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Franz Joseph of Austria 1910 old
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Fonte dell’immagine: File:Franz Joseph of Austria 1910 old.jpg · Licenza: Public domain
Ridimensionata per la presentazione.
Biografia
Francesco Giuseppe I nacque il 18 agosto 1830 nel castello di Schönbrunn, a Vienna. Era il figlio maggiore dell’arciduca Francesco Carlo e di Sofia Federica di Baviera, della casa di Wittelsbach. La madre influì profondamente sulla sua educazione, mentre il padre, piuttosto riservato, ebbe un ruolo marginale nella sua formazione. Francesco Giuseppe ricevette fin da giovane un’intensa preparazione religiosa, storica, giuridica, linguistica e militare. Oltre al tedesco e al francese, imparò tra l’altro il ceco, l’ungherese, il polacco e l’italiano. Mostrava particolare interesse per le lingue, la storia e la geografia; considerava invece la matematica e le lingue classiche un obbligo gravoso. Fu inoltre addestrato presto alla vita militare e sviluppò una passione duratura per le uniformi, l’ordine, la disciplina e la caccia.
Francesco Giuseppe visse da giovane arciduca gli sconvolgimenti politici del 1848. Dopo la rivoluzione di Vienna e le dimissioni di Metternich, fu dapprima nominato governatore di Boemia e poi inviato nell’Italia settentrionale presso il feldmaresciallo Radetzky. A diciassette anni partecipò ai combattimenti contro la rivoluzione italiana. Durante la crisi rivoluzionaria si iniziò a discutere sempre più insistentemente di un cambiamento ai vertici della monarchia asburgica. L’imperatore Ferdinando I era considerato inadatto alla guida politica, mentre il padre di Francesco Giuseppe non mostrava un interesse concreto ad assumere il governo. Così, il 2 dicembre 1848, a Olmütz, Francesco Giuseppe, appena diciottenne, fu proclamato imperatore. Scelse il nome di Francesco Giuseppe, che richiamava il nonno, l’imperatore Francesco, molto venerato dalla famiglia, e l’imperatore Giuseppe II, associato a ideali riformatori.
Il suo regno iniziò nel segno della lotta contro la rivoluzione ungherese. Francesco Giuseppe non riconobbe la costituzione ungherese del 1848 e fece intervenire le truppe imperiali contro le forze ungheresi. Quando la resistenza si dimostrò più forte del previsto, chiese l’aiuto militare dello zar russo Nicola I. Un esercito russo di quasi 200.000 uomini sostenne le truppe austriache; nell’agosto 1849 l’esercito ungherese fu costretto alla capitolazione presso Világos. Alla sconfitta seguì una dura politica di repressione. Sotto il comando supremo di Julius Haynau, numerosi militari e civili furono condannati a morte o a lunghi periodi di detenzione. Il 6 ottobre 1849 ad Arad furono giustiziati tredici generali ungheresi e un colonnello; nello stesso giorno venne fucilato anche Lajos Batthyány, già primo ministro ungherese. Francesco Giuseppe ordinò la persecuzione degli insorti e sostenne le severe punizioni. Queste misure distrussero in modo duraturo la simpatia di cui aveva inizialmente goduto presso molti ungheresi.
Dal 1850 al 1859 Francesco Giuseppe governò in modo sempre più assolutistico. Il potere fu centralizzato a Vienna, la partecipazione politica dei territori venne limitata e l’Ungheria fu trasformata in un’area amministrata burocraticamente e sottoposta a uno stretto controllo. Il cosiddetto neoassolutismo portò la germanizzazione, un’amministrazione uniforme, nuovi sistemi scolastici e fiscali e un’ampia struttura di polizia e sorveglianza. Allo stesso tempo, l’emancipazione dei contadini fu mantenuta e completata da un’ulteriore disposizione nel 1853. La resistenza al regime si manifestò sia attraverso complotti clandestini sia mediante forme di opposizione passiva, legate soprattutto al nome di Ferenc Deák.
Le sconfitte militari costrinsero infine l’imperatore a introdurre cambiamenti politici. Nel 1859 l’Austria perse la Lombardia nella guerra contro il Regno di Sardegna e la Francia. Nel 1866 fu sconfitta dalla Prussia e dovette inoltre cedere il Veneto all’Italia. L’Austria perse così la posizione dominante tra gli Stati tedeschi e subì forti pressioni finanziarie e politiche. Francesco Giuseppe destituì Alexander Bach, promise riforme e avviò, con il Diploma di ottobre del 1860 e il Patento di febbraio del 1861, cauti cambiamenti costituzionali. Le tensioni con la Dieta ungherese continuarono tuttavia a persistere. Solo la sconfitta contro la Prussia e la consapevolezza che la monarchia fosse difficile da governare senza un accordo con l’Ungheria portarono a un compromesso.
Nel 1867 fu raggiunto il compromesso con l’Ungheria. Francesco Giuseppe riconobbe le leggi ungheresi del 1848, istituì un governo ungherese responsabile guidato da Gyula Andrássy e l’8 giugno 1867 fu incoronato re d’Ungheria a Budapest. Nacque così la monarchia dualista austro-ungarica. L’Ungheria ottenne un’ampia autonomia interna, mentre la politica estera, l’esercito e alcune questioni finanziarie rimasero competenze comuni. Francesco Giuseppe conservò una notevole influenza, soprattutto come comandante supremo dell’esercito e attraverso il suo assenso ai progetti di legge. Anche sua moglie Elisabetta, conosciuta come Sissi e particolarmente vicina agli ungheresi, contribuì al riavvicinamento.
Nei decenni successivi la monarchia modernizzò l’amministrazione, la giustizia, l’istruzione e il sistema fiscale. Nel 1868 fu approvata una legge sulle nazionalità, che garantiva ai diversi gruppi etnici ampie possibilità di usare le proprie lingue. Tuttavia, la questione nazionale rimase irrisolta. Cechi, polacchi, croati, slovacchi e altri popoli considerarono il compromesso con l’Ungheria un privilegio concesso ai tedeschi e agli ungheresi. I progetti per trasformare la monarchia in uno Stato federale o trialista fallirono a causa dell’opposizione delle élite austriache e ungheresi. Nel 1908 Francesco Giuseppe annetté la Bosnia e l’Erzegovina, sottoposte all’occupazione austro-ungarica dal 1878. Questa decisione aggravò le tensioni nei Balcani.
In politica estera Francesco Giuseppe si affidò a lungo ai rapporti dinastici e a una prudente politica di pace. La monarchia strinse alleanze con la Germania e l’Italia, ma la rivalità con la Russia e i conflitti nei Balcani ne indebolirono la posizione. Dopo l’assassinio del nipote e erede al trono Francesco Ferdinando e della moglie Sofia a Sarajevo, il 28 giugno 1914, Francesco Giuseppe sostenne una linea dura contro la Serbia. L’ultimatum imposto dalla monarchia contribuì infine allo scoppio della prima guerra mondiale.
La vita privata di Francesco Giuseppe fu segnata da numerose tragedie familiari. Nel 1854 sposò Elisabetta di Baviera. Il matrimonio non fu felice e Elisabetta trascorreva spesso lunghi periodi lontano dalla corte viennese. La loro prima figlia morì ancora bambina. L’unico figlio maschio, il principe ereditario Rodolfo, si suicidò nel 1889 nel casino di caccia di Mayerling, dopo aver ucciso la sua amante Maria Vetsera. Elisabetta fu assassinata a Ginevra nel 1898 da un anarchico. Dopo la morte di Rodolfo, nella successione venne il nipote di Francesco Giuseppe, Francesco Ferdinando, con il quale l’imperatore ebbe rapporti tesi a causa delle loro differenze politiche e personali. Il suo assassinio sconvolse la famiglia e fu considerato da Francesco Giuseppe una terribile disgrazia.
Francesco Giuseppe era profondamente religioso, instancabile nel lavoro e fortemente animato dal senso del dovere. Viveva secondo un rigido programma quotidiano, esaminava ogni giorno i documenti e rimaneva legato alle tradizioni di corte. Nonostante il suo atteggiamento conservatore, accettò cambiamenti fondamentali quando li riteneva necessari alla conservazione della monarchia. Governò complessivamente per 68 anni, più a lungo di qualsiasi altro sovrano della monarchia asburgica. Morì a Vienna il 21 novembre 1916, all’età di 86 anni, per una polmonite. Fu sepolto nella Cripta Imperiale accanto alla moglie e al figlio. Gli succedette il pronipote Carlo, ultimo imperatore dell’Impero austro-ungarico.
Fonte: I. Ferenc József magyar király (hu, 29295249). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0