Biografia
Isabella del Portogallo nacque il 24 ottobre 1503 a Lisbona, figlia del re Manuele I del Portogallo e della sua seconda moglie, Maria d’Aragona. Era la seconda figlia e la maggiore delle figlie della coppia reale. Fino alla nascita del fratello Luís, nel 1506, fu considerata la seconda nella linea di successione al trono portoghese. La sua educazione si svolse sotto la supervisione della governante Elvira de Mendoza. Isabella studiò matematica, i classici del Rinascimento, latino, spagnolo e francese, oltre alle buone maniere di corte e alla dottrina cristiana. Dopo la morte della madre, avvenuta quando aveva quattordici anni, ereditò insieme alla sorella Beatrice i suoi possedimenti e le rendite di Viseu e Torres Vedras.
In quanto figlia maggiore di Manuele I, Isabella era una candidata al matrimonio particolarmente ambita. Per il Portogallo e la Spagna, un’unione con il cugino di primo grado Carlo, figlio di Giovanna I di Castiglia e di Filippo di Borgogna, rappresentava un’opportunità vantaggiosa. Un simile matrimonio avrebbe rafforzato l’alleanza tra i due regni e avvicinato la potenza marittima portoghese alla Spagna. Avrebbe inoltre consolidato la posizione politica di Carlo in Europa. Inizialmente, tuttavia, Carlo mostrò scarso interesse per il matrimonio. Nel 1518 fece sposare sua sorella Eleonora con il padre vedovo di Isabella e in seguito rivolse la propria attenzione a un’alleanza con l’Inghilterra. Nel 1521 si fidanzò con Maria Tudor, figlia di Enrico VIII e di Caterina d’Aragona.
In Portogallo, il rifiuto dell’Infanta fu vissuto come un’offesa. Isabella rimase comunque determinata a sposare Carlo oppure a entrare in convento. Quando, alcuni anni dopo, Carlo abbandonò l’alleanza inglese e cominciò a desiderare con urgenza degli eredi legittimi, riprese in considerazione il matrimonio con Isabella. Lei aveva soltanto tre anni meno di lui, parlava fluentemente spagnolo e portava una cospicua dote di 900.000 cruzados portoghesi, che poteva contribuire a risanare le finanze di Carlo, gravate dalle guerre d’Italia. Dopo aver ottenuto la dispensa papale necessaria per il matrimonio tra cugini di primo grado, nel 1525 fu raggiunto l’accordo nuziale. Allo stesso tempo, il fratello di Isabella, Giovanni III, avrebbe sposato Caterina d’Austria, la sorella minore di Carlo.
Nel gennaio 1526 Isabella si recò in Spagna. Il suo matrimonio con Carlo fu celebrato l’11 marzo, poco dopo la mezzanotte, nell’Alcázar di Siviglia. Sebbene l’unione avesse soprattutto finalità politiche, tra i due si sviluppò un rapporto personale molto stretto. Carlo rimase accanto a Isabella più a lungo di quanto avesse inizialmente previsto e i coniugi trascorsero diversi mesi all’Alhambra di Granada. Qui Carlo fece piantare i semi di un fiore persiano allora sconosciuto in Spagna. Le piante che ne nacquero produssero garofani rossi, che piacquero talmente a Isabella da indurlo a farne piantare molti altri in suo onore.
La vita insieme fu però segnata dalle frequenti e lunghe assenze di Carlo. Tra l’altro, egli lasciò la Spagna dal 1529 all’aprile 1533 e nuovamente dal dicembre 1536. Anche dopo un breve ritorno nel 1538, ripartì poco dopo. Isabella rimase in Spagna con i figli. Come desideravano i nobili castigliani, i bambini furono cresciuti nel paese; Isabella ne seguì l’educazione e insegnò loro il portoghese. Scriveva regolarmente al marito, ma spesso trascorrevano mesi senza che ricevesse risposta.
Durante le assenze di Carlo, Isabella assunse la reggenza della Spagna. Governò il paese dal 1529 al 1533 e nuovamente dal 1537 al 1539, mentre Carlo conduceva campagne militari e si occupava degli altri territori sottoposti al suo dominio. Isabella partecipava alle riunioni dei consigli di governo, si consultava con i ministri e acquisì un’influenza sempre maggiore sulle decisioni politiche. Non si limitava ad accettare le raccomandazioni ricevute, ma proponeva soluzioni proprie. Attraverso una corrispondenza regolare informava Carlo degli sviluppi politici, militari e finanziari e riceveva da lui istruzioni sugli affari dell’Impero. Carlo considerava le sue riflessioni particolarmente prudenti e ben ponderate.
In qualità di reggente, Isabella presiedeva i consigli reali, firmava i decreti in nome del re, supervisionava la nomina alle cariche pubbliche e si occupava dell’amministrazione dei territori d’oltremare. Aveva competenze sia civili sia penali e affidò a Diego López de Medrano l’organizzazione e la direzione della casa reale. Il suo governo coordinò inoltre la difesa delle coste mediterranee e atlantiche contro le incursioni dei corsari nordafricani, sostenendo al contempo le campagne di Carlo in Italia e nel Nord Africa. La protezione dei traffici marittimi e l’afflusso di metalli preziosi dalle Americhe rafforzarono le finanze della Corona. Grazie a una gestione finanziaria prudente, Isabella contribuì a preservare la relativa prosperità della Castiglia durante le sue reggenze.
Anche nella politica interna ed estera Isabella difese l’autorità regia, che era stata indebolita dalle precedenti rivolte contro i legami internazionali di Carlo. Si spostava regolarmente tra Toledo, Valladolid, Siviglia, Barcellona e Maiorca. Intervenne inoltre nelle trattative per le alleanze matrimoniali tra le case reali francese e spagnola. Le stava particolarmente a cuore che i suoi figli non fossero costretti a sposare i discendenti, molto più anziani, del re Francesco I di Francia.
Negli ultimi anni Isabella si ammalò ripetutamente. Nel 1539 rimase incinta per la settima volta, ma nel terzo mese di gravidanza fu colpita dalla febbre e subì gravi complicazioni. Diede alla luce un figlio nato morto e morì due settimane dopo, il 1º maggio 1539, all’età di 35 anni. Carlo non era presente al momento della sua morte. La perdita lo sconvolse profondamente. Non riuscì ad accompagnare personalmente il corpo della moglie alla cappella reale di Granada e in seguito si ritirò per due mesi in un monastero. Per il resto della vita vestì di nero e non si risposò.
Isabella e Carlo ebbero sette figli, dei quali tre raggiunsero l’età adulta, tra cui Filippo II di Spagna e Maria, che in seguito divenne imperatrice del Sacro Romano Impero grazie al matrimonio con Massimiliano II. Nel 1574 Filippo fece trasferire il corpo di Isabella nel monastero reale di San Lorenzo de El Escorial. Nel 1654 i suoi resti mortali furono trasferiti insieme a quelli di Carlo nel Pantheon reale dei re.
Anche dopo la morte, Isabella rimase presente nelle arti figurative e nella musica. Carlo fece comporre musiche commemorative e commissionò a Tiziano diversi ritratti postumi della moglie. Portò con sé i dipinti durante i suoi viaggi e li conservò anche dopo il ritiro nel monastero di Yuste. Isabella del Portogallo passò così alla storia sia come imperatrice e regina sia come reggente capace di agire autonomamente.
Fonte: Isabella of Portugal (en, 1371886532). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0