Persona

Irmingard von Bayern

Trova una connessione con un’altra persona

Nascita

  1. 29.05.1923

Morte

  1. 23.10.2010

Ritratto di Irmingard von Bayern
Dettagli dell’immagine

Editha, Hilda, Gabrielle, Irmingard and Sophie with Paula von Bellegarde

Unknown author Unknown author

RTL Today: Royal sisters during WWII – from exile to the concentration camps .

Fonte dell’immagine: File:Editha, Hilda, Gabrielle, Irmingard and Sophie with Paula von Bellegarde.jpg · Licenza: Public domain

Ridimensionata per la presentazione.

Biografia

Irmingard Marie Josepha, principessa di Baviera, nacque il 29 maggio 1923 a Berchtesgaden, seconda dei sei figli dell’ultimo principe ereditario bavarese, Rupprecht di Baviera, e della sua seconda moglie, Antonia di Lussemburgo. Fu battezzata nella collegiata di Berchtesgaden; tra i suoi padrini vi fu il futuro papa Pio XII. La sua infanzia e giovinezza furono strettamente legate alla casa dei Wittelsbach, l’antica famiglia regnante del Regno di Baviera. Irmingard nacque, come le sorelle Hilda e Gabriele, nella residenza estiva della famiglia a Berchtesgaden. Dopo la presa del potere da parte di Adolf Hitler, la famiglia cambiò le proprie abitudini. Poiché anche Hitler aveva stabilito il Berghof a Berchtesgaden e Rupprecht voleva evitare di incontrarlo, i Wittelsbach trascorsero da allora le estati nel castello di Hohenschwangau. Nel frattempo, la famiglia subì una pressione crescente da parte del regime nazionalsocialista, che iniziò a confiscare gradualmente i beni dei Wittelsbach. Il palazzo Wittelsbach di Monaco fu confiscato già all’inizio della dittatura nazista e venne poi utilizzato come quartier generale della Gestapo e come prigione. Con l’inizio della guerra fu confiscato anche il castello di Leutstetten, dove furono alloggiati profughi tedeschi provenienti dalla zona del fronte sulla Saar. Dal 1936, Irmingard, allora tredicenne, frequentò per più di due anni, insieme alla sorella Editha, il collegio del convento del Sacro Cuore a Roehampton, in Inghilterra. L’anno seguente anche Hilda e Gabriele raggiunsero l’Inghilterra. Il fratello Henry vi arrivò nel 1938 e, già all’età di sedici anni, iniziò a studiare all’Università di Oxford. In seguito Irmingard frequentò anche scuole in Belgio e a Padova, in Italia. Trascorse la maggior parte della Seconda guerra mondiale in esilio in Italia. Il re italiano Vittorio Emanuele fece inviare a Monaco il proprio vagone ferroviario privato per permettere alla famiglia di lasciare il paese. Poiché i Wittelsbach non avevano più accesso ai loro beni in Germania, in Italia dipendevano dal sostegno di amici e parenti. Il padre di Irmingard, Rupprecht, riuscì a nascondersi per anni a Firenze per sfuggire ai nazionalsocialisti. Viveva in un appartamento di Palazzo Pecori-Giraldi, messogli a disposizione dal barone bavarese Theodor von Fraunberg e dalla moglie italiana di quest’ultimo. Dopo l’attentato del 20 luglio 1944, il regime sottopose anche Irmingard e numerosi altri membri della famiglia Wittelsbach alla detenzione per responsabilità familiare. Furono deportati nei campi di concentramento come cosiddetti prigionieri d’onore. Il 27 luglio 1944 le SS arrestarono la madre di Irmingard insieme ai figli. Poco prima, Irmingard, che aveva appena diciannove anni, aveva tentato di attraversare da sola le Alpi per raggiungere la Svizzera neutrale. Tuttavia si ammalò di tifo e nel settembre 1944 fu arrestata dalla Gestapo sul lago di Garda. Indebolita dalla malattia e da un’infezione provocata da una trasfusione di sangue errata, dovette affrontare diversi ricoveri ospedalieri sotto sorveglianza. Durante la degenza nell’ospedale di Innsbruck assistette ai bombardamenti aerei alleati sulla città. Dopo gli interrogatori nella sede centrale della Gestapo in Prinz-Albrecht-Straße 8, a Berlino, nel gennaio 1945 fu trasferita nel campo di concentramento di Sachsenhausen, dove la sua famiglia si trovava già detenuta. Alla fine di febbraio fu trasferita a Flossenbürg, mentre l’Armata Rossa aveva ormai quasi completamente circondato Berlino. Durante il trasferimento Irmingard era convinta che sarebbe stata giustiziata. A Flossenbürg i Wittelsbach furono sistemati in una baracca dalla quale era visibile il crematorio. L’8 aprile furono trasferiti nel campo di concentramento di Dachau e poco dopo condotti all’Hotel Ammerwald, presso Reutte, in Tirolo, che fungeva da sottocampo di Dachau. Qui l’esercito americano liberò Irmingard e la sua famiglia alla fine della guerra. Le esperienze della persecuzione, della prigionia nei campi e della costante paura della morte segnarono profondamente il resto della vita di Irmingard. Elaborò i suoi ricordi attraverso la sua attività artistica di pittrice e nella sua autobiografia «Jugend-Erinnerungen 1923–1950». In particolare, le esperienze vissute a Flossenbürg lasciarono tracce profonde. Nei suoi dipinti, tra cui «Todesangst» e «Zug der Häftlinge», affrontò ciò che aveva vissuto. Le sue opere furono esposte, tra l’altro, in Germania e in Italia. Fino a tarda età si impegnò inoltre, come membro del consiglio direttivo dell’associazione culturale «Brücke 7», nella conservazione della memoria dell’Olocausto. Per questo impegno ricevette nel 2008 il premio commemorativo della Giornata mondiale della pace. Il 19 luglio 1950 Irmingard sposò suo cugino, Ludwig Karl Maria, principe di Baviera. Dal matrimonio nacque nel 1951 il figlio Luitpold, l’unico figlio della coppia a sopravvivere. Nel 1955 Irmingard acquistò la birreria del castello di Kaltenberg e la proseguì con il nome di Schloßbrauerei Kaltenberg Irmingard Prinzessin von Bayern GmbH. L’impresa fu in seguito rinominata, ma rimase nella disponibilità della sua famiglia. Nel 1976 il figlio Luitpold ne assunse la direzione. Altri due figli, Maria e Philippa, nacquero rispettivamente nel 1953 e nel 1954, ma morirono entrambi il giorno della nascita. Irmingard von Bayern morì il 23 ottobre 2010, all’età di 87 anni, nel castello di Leutstetten. Fu sepolta nel cimitero familiare dei Wittelsbach presso il monastero di Andechs.

Fonte: Irmingard von Bayern (de, 270333063). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0