose di portare Pedro in Brasile e proclamarlo imperatore. La principessa Isabel respinse tuttavia l’idea, poiché non voleva rinunciare alla responsabilità religiosa e personale dell’educazione del figlio. La famiglia imperiale non partecipò quindi a un tentativo armato di restaurazione.
Durante il servizio militare, nel 1896, Pedro conobbe Elisabeth Dobrzensky di Dobrzenicz, sorella di due soldati suoi amici. Elisabeth proveniva da un’antica famiglia nobile boema. Su richiesta della principessa Isabel, nel 1906 l’imperatore Francesco Giuseppe elevò la sua famiglia dal rango di baroni a quello di conti. Isabel stabilì comunque che il matrimonio non avrebbe dovuto comportare, dal punto di vista dinastico, un diritto alla successione al trono brasiliano. Per questo, il 30 ottobre 1908, Pedro rinunciò per sé e per i suoi futuri discendenti ai diritti sull’ormai abolito trono del Brasile. Le pretese dinastiche passarono così al fratello Luís. L’atto di rinuncia fu firmato in più copie e una di esse venne trasmessa al direttorio monarchico di Rio de Janeiro.
Pedro ed Elisabeth si sposarono il 14 novembre 1908 nella chiesa di Versailles. L’anno successivo fu raggiunto un accordo con il duca d’Orléans, in base al quale Pedro e i suoi discendenti continuarono a essere riconosciuti come principi e principesse d’Orléans e Bragança. Pedro poté così conservare il proprio rango principesco e i matrimoni dei suoi discendenti con membri di altre case regnanti o già regnanti non furono considerati morganatici. Una conferma successiva fu il consenso al matrimonio della figlia maggiore Isabel con il conte di Parigi nel 1931.
Dopo l’abolizione del decreto di esilio, Pedro tornò in Brasile per alcune spedizioni di caccia. Tra il 1926 e il 1927 intraprese con il suo segretario un viaggio automobilistico molto noto da Bolivia a Rio de Janeiro, lungo circa quattromila chilometri di strade allora estremamente difficili. Nel 1936 compì un’altra spedizione insieme ai figli; il gruppo visitò anche villaggi indigeni dell’interno del paese. Le spedizioni furono documentate con fotografie e reportage dal giornalista e fotografo austriaco Mario Baldi.
Negli anni Trenta Pedro rientrò definitivamente in Brasile e si stabilì nel Palácio do Grão-Pará, a Petrópolis. Partecipava regolarmente alle celebrazioni pubbliche e agli eventi locali ed era molto apprezzato per il suo carattere cordiale e amichevole. Fu nominato presidente onorario dell’Istituto storico di Petrópolis. Morì il 29 gennaio 1940 a Petrópolis, all’età di 64 anni, a causa di una malattia respiratoria. Fu inizialmente sepolto nel cimitero locale con gli onori riservati a un capo di Stato. Nel 1990 i suoi resti furono trasferiti insieme a quelli della moglie nel Mausoleo imperiale della cattedrale di São Pedro de Alcântara, dove riposano accanto alle tombe dei genitori e dei nonni.
Dopo la morte del fratello Luís, nel 1920, e della madre Isabel, nel 1921, il nipote Pedro Henrique, figlio di Luís, divenne capo della casa imperiale. Pedro sostenne il nipote e gli affidò le questioni monarchiche. Per un certo periodo dubitò della validità giuridica della rinuncia del 1908, ma in seguito dichiarò esplicitamente di considerarla valida e di non volere dispute familiari per il potere imperiale. Mantenne questa posizione fino alla morte. Solo dopo la sua scomparsa la questione dinastica tornò ad assumere rilievo per iniziativa del figlio Pedro Gastão e, soprattutto intorno al plebiscito brasiliano del 1993, provocò tensioni e indebolì il movimento monarchico.
Fonte: Pedro de Orléans e Bragança (pt, 72980146). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0
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