Persona

Alessandro Farnese

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Nascita

  1. 27.08.1545

Morte

  1. 03.12.1592

Ritratto di Alessandro Farnese
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Italian: Ritratto di Alessandro Farnese Portrait of Alexander Farnese title QS:P1476,it:"Ritratto di Alessandro Farnese " label QS:Lit,"Ritratto di Alessandro Farnese " label QS:Les,"Retrato de Alejandro Farnesio" label QS:Len,"Portrait of Alexander Farnese" label QS:Lfr,"Portrait d'Alexandre Farnese"

Jean Baptiste de Saive I

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Fonte dell’immagine: File:Alessandro Farnese, Duke of Parma.jpg · Licenza: Public domain

Ridimensionata per la presentazione.

Biografia

Alexander Farnese, in italiano Alessandro Farnese e in spagnolo Alejandro Farnesio, nacque a Roma il 27 agosto 1545 e morì ad Arras il 2 dicembre 1592, all’età di 47 anni. Fu un nobile italiano, comandante militare e diplomatico. Dal 1586 al 1592 portò il titolo di duca di Parma, Piacenza e Castro; nello stesso periodo, dal 1578 al 1592, fu governatore generale dei Paesi Bassi spagnoli. Nipote di Filippo II di Spagna, prestò servizio per la corona spagnola e divenne uno dei più importanti condottieri del XVI secolo. Farnese era figlio di Ottavio Farnese, duca di Parma e nipote di papa Paolo III, e di Margherita d’Austria, figlia illegittima dell’imperatore Carlo V e quindi sorellastra di Filippo II. Aveva un fratello gemello, Carlo, morto a Roma nel 1549. Nel 1550 la famiglia si trasferì a Parma. Quando Margherita fu nominata governatrice dei Paesi Bassi nel 1556, Alessandro la accompagnò a Bruxelles. Qui fu consegnato a Filippo II per garantire la fedeltà della famiglia Farnese. In seguito visse e studiò in Spagna insieme al cugino coetaneo Don Carlos e allo zio Don Giovanni d’Austria. Durante questo periodo visitò anche la corte reale inglese. Nel 1565 Farnese sposò Maria del Portogallo, nota anche come Maria di Guimarães. Le nozze furono celebrate a Bruxelles con grande sfarzo e posero fine alla sua condizione di ostaggio presso la corte di Filippo II. Le sue prime importanti esperienze militari si svolsero nella guerra contro l’Impero ottomano. Nella battaglia navale di Lepanto del 1571 comandò tre galee e partecipò anche alle campagne successive della Lega Santa. Dopo di allora, per diversi anni non ebbe occasione di dimostrare su larga scala le proprie capacità militari. Questa opportunità si presentò quando le province dei Paesi Bassi si ribellarono al dominio spagnolo. Don Giovanni, inviato come governatore generale per ristabilire l’ordine, si trovò sempre più in difficoltà. Nell’autunno del 1577 Farnese guidò dall’Italia verso i Paesi Bassi i rinforzi spagnoli lungo il cosiddetto Cammino spagnolo. Grazie alla sua strategia risoluta contribuì in modo decisivo alla vittoria di Gembloux all’inizio del 1578. Seguirono, tra le altre, le operazioni contro Zichem e Nivelles. La conquista e il saccheggio di Zichem, durante i quali la guarnigione fu uccisa e la città devastata, rimasero la più grave macchia di una carriera altrimenti spesso descritta come cavalleresca. Dopo la morte di Don Giovanni, nell’ottobre 1578, Filippo II nominò Farnese comandante supremo dell’esercito delle Fiandre e inizialmente affidò a sua madre Margherita l’incarico di governatrice generale. Alessandro pretese però di assumere personalmente entrambi gli incarichi, minacciando altrimenti di dimettersi. Alla fine il re cedette. Farnese seppe sfruttare abilmente le divisioni religiose e politiche tra i suoi avversari. Riconquistò le province vallone e cattoliche del sud e, con il trattato di Arras del gennaio 1579, si assicurò il sostegno dei nobili cattolici, i cosiddetti Malcontenti. Le province settentrionali, in gran parte ribelli, si unirono allora nell’Unione di Utrecht e si separarono definitivamente da Filippo II. Farnese avviò quindi la riconquista del Brabante e delle Fiandre. L’assedio di Maastricht del 1579 dimostrò la sua determinazione, ma fu caratterizzato da combattimenti estremamente brutali e da perdite ingenti. In seguito adottò sempre più spesso condizioni favorevoli di resa: prometteva amnistie, la conservazione dei privilegi cittadini e una graduale restaurazione del cattolicesimo. Il culmine dei suoi successi nei Paesi Bassi fu l’assedio di Anversa, iniziato nel 1584. Costruendo un ponte di imbarcazioni sulla Schelda, isolò l’importante porto dal mare. Dopo la conquista della città nel 1585 e la presa di Malines e Bruxelles, i Paesi Bassi meridionali tornarono sotto il dominio spagnolo. Questo successo contribuì nel lungo periodo alla separazione politica, culturale e religiosa da cui sarebbero emersi in seguito il Belgio e i Paesi Bassi. Dopo la morte del padre, nel 1586, Farnese divenne duca di Parma. Poiché Filippo II non gli consentì di tornare nei suoi territori, nominò reggente suo figlio Ranuccio. Farnese rimase invece nei Paesi Bassi al servizio del re. Sconfisse le truppe inglesi inviate da Elisabetta I in sostegno dei ribelli olandesi e nel 1587 conquistò Sluis, assicurando un porto sicuro per l’Armada progettata dalla Spagna. Inizialmente Farnese guardava con scetticismo al progetto di invadere l’Inghilterra, ma riteneva l’impresa possibile a determinate condizioni. Chiedeva assoluta segretezza, la sicurezza delle province olandesi e l’eliminazione di ogni interferenza francese. L’Armada spagnola fallì però nel 1588 a causa delle cattive comunicazioni, della resistenza inglese e dei venti sfavorevoli. Le truppe di Farnese non riuscirono a lasciare i porti né a raggiungere la flotta. Dopo il fallimento dell’assedio di Bergen op Zoom, si ritirò. La sua ultima grande conquista nei Paesi Bassi fu Geertruidenberg, nell’aprile 1589. Nel frattempo la salute di Farnese peggiorò. Soffriva di edemi e dovette recarsi a Spa per curarsi. Nonostante ciò, durante le guerre di religione francesi fu inviato più volte in Francia per sostenere la Lega cattolica. Nel 1590 liberò Parigi aprendo le vie di rifornimento e costringendo gli avversari di Enrico IV ad abbandonare l’assedio. Durante il ritorno nei Paesi Bassi riuscì a mantenere il controllo della situazione nonostante il maltempo e gli attacchi nemici. Nel 1591 e nel 1592 tornò in Francia per soccorrere Rouen. Durante l’assedio di Caudebec fu ferito all’avambraccio destro da un colpo di moschetto. Pur gravemente malato, organizzò la ritirata del suo esercito attraverso la Senna e sfuggì alle truppe di Enrico. Mentre Farnese combatteva in Francia, le forze olandesi guidate da Maurizio d’Orange approfittarono della sua assenza e riconquistarono diverse città. Nel frattempo, cortigiani invidiosi lavorarono per screditarlo agli occhi di Filippo II. Il re ordinò infine il suo richiamo, ma Farnese ne venne a conoscenza solo tardi. Durante la sua ultima campagna si preparò, nonostante le precarie condizioni di salute, a un nuovo intervento in Francia. Redasse il testamento, ricevette i sacramenti e rimandò il figlio a Parma. Lasciò Bruxelles l’11 novembre 1592 e morì ad Arras il 2 dicembre. Le sue spoglie furono inizialmente sepolte a Parma accanto alla tomba della moglie e in seguito trasferite nella cripta della basilica della Madonna della Steccata. Un esame condotto nel 2020 concluse che era morto di polmonite. I contemporanei e gli storici successivi celebrarono Farnese come stratega, diplomatico e comandante eccezionale. Guidò eserciti composti da spagnoli, italiani, tedeschi e valloni, unendo abilità militare e flessibilità politica. Sotto il suo comando la Spagna ottenne i maggiori successi della propria storia nella guerra degli ottant’anni. Anche gli avversari protestanti ne apprezzavano il carisma e la lealtà verso i vinti. Il suo principale rivale fu considerato Maurizio d’Orange. Il nome di Farnese è ricordato, tra l’altro, nel moderno reggimento spagnolo Tercio Alejandro Farnesio n. 4.

Fonte: Alexander Farnese, Duke of Parma (en, 1368728302). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0