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Ladislaus Postumus

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Nascita

  1. 22.02.1440

Morte

  1. 23.11.1457

Ritratto di Ladislaus Postumus
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Ladislaus Postumus

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Fonte dell’immagine: File:Ladislaus Postumus.jpg · Licenza: Public domain

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Biografia

Ladislao V Postumo, chiamato anche Ladislao Pohrobek, nacque il 22 febbraio 1440 a Komárno e morì il 23 novembre 1457 a Praga. Fu arciduca d’Austria, re d’Ungheria e re di Boemia della casa d’Asburgo. Ricevette il soprannome «Postumo» perché nacque quattro mesi dopo la morte del padre, Alberto II. Ladislao era figlio di Alberto II ed Elisabetta di Lussemburgo. Suo padre aveva governato diversi territori dell’Europa centrale e nel 1438 era stato eletto re d’Ungheria e di Boemia nonché re dei Romani. Durante una spedizione contro gli Ottomani, tuttavia, Alberto si ammalò e morì il 27 ottobre 1439 nei pressi di Raab, colpito dalla dissenteria. Lasciò la moglie incinta e due figlie; un altro figlio era già morto in tenera età. Già prima della nascita, Ladislao era considerato il possibile erede dei possedimenti asburgici. In Ungheria, però, molti nobili volevano un sovrano adulto, capace di guidare il paese nella lotta contro gli Ottomani. Per questo offrirono inizialmente il trono ungherese al re di Polonia Ladislao III Jagellone. Elisabetta ritirò allora il proprio consenso. Una dama di corte rubò la Corona di Santo Stefano dalla fortezza di Visegrád e il 15 maggio 1440 il piccolo Ladislao fu incoronato re d’Ungheria a Székesfehérvár. Il suo regno fu tuttavia contestato immediatamente. Ladislao III giunse in Ungheria e nel luglio 1440 si fece incoronare a sua volta re, sebbene con una corona sostitutiva. La Dieta ungherese dichiarò invalida l’incoronazione del bambino, stabilendo al tempo stesso che l’approvazione della Dieta fosse più importante della sola Corona di Santo Stefano. La disputa dinastica provocò una lunga guerra civile tra i sostenitori degli Asburgo e quelli degli Jagelloni. La fazione di Ladislao era appoggiata da Elisabetta, da potenti magnati, da diverse città e dal comandante mercenario boemo Giovanni Giskra. Giskra instaurò un forte dominio nell’Ungheria settentrionale. I sostenitori di Ladislao III conquistarono invece soprattutto influenza nell’Ungheria centrale e meridionale. Dopo la fuga di Elisabetta a Vienna, Ladislao fu affidato alla protezione del duca asburgico Federico III, che in seguito sarebbe diventato imperatore del Sacro Romano Impero. Federico tenne sotto il proprio controllo il giovane re, la Corona di Santo Stefano e diverse città ungheresi. Ladislao rimase così il legittimo erede dell’Ungheria, ma non poté governare personalmente. Dopo la morte di Ladislao III nella battaglia di Varna contro gli Ottomani, nel novembre 1444, gli Stati ungheresi riconobbero in linea di principio Ladislao come re, chiedendone però il ritorno. Federico si rifiutò di consegnarlo e nel 1446 la Dieta elesse Giovanni Hunyadi governatore e reggente di fatto dell’Ungheria. Hunyadi era un importante condottiero e, grazie ai successi contro gli Ottomani e contro i sostenitori di Ladislao, divenne una delle personalità più potenti del paese. La sua posizione rimase contestata, poiché signori regionali come Giskra e Ulrico II di Cilli agivano in larga misura autonomamente. Le campagne di Hunyadi contro Giskra non ebbero successo. Anche un attacco contro gli Ottomani si concluse nel 1448 con una sconfitta nella battaglia del Kosovo. Nonostante ciò, durante la minore età di Ladislao Hunyadi dominò la politica ungherese. Nel 1452 una rivolta in Austria costrinse Federico III a consegnare il giovane re a Ulrico II di Cilli. Ladislao poté così tornare in Boemia e in Ungheria. In Boemia fu incoronato re a Praga il 28 ottobre 1453. Il governo effettivo rimase però inizialmente nelle mani di Giorgio di Podebrady, un nobile boemo influente e hussita moderato. Sotto la sua guida furono riorganizzati i tribunali e i possedimenti reali, mentre venne ristabilita la supremazia boema sulla Moravia, sulla Slesia e sulle Lusazie. Anche in Ungheria Ladislao cercò di riconciliare i gruppi contrapposti. Concesse l’amnistia a coloro che dal 1440 avevano combattuto contro di lui, confermò a molti magnati i loro possedimenti e rinnovò gli organi dell’amministrazione e della giustizia regia. Hunyadi perse l’incarico di governatore, ma rimase comandante supremo dell’esercito e conservò ampie entrate e proprietà. Tra lui e un gruppo di magnati guidato da Ulrico di Cilli, Ladislao Garai e Nicola Újlaki si sviluppò tuttavia una nuova lotta per il potere. La principale minaccia alla politica estera rimaneva l’Impero ottomano. Quando il sultano Maometto II intensificò gli attacchi contro la Serbia e le regioni di confine ungheresi, in Ungheria furono approvate ampie misure difensive. Re Ladislao sosteneva la guerra contro gli Ottomani, mentre Hunyadi mirava piuttosto a prolungare la tregua. Nel 1454 Hunyadi sconfisse le truppe ottomane presso Kruševac. Nel 1455, tuttavia, cadde Novo Brdo e vaste parti dei territori del despota serbo Đurađ Branković passarono sotto il controllo ottomano. Il momento culminante della lotta fu la difesa di Belgrado nell’estate del 1456. Il sultano Maometto II assediò la città con un grande esercito. Ladislao fuggì dall’Ungheria a Vienna, mentre Giovanni Hunyadi e il predicatore Giovanni da Capestrano giunsero con le loro truppe in aiuto dei difensori. Dopo quasi tre settimane, l’attacco ottomano fu respinto il 22 luglio. La vittoria suscitò grande entusiasmo in Europa, ma Hunyadi morì di peste a Zemun l’11 agosto. Dopo la morte di Hunyadi, suo figlio maggiore Ladislao Hunyadi entrò in aperto conflitto con Ulrico di Cilli. Durante un soggiorno a Belgrado, Cilli fu ucciso il 9 novembre 1456 dai sostenitori di Hunyadi; il re, che si trovava anch’egli in città, fu temporaneamente fatto prigioniero. Ladislao V promise inizialmente di non vendicarsi, ma nel marzo 1457 fece arrestare Ladislao Hunyadi con l’accusa di cospirazione e lo fece giustiziare il 16 marzo a Buda. Il fratello minore Mattia rimase prigioniero del re. L’esecuzione provocò una nuova rivolta. Il 25 maggio 1457 Ladislao lasciò l’Ungheria e portò con sé Mattia Hunyadi a Praga. Qui si preparò a sposare Maddalena di Valois, figlia del re di Francia Carlo VII. Prima delle nozze, tuttavia, morì improvvisamente all’età di diciassette anni. I contemporanei ipotizzarono che fosse stato avvelenato o che fosse morto di peste; esami successivi del suo scheletro indicarono invece la leucemia. Ladislao fu sepolto nella cattedrale di San Vito a Praga. Poiché non ebbe discendenti legittimi, con lui si estinse un ramo della dinastia asburgica. Dopo la sua morte, in Ungheria fu eletto re Mattia Corvino e in Boemia Giorgio di Podebrady.

Fonte: Ладислав V Посмрче (sr, 30407285). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0

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