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Maria Magdalena von Österreich

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Ritratto di Maria Magdalena von Österreich
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Justus Sustermans 030

Workshop of Justus Sustermans

2. https://www.meisterdrucke.es/impresion-art%C3%ADstica/Justus-Sustermans/700911/Retrato-de-la-archiduquesa-Mar%C3%ADa-Magdalena-de-Austria,-siglo-XVII..html 1. https://www.kunstkopie.ch/a/susterman-justus/maria-magdalena-von-oeste.html

Fonte dell’immagine: File:Justus Sustermans 030.jpg · Licenza: Public domain

Ridimensionata per la presentazione.

Biografia

Maria Maddalena d’Austria nacque il 7 ottobre 1589 a Graz, quattordicesima figlia dell’arciduca d’Austria Carlo II e della principessa bavarese Maria Anna. Apparteneva alla famiglia degli Asburgo ed era legata, sia per parte paterna sia per parte materna, a importanti dinastie regnanti europee. Suo padre, convinto sostenitore della Controriforma, morì quando Maria Maddalena aveva appena tre anni. Da allora fu la madre a occuparsi della sua educazione. I contemporanei la descrissero sicura di sé e orgogliosa delle proprie origini. Aveva una corporatura robusta, un carattere vivace e amava le solenni cerimonie religiose, la caccia e la buona tavola. All’inizio del XVII secolo la casa dei Medici cercò di stabilire un’adeguata alleanza matrimoniale con gli Asburgo. Ferdinando I, granduca di Toscana, desiderava rafforzare i rapporti con la Spagna e, al tempo stesso, limitare l’influenza francese. Dopo lunghe trattative, la scelta cadde su Maria Maddalena. Il 28 giugno 1608 fu firmato a Madrid il contratto matrimoniale. Maria Maddalena ricevette una dote pari a quella concessa in precedenza alla sorella Costanza, divenuta nel frattempo regina di Polonia e granduchessa di Lituania. Il matrimonio per procura fu celebrato a Graz il 14 settembre 1608. A rappresentare lo sposo fu Paolo Giordano II Orsini, duca di Bracciano. Pochi giorni dopo Maria Maddalena partì per Firenze accompagnata dal fratello Massimiliano e da una numerosa corte. Il 18 ottobre fece il suo ingresso solenne nella capitale della Toscana. Dopo la cerimonia nuziale nel duomo di Firenze, i festeggiamenti proseguirono a Palazzo Pitti. Il marito Cosimo, principe ereditario di Toscana, divenne pochi mesi dopo, in seguito alla morte del padre il 7 febbraio 1609, granduca con il nome di Cosimo II. Maria Maddalena assunse allora il titolo di granduchessa di Toscana. Nonostante la salute cagionevole di Cosimo, il matrimonio fu felice. I coniugi si trattavano con rispetto e arrivarono persino a sviluppare un rapporto di amicizia. Ebbero insieme otto figli, cinque maschi e tre femmine. Tra loro vi furono il futuro granduca Ferdinando II, il cardinale Giovanni Carlo, Mattia, che in seguito governò Siena, e Leopoldo, anch’egli cardinale. Due delle figlie furono unite da matrimoni dinastici alle case Gonzaga e Farnese; un’altra sposò un arciduca della casa d’Asburgo. Dopo la nascita del secondo figlio, Maria Maddalena accrebbe progressivamente la propria influenza politica. Imparò perfettamente la lingua italiana, consigliò il marito negli affari di Stato e ottenne il diritto di partecipare alle riunioni del Consiglio di Stato. Questo organismo esaminava, tra l’altro, le suppliche dei sudditi e svolgeva le funzioni di corte suprema. In politica estera Maria Maddalena sostenne un più stretto legame della Toscana con la Spagna e con il Sacro Romano Impero. Anche i matrimoni delle figlie Caterina e Claudia con sovrani delle case Gonzaga e della Rovere furono in larga misura frutto dei suoi sforzi. La sua religiosità influenzò profondamente la vita pubblica e culturale della corte fiorentina. Sotto la sua influenza aumentò il peso della Santa Sede in Toscana. Maria Maddalena sostenne gli ordini religiosi e il clero e appoggiò la canonizzazione di Maria Maddalena de’ Pazzi, carmelitana di un convento fiorentino. La sua passione per le reliquie portò alla creazione di una cappella apposita a Palazzo Pitti. Insieme al marito compì inoltre numerosi pellegrinaggi presso i santuari della penisola italiana. Lasciò tracce importanti anche come committente di opere architettoniche. A Firenze fece costruire il palazzo della Crocetta e ristrutturare profondamente una villa più antica nei pressi di Arcetri. In onore delle proprie origini la ribattezzò Villa Poggio Imperiale; i lavori furono diretti dall’architetto toscano Giulio Parigi. Maria Maddalena trascorreva molto tempo nella villa, dove venivano organizzate battute di caccia, battute di pesca e rappresentazioni teatrali e musicali. Conosceva Galileo Galilei e, dopo la morte del marito, lo chiamò come maestro dei propri figli. Durante la sua permanenza a corte, la residenza dei granduchi di Toscana divenne un centro particolarmente fastoso e ricco di cerimonie. Cosimo II morì prematuramente il 28 febbraio 1621. In base al suo testamento, Maria Maddalena fu nominata, insieme alla suocera Cristina di Lorena, tutrice dei figli e reggente della Toscana. Fino alla maggiore età del figlio maggiore avrebbe dovuto governare il paese insieme alla suocera e al Consiglio di Stato. Nel 1628 fu istituito un Consiglio di reggenza, che si divise presto in due fazioni, ciascuna guidata da una delle due granduchesse vedove. Maria Maddalena ricevette inoltre una pensione annua di 30.000 scudi, nonché le città di San Miniato e Colle di Val d’Elsa con i relativi territori, i cui proventi ammontavano ad altri 10.000 scudi. Durante la reggenza aumentarono le spese per le cerimonie solenni e per le opere di beneficenza. Maria Maddalena continuò a sostenere le arti, ma nel 1626 emanò un provvedimento che vietava ai sudditi di studiare fuori dalla Toscana. Nel 1627 accompagnò, insieme alla suocera, il giovane granduca in un viaggio presso le corti d’Europa. In un memoriale indirizzato nel 1629 al figlio Mattia, espose la propria idea di una vita adeguata al suo rango: egli avrebbe dovuto apprendere prudenza e buon senso dai gesuiti, partecipare regolarmente alle cerimonie religiose e frequentare esclusivamente persone della propria condizione. Durante la sua reggenza l’influenza politica della Toscana tra gli Stati italiani cominciò a declinare. Dopo l’estinzione della casa della Rovere, il ducato di Urbino, contrariamente alle aspettative toscane, non passò alla Toscana, ma fu incorporato nello Stato della Chiesa per pressione di papa Urbano VIII. Su richiesta di Maria Maddalena, papa Gregorio XV istituì a San Miniato una sede vescovile. Nel settembre 1631 Maria Maddalena partì per Vienna nonostante un’epidemia di peste, dopo essere stata invitata dal fratello, l’imperatore Ferdinando II. Era accompagnata dai figli Mattia e Francesco, che intendeva destinare al servizio imperiale. Dopo una sosta a Innsbruck presso il fratello Leopoldo V, si ammalò gravemente durante una fermata a Passau, nella notte tra il 30 e il 31 ottobre. Morì lì, all’età di 42 anni, a causa di un edema polmonare. Il suo corpo imbalsamato fu trasferito a Firenze soltanto il 13 dicembre e sepolto nella cappella dei Medici della basilica di San Lorenzo.

Fonte: Мария Магдалина Австрийская (ru, 152509906). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0