Persona

Maximilian Heinrich von Bayern

Trova una connessione con un’altra persona

Nascita

Nessuna data di nascita verificata disponibile.

Morte

Nessuna data di morte verificata disponibile.

Ritratto di Maximilian Heinrich von Bayern
Dettagli dell’immagine

Maximilian Heinrich von Bayern

Fonte dell’immagine: File:Maximilian Heinrich von Bayern.jpg · Licenza: Public domain

Ridimensionata per la presentazione.

Biografia

Massimiliano Enrico di Baviera nacque a Monaco nel 1621, come membro del ramo bavarese della casa dei Wittelsbach, e morì a Bonn nel 1688. Era figlio del duca bavarese Alberto VI e della principessa Mechthildis di Leuchtenberg. Tra i suoi fratelli vi era Alberto Sigismondo, che in seguito divenne vescovo di Ratisbona e Frisinga. Massimiliano Enrico era inoltre imparentato con diversi importanti principi ecclesiastici e secolari. Suo zio Ferdinando era elettore e arcivescovo di Colonia; alla sua morte, nel 1650, Massimiliano Enrico ne assunse le cariche. Un altro suo parente era Franz Wilhelm von Wartenberg, il cui sostegno favorì notevolmente la sua ascesa ecclesiastica. Fin dalla nascita Massimiliano Enrico fu destinato alla carriera ecclesiastica. Già da bambino ricevette numerosi incarichi remunerativi nei capitoli di cattedrali e collegiate, tra cui quelli di Colonia, Costanza, Strasburgo, Halberstadt, Bressanone, Salisburgo, Münster, Hildesheim e Liegi. La sua educazione fu affidata a precettori gesuiti presso la corte del padre. Dal 1637 soggiornò alla corte dello zio a Colonia e divenne prevosto della chiesa abbaziale di San Gereone. Frequentò il Gymnasium Tricoronatum e l’Università di Colonia. Tra il 1643 e il 1649 studiò teologia a Lovanio; nel 1649 fu nominato decano del duomo di Liegi. Wartenberg gli procurò presto diversi incarichi con diritto di successione. Massimiliano Enrico divenne coadiutore del vescovato di Hildesheim nel 1633, dell’arcidiocesi di Colonia nel 1642 e del vescovato di Liegi nel 1649. Dopo la morte dello zio Ferdinando, nel 1650, fu eletto arcivescovo ed elettore di Colonia, nonché principe-vescovo di Liegi e Hildesheim. Fu inoltre nominato principe-prevosto di Berchtesgaden. Nel 1657 assunse la guida dell’abbazia imperiale di Stablo-Malmedy, dopo esserne stato coadiutore, ma cedette in seguito l’incarico a Franz Egon von Fürstenberg. Non riuscì a ottenere gli altri seggi episcopali di Frisinga e Paderborn, a causa dell’opposizione della Curia romana. Nel 1683 fu eletto principe secolare del principato vescovile di Münster. Poiché il papa non confermò la sua investitura ecclesiastica, non divenne tuttavia vescovo. Sebbene ricoprisse numerosi incarichi di governo secolare, Massimiliano Enrico sentiva sinceramente di essere chiamato alla vita ecclesiastica. Ricevette le ordinazioni che gli mancavano: nel settembre 1651 fu ordinato sacerdote e nel mese successivo, nel duomo di Bonn, ricevette la consacrazione episcopale dal nunzio apostolico Fabio Chigi, il futuro papa Alessandro VII. Fu così il primo arcivescovo di Colonia, dopo molto tempo, a essere effettivamente consacrato vescovo. Sul piano della politica ecclesiastica, Massimiliano Enrico fu un deciso esponente della Controriforma e sostenne le riforme stabilite dal concilio di Trento. Fino al 1682 fece convocare regolarmente sinodi diocesani e, insieme al vescovo Georg Pauli-Stravius, elaborò statuti sinodali vincolanti. Queste norme determinarono per lungo tempo la vita quotidiana della Chiesa di Colonia, regolando l’attività del clero, i matrimoni, la pratica religiosa e l’introduzione del rito romano rinnovato. Limitò inoltre il potere degli arcidiaconi. Si appoggiò soprattutto ai francescani e ai gesuiti, sostenendo le missioni gesuitiche, autorizzando l’insediamento dei minori a Brilon e facendo trasferire da Soest a Werl un’immagine della Vergine Maria, grazie alla quale la città si sviluppò come luogo di pellegrinaggio. Nel 1673 fu fondato a Bonn il primo ginnasio gesuita. Massimiliano Enrico si interessò anche all’arredamento del duomo di Colonia. Il progetto di proseguirne la costruzione non fu realizzato, ma egli finanziò la decorazione degli interni, l’ampliamento del tesoro della cattedrale e la ristrutturazione della cappella dei Magi. Allo stesso tempo si oppose con decisione alla crescente influenza della Curia romana e del nunzio apostolico residente a Colonia. Nel 1660 progettò persino la convocazione di un’assemblea ecclesiastica nazionale tedesca, che tuttavia non ebbe luogo. Nella politica imperiale Massimiliano Enrico si affidò molto ai suoi consiglieri, soprattutto ai fratelli Franz Egon e Wilhelm Egon von Fürstenberg e al cancelliere Peter von Buschmann. Essi sostenevano una linea coerentemente favorevole alla Francia. In occasione dell’elezione regia del 1654, Massimiliano Enrico appoggiò inizialmente il candidato asburgico, ma in seguito si avvicinò alla Francia. Nel 1658 aderì alla Lega renana e sostenne, nell’elezione imperiale, l’elettore bavarese Ferdinando Maria, candidato di Luigi XIV. Più tardi passò dalla parte dell’imperatore Leopoldo I, dopo aver ottenuto concessioni riguardo alla posizione dell’elettore di Colonia. In trattati segreti del 1666, 1671 e 1672, Colonia ricevette finanziamenti francesi e si impegnò in cambio a fornire truppe. La guerra franco-olandese del 1672 si trasformò tuttavia in una catastrofe per i suoi territori. Le terre dell’elettorato divennero teatro di guerra, mentre città e fortezze furono conquistate o devastate. Bonn fu occupata dalle truppe imperiali nel 1673, costringendo Massimiliano Enrico a fuggire a Colonia. Nel 1674 dovette concludere la pace con gli olandesi. Nonostante ciò mantenne il suo orientamento filofrancese, anche se il principato vescovile di Liegi era minacciato dalla politica espansionistica francese. Come sovrano territoriale, Massimiliano Enrico cercò di risanare le finanze di Colonia, fortemente indebitate. Fino al 1672 furono rimborsati alcuni debiti, riscattati beni dati in pegno e restaurati castelli e fortificazioni danneggiati. Emanò numerose leggi sulla giustizia, sull’attività mineraria, sulla riscossione delle imposte e contro i duelli. Un’ampia misurazione del territorio costituì per decenni la base del sistema fiscale. Tuttavia non riuscì a imporre la propria pretesa di sovranità sulla città imperiale libera di Colonia. Anche nel ducato di Westfalia regolamentò l’amministrazione, le scuole, i dazi e la protezione antincendio. Favorì Brilon, Arnsberg e altri centri, fece ricostruire il castello di Arnsberg, distrutto durante la guerra dei Trent’anni, e fece edificare il castello di caccia di Hirschberg. Nei rapporti con gli Stati territoriali dovette spesso negoziare, poiché essi godevano di diritti consolidati. A Liegi, invece, governò in modo sempre più autoritario. Represse con la forza le rivolte e fece costruire una cittadella. Dopo la sua distruzione scoppiarono nuove insurrezioni, definitivamente soffocate con la forza militare nel 1684. Hildesheim fu amministrata in gran parte a distanza; Massimiliano Enrico cercò al tempo stesso di rafforzarvi la Chiesa cattolica. Massimiliano Enrico era un uomo riservato e diffidente, divenuto sempre più malinconico con l’età. Dal 1673 al 1683 visse per periodi nel monastero di San Pantaleone a Colonia, dedicandosi a esercizi spirituali ed esperimenti alchemici. Coltivava inoltre una grande passione per la raccolta di gioielli, pietre preziose e medaglie e si occupava personalmente del taglio dei diamanti. La questione della successione sfociò infine in un grave conflitto. Massimiliano Enrico designò Wilhelm Egon von Fürstenberg come suo coadiutore, sebbene anche il parente Joseph Clemens di Baviera avanzasse pretese. Dopo la morte di Massimiliano Enrico a Bonn, nel giugno 1688, il capitolo della cattedrale elesse inizialmente Fürstenberg a maggioranza. L’imperatore Leopoldo I e papa Innocenzo XI dichiararono tuttavia nulla la sua elezione e riconobbero Joseph Clemens come arcivescovo. La Francia sostenne Fürstenberg militarmente, facendo degenerare il conflitto per la successione di Colonia nella guerra della Lega di Augusta. Joseph Clemens riuscì a insediarsi solo un anno più tardi, con l’aiuto delle truppe imperiali e olandesi. Massimiliano Enrico fu sepolto nel duomo di Colonia, vicino alla cappella dei Magi.

Fonte: Miksa Henrik kölni hercegérsek (hu, 29067268). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0

Genitori

Figli

Nessuna relazione con figli verificata disponibile.

Partner

Nessuna unione verificata disponibile.