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Ottavio Farnese

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Ritratto di Ottavio Farnese
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Giulio Campi

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Fonte dell’immagine: File:Giulio Campi - Portrait of Ottavio Farnese - WGA03820.jpg · Licenza: Public domain

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Biografia

Ottavio Farnese, generalmente chiamato Octave Farnese in tedesco, nacque il 9 ottobre 1524 a Valentano, nell’attuale Lazio, e morì il 18 settembre 1586 a Piacenza. Era figlio di Pier Luigi Farnese e Gerolama Orsini, nipote di papa Paolo III e fratello dei futuri cardinali Ranuccio e Alessandro Farnese. In qualità di secondo duca di Parma e Piacenza e secondo duca di Castro, contribuì a plasmare il primo sviluppo del ducato farnesiano nell’Italia del XVI secolo. Ottavio ricevette un’educazione umanistica e scientifica presso il Collegio Ancarano di Bologna, un istituto posto sotto l’influenza della sua famiglia. Qui studiò il greco e il latino, la musica, la matematica e la geometria. Dopo che suo nonno Paolo III divenne papa nel 1534, Ottavio tornò a Roma ed entrò nella corte pontificia. La sua formazione matematica e geometrica si completò con l’educazione politica e sociale consueta per un membro della nobiltà. Il 4 novembre 1538 Ottavio sposò Margherita d’Austria, figlia naturale dell’imperatore Carlo V e di Giovanna van der Gheynst. Ottavio aveva allora quattordici anni, mentre Margherita ne aveva sedici ed era rimasta da poco vedova del assassinato Alessandro de’ Medici, duca di Firenze. Le nozze furono celebrate nella Cappella Sistina; il papa vi partecipò personalmente e, nello stesso tempo, si pronunciò a favore della sua nuova nipote nelle controversie sull’eredità romana dei Medici. Grazie al matrimonio, Ottavio entrò nella cerchia delle famiglie regnanti europee. Inizialmente l’unione fu poco felice. Ottavio era considerato poco comprensivo e poco delicato, mentre Margherita rimpiangeva la vita alla corte dei Medici e trovava Roma monotona. Il rapporto cambiò tuttavia dopo che Ottavio tornò ferito da una spedizione ad Algeri nel 1541. La preoccupazione di Margherita e l’esperienza condivisa portarono a una maggiore vicinanza tra i due. Già nel 1540, durante un concistoro segreto, Ottavio era stato nominato duca ereditario di Camerino e signore di Nepi. Quando suo padre divenne duca di Parma nel 1545, dovette però rinunciare a Camerino. La decisione gli dispiacque, poiché gli faceva perdere la prospettiva di un proprio dominio sovrano. Con l’appoggio di Paolo III ottenne quindi il ducato di Castro. Nello stesso anno Margherita diede alla luce due gemelli: Carlo, morto giovane, e Alessandro, che in seguito avrebbe accresciuto il prestigio della famiglia Farnese in Europa grazie alle sue imprese politiche e militari. Il battesimo dei bambini fu celebrato a Sant’Eustachio alla presenza del papa, di numerosi cardinali, dell’imperatore Carlo V e della regina di Francia. Dopo l’assassinio di Pier Luigi Farnese da parte della nobiltà di Piacenza nel 1547, avvenuto con il sostegno del governatore di Milano Ferrante Gonzaga, le truppe imperiali occuparono la città. Paolo III dichiarò allora che Ottavio, in virtù della sua investitura, era duca di Parma e vassallo della Chiesa, e gli conferì inoltre l’incarico di gonfaloniere della Chiesa. Il papa temeva tuttavia che Carlo V considerasse Parma e Piacenza parte dell’Impero. Per questo voleva assicurare Parma alla Chiesa e lasciare Castro e Camerino ai suoi due nipoti. Durante l’assenza di Ottavio, Paolo III inviò Camillo Orsini per prendere possesso di Parma. Ottavio accorse in città, ma inizialmente non riuscì a imporsi. Fallì anche il tentativo di riconquistare Parma con la forza. In seguito negoziò con Ferrante Gonzaga. Si ritiene che la sua opposizione al nonno abbia accelerato la morte di Paolo III, avvenuta il 10 novembre 1549. Poco prima di morire, il papa si lasciò convincere dal cardinale Alessandro Farnese a ordinare il ritiro del legato pontificio da Parma. Poiché nel frattempo era iniziata la sede vacante, il legato rifiutò però di eseguire l’ordine. Durante il conclave, il cardinale Alessandro Farnese sostenne in modo decisivo l’elezione di Giovanni Maria del Monte, che divenne papa con il nome di Giulio III. Il nuovo pontefice si mostrò benevolo verso Ottavio e ordinò a Camillo Orsini di restituirgli Parma. Ottavio fece quindi un ingresso trionfale nella città e, pochi mesi dopo, con l’appoggio del papa, entrò anche in possesso di Piacenza. La situazione si aggravò nuovamente poco tempo dopo. Ferrante Gonzaga diffuse voci secondo cui il suocero di Ottavio voleva privarlo del ducato. Ottavio si rivolse allora, insieme ai fratelli, al re di Francia Enrico II. Il 27 maggio 1551 concluse con la Francia un trattato che consolidava l’alleanza con i Valois e garantiva alla famiglia Farnese protezione militare e finanziaria francese. Francesco De Marchi, esperto di fortificazioni e tecnologia militare, fu incaricato della conduzione della guerra e dell’artiglieria del ducato. Giulio III dichiarò quindi Ottavio ribelle e gli revocò il titolo e il ducato. La guerra iniziò sfavorevolmente per i Farnese: Ferrante Gonzaga conquistò Colorno e il fratello di Ottavio, Orazio, fu sconfitto presso Mirandola. La devastazione delle campagne parmensi provocò una carestia. Solo l’arrivo di un esercito francese attraverso le Alpi costrinse Gonzaga a ritirare le sue truppe per difendere la Lombardia. Il 29 aprile 1552 fu concordata una tregua di due anni, che restituì ai Farnese i loro beni, onori e privilegi. Mentre i rapporti con la Francia si deterioravano sempre più, il 15 settembre 1556 Ottavio si pose sotto la protezione di Filippo II di Spagna e inviò suo figlio Alessandro alla corte spagnola. Piacenza divenne così un feudo spagnolo, violando i diritti della Santa Sede. Dopo la successiva guerra tra Francia e Spagna, conclusasi in modo disastroso per i francesi, Ottavio ricevette l’Ordine del Toson d’oro e il grado di capitano generale spagnolo. Margherita fu incaricata della reggenza dei Paesi Bassi. Dopo la partenza della moglie e del figlio, Ottavio rimase a Parma. Si impegnò a rafforzare economicamente il ducato e a conquistare la lealtà dei sudditi. Perdonò il conte Sanseverino, che aveva combattuto contro di lui, ma confiscò il feudo di Borgotaro appartenente alla famiglia Landi. Parma divenne la sua residenza stabile; inizialmente abitò nel palazzo vescovile. Accanto al governo, si dedicò alle scienze e studiò Euclide insieme a Francesco Paciotto. Ottavio ebbe diverse relazioni extraconiugali, dalle quali nacquero, tra gli altri, le figlie Lavinia, Ersilia e Isabella. Esse sposarono rispettivamente membri delle famiglie Pallavicino e Borromeo e il conte di Borgonovo. Verso la fine della sua vita Ottavio ebbe una relazione con Barbara Sanseverino. Negli anni di pace promosse l’economia, il commercio, la finanza e gli scambi culturali. La sua corte accolse artisti provenienti da Roma, Bologna, Firenze, Torino e da altri centri italiani. In questo modo contribuì a fare di Parma un centro culturale e artistico autonomo. Nel 1582 fu scoperta una congiura contro di lui. Due membri della famiglia Scotti e un Anguissola furono arrestati, torturati, indotti a confessare e giustiziati nel dicembre dello stesso anno. Poco prima della morte di Ottavio, Filippo II gli restituì ufficialmente Piacenza, non su sua richiesta, ma come compenso per le vittorie militari del figlio Alessandro, che gli succedette come duca.

Fonte: Octave Farnèse (fr, 230978562). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0

Genitori

Nessuna relazione genitoriale verificata disponibile.

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