Persona

Maria von Burgund

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Nascita

  1. 13.02.1457

Morte

  1. 27.03.1482

Ritratto di Maria von Burgund
Dettagli dell’immagine

Mary of Burgundy title QS:P1476,en:"Mary of Burgundy " label QS:Len,"Mary of Burgundy " label QS:Lde,"Maria von Burgund"

Possibly Michael Pacher

Web Gallery of Art : Image Info about artwork wga QS:P11807,"es-e.html?/html/p/pacher/various/4mary"

Fonte dell’immagine: File:Mary of burgundy pocher.jpg · Licenza: Public domain

Ridimensionata per la presentazione.

Biografia

Maria di Borgogna (13 febbraio 1457 – 27 marzo 1482), conosciuta ai suoi tempi anche come “la Ricca”, apparteneva alla casata dei Valois-Borgogna. Unica figlia di Carlo il Temerario e Isabella di Borbone, divenne erede di uno dei più ricchi e potenti complessi territoriali d’Europa. Dopo la morte del padre governò, dal 1477 al 1482, per diritto proprio su gran parte dei Paesi Bassi borgognoni. La sua breve vita fu segnata dalla contesa tra Francia, Borgogna e casa d’Asburgo e contribuì a porre le basi della rivalità franco-asburgica, destinata a durare per secoli. Maria nacque nel palazzo ducale di Coudenberg, a Bruxelles. Il suo padrino fu il delfino di Francia Luigi, che allora viveva in esilio nei territori borgognoni. Egli le diede il nome di sua madre, Maria d’Angiò. Mentre suo nonno, Filippo il Buono, attribuì poca importanza alla nascita di una nipote, sua nonna Isabella del Portogallo fu felice per la nascita della bambina. L’educazione di Maria fu affidata alla zia illegittima Anna; Jeanne de Clito fu nominata sua governante e in seguito rimase una sua stretta amica e una delle sue compagne più assidue. Quando Filippo il Buono morì nel 1467, Carlo il Temerario assunse il governo dello Stato borgognone. Poiché allora non aveva figli maschi viventi, Maria divenne la sua erede designata. I domini paterni comprendevano, tra gli altri, il ducato e la contea palatina di Borgogna, oltre a vaste parti degli attuali Paesi Bassi e del Belgio. Per questo motivo la sua mano era ambita da numerosi principi. Già all’età di cinque anni fu indicata come possibile sposa del futuro re Ferdinando II d’Aragona. Tra gli altri pretendenti vi furono Carlo, duca di Berry, Nicola di Lorena e Giorgio Plantageneto, duca di Clarence. I progetti matrimoniali fallirono però per opposizioni politiche o per la morte dei singoli candidati. Il 5 gennaio 1477 Carlo il Temerario cadde nella battaglia di Nancy. Maria aveva allora diciannove anni e gli succedette immediatamente. La sua eredità comprendeva, oltre alla Borgogna, i ducati di Brabante, Limburgo e Lussemburgo, nonché le contee di Fiandra, Olanda, Hainaut, Namur e altri territori. Il re di Francia Luigi XI approfittò della morte del suo avversario per impadronirsi di ampie parti dei possedimenti borgognoni. Occupò non solo il ducato di Borgogna e la contea palatina, ma anche Artois, Piccardia e altre terre. Da questa situazione ebbe origine la guerra di successione borgognona. Maria esortò i suoi sudditi a rimanere fedeli alla casa di Borgogna. Ad Arras, i cittadini rifiutarono di sottomettersi al re di Francia finché Maria non avesse dato il proprio consenso. Luigi XI reagì con estrema durezza. Diciotto cittadini che avevano tentato di recarsi da Maria furono decapitati; in seguito il re fece espellere numerosi abitanti e ribattezzò la città Franchise. Il re di Francia cercò contemporaneamente di costringere Maria a sposare suo figlio, il futuro Carlo VIII. Le trattative fallirono perché Luigi XI pretendeva ampie cessioni territoriali in cambio del matrimonio. Dopo aver consegnato ai cittadini di Gand alcune lettere segrete di Maria, furono catturati due dei suoi consiglieri più influenti, il cancelliere Hugonet e il signore di Humbercourt. Nonostante le suppliche di Maria, furono giustiziati il 3 aprile 1477. Anche altri consiglieri furono arrestati. Sotto la pressione delle città, il 10 febbraio 1477 Maria dovette firmare a Gand il cosiddetto Grande Privilegio. La carta restituiva alle province e alle città di Fiandra, Brabante, Hainaut e Olanda numerosi diritti locali e comunali. Le misure centralizzatrici dei suoi predecessori furono in parte revocate, il Parlamento di Mechelen venne abolito e fu rafforzato il ruolo politico delle singole province. Maria non poteva dichiarare guerra, concludere la pace o imporre tasse senza il loro consenso. Inoltre, gli incarichi pubblici dovevano essere affidati a residenti locali e l’olandese fu stabilito come lingua degli Stati Generali riuniti. Per consolidare la propria posizione nei confronti della Francia, Maria scelse l’arciduca Massimiliano d’Austria, figlio dell’imperatore Federico III. I due erano imparentati e si sposarono a Gand il 19 agosto 1477. Massimiliano divenne coreggente di Maria, ma all’interno dei suoi territori ella mantenne la preminenza politica. Il matrimonio unì la Borgogna alla casa d’Asburgo e modificò durevolmente gli equilibri di potere europei. In un primo periodo la coppia condusse una vita molto affettuosa e intima. Entrambi amavano la danza, la musica, la caccia e gli animali. Leggevano insieme romanzi cavallereschi, condividevano gli appartamenti e tenevano persino falchi e un cane nei loro ambienti privati. Maria cercò di insegnare a Massimiliano a pattinare sul ghiaccio, ma senza grande successo. Si occupava personalmente dei figli, faceva predisporre i menù e coltivava rapporti con i mercanti. Inizialmente i coniugi comunicavano in latino. Sul piano militare, Massimiliano assunse presto la guida della lotta contro la Francia. La situazione era tuttavia difficile: molti comandanti borgognoni erano passati ai francesi, la sconfitta di Carlo il Temerario aveva dissestato le finanze dello Stato e gli Stati provinciali erano restii a fornire nuove risorse. Maria dovette impegnare parte dei propri oggetti preziosi e concedere ulteriori privilegi alle province. Ciononostante, nel 1478 e nel 1479 Massimiliano riuscì a riconquistare Le Quesnoy, Condé e Antoing e a sconfiggere le truppe francesi a Guinegate. Il ducato di Borgogna rimase però in mano francese. Nonostante le tensioni militari, i sudditi consideravano Maria una sovrana legittima e energica. Nelle rappresentazioni ufficiali appariva spesso a cavallo e con un falcone, mentre Massimiliano, armato, stava dietro di lei. Maria fungeva da mediatrice tra il principe di lingua tedesca e le città dei Paesi Bassi e partecipava alle assemblee in cui si dovevano raccogliere fondi per il governo. I resoconti dell’epoca la descrivono come una donna politicamente sicura di sé, capace di imporre la propria volontà e di influenzare le decisioni di Massimiliano. Allo stesso tempo, cercò di ottenere sostegno attraverso pubbliche manifestazioni di devozione religiosa. Negli ultimi anni del suo governo aumentarono le tensioni interne. L’assassinio di Jan van Dadizeele, nell’ottobre 1481, provocò accuse contro Massimiliano e uno dei suoi consiglieri. Maria scelse infine di graziare e difendere il presunto responsabile, Frederik van Horn. Questa decisione contribuì in seguito alle rivolte fiamminghe contro Massimiliano. La vita di Maria terminò in seguito a un incidente a cavallo. Nella primavera del 1482 partecipò a una battuta di caccia con il falcone nei pressi del castello di Wijnendale, quando il suo cavallo inciampò e la gettò in un fossato. L’animale le cadde addosso e le spezzò la schiena. Maria morì il 27 marzo per le ferite interne; era incinta. Il 3 aprile fu sepolta nella chiesa di Nostra Signora a Bruges. Nel testamento aveva regolato la successione dei figli. Suo figlio Filippo il Bello ereditò i suoi territori sotto la tutela del padre, mentre la figlia Margherita contrasse in seguito matrimoni politicamente importanti. Un altro figlio, Francesco, morì ancora neonato. Dopo la morte di Maria, la Francia riprese la guerra contro Massimiliano. Con il trattato di Arras del 1482, egli dovette cedere temporaneamente alla Francia la contea palatina di Borgogna e l’Artois; il trattato di Senlis del 1493 riportò poi in parte questi territori sotto il controllo borgognone. Il matrimonio di Maria diede origine a un legame che avrebbe infine coinvolto la Borgogna nei conflitti della Francia con la Spagna e il Sacro Romano Impero. In seguito Maria fu idealizzata nell’arte e nella memoria storica. Il falcone, il cavallo e il legame con la Vergine Maria divennero elementi centrali della sua rappresentazione. Massimiliano la fece spesso raffigurare come una figura devota, ricca e quasi imperiale, mentre nella sua epoca era vista soprattutto come una sovrana attiva. Nel XIX secolo divenne in Belgio un simbolo del passato borgognone. Nel 2019 fu inserita nel Canone dei Paesi Bassi, riconoscendo il ruolo del suo matrimonio asburgico e del suo governo conciliante nel plasmare la storia successiva dei Paesi Bassi.

Fonte: Mary of Burgundy (en, 1367424074). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0