Persona
Ernst Heinrich von Sachsen
Trova una connessione con un’altra personaNascita
09.12.1896
Morte
14.06.1971
Biografia
Ernst Heinrich di Sassonia nacque il 9 dicembre 1896 a Dresda e morì il 14 giugno 1971 a Neckarhausen. Era il più giovane dei figli maschi dell’ultimo re di Sassonia, Federico Augusto III, e di sua moglie Luisa d’Austria-Toscana. Trascorse l’infanzia sotto la tutela del padre a Dresda, Pillnitz e Moritzburg. La famiglia fu segnata profondamente dalla separazione dei genitori: Luisa la lasciò definitivamente nel 1902, quando Ernst Heinrich aveva appena sei anni. Secondo quanto riferirono i suoi familiari, questa perdita colpì duramente il padre e i figli, e Ernst Heinrich sembra averne sofferto in modo particolare.
Allo scoppio della Prima guerra mondiale, Ernst Heinrich era tenente nel Reggimento granatieri reale sassone n. 100. In settembre passò come ufficiale d’ordinanza al comando generale del XIX Corpo d’armata, il 2º Corpo reale sassone, impegnato a Reims e Lille. Durante un congedo di quattro mesi sostenne nel 1916 l’esame di maturità. In seguito partecipò alla battaglia della Somme come ufficiale di stato maggiore della 24ª Divisione di riserva. Per i suoi meriti ricevette il 30 agosto 1916 l’Ordine militare di Sant’Enrico. Nella primavera del 1917 assunse in Galizia orientale il comando della 9ª compagnia del Reggimento di fanteria di riserva n. 104. Dopo un ricovero ospedaliero durato due mesi, comandò la 9ª batteria del Reggimento d’artiglieria n. 115 nei pressi di Ypres. All’inizio di maggio del 1918 divenne comandante del 1º squadrone del Reggimento della guardia a cavallo a Stary Bychow, sul Dnepr. In agosto ricevette il comando delle truppe sassoni a Dorpat, Reval e in Finlandia. Nei mesi di novembre e dicembre del 1918 organizzò il rientro in Germania delle unità sassoni.
Dopo la guerra, nel 1919 e nel 1920, Ernst Heinrich acquisì esperienza nell’amministrazione di una tenuta agricola in Slesia. Durante il putsch di Kapp, nel marzo 1920, svolse il ruolo di collegamento tra i golpisti di Berlino e la Reichswehr a Breslavia. Dopo il fallimento del tentativo di colpo di Stato si trasferì a Monaco, dove entrò nell’ambiente dell’ex principe ereditario bavarese Rupprecht.
Il 12 aprile 1921 Ernst Heinrich sposò la principessa Sofia di Lussemburgo, sorella minore della futura granduchessa Carlotta e cognata di Rupprecht. Il matrimonio fu considerato felice. La coppia ebbe tre figli: Alberto Federico Augusto Giovanni Gregorio Dedo, Giorgio Timo Michele Nicola Maria e Ruperto Uberto Gero Maria. Sofia morì il 24 maggio 1941 a Monaco per una polmonite.
Ernst Heinrich non partecipò al putsch di Hitler dell’8 e 9 novembre 1923. Rifiutò con coerenza l’ideologia nazionalsocialista e mantenne le distanze da Adolf Hitler ed Erich Ludendorff. Su richiesta del padre, nel 1923 assunse la direzione della fondazione “Casa Wettin – Linea Albertina”. Ricevette inoltre l’incarico di negoziare con lo Stato libero di Sassonia il futuro utilizzo dei castelli appartenuti ai Wettin e delle collezioni d’arte della famiglia. Il 25 giugno 1925 fu firmato un accordo che regolava i rapporti tra lo Stato libero e l’antica famiglia regnante.
Ernst Heinrich nutriva una grande passione per l’arte e compì diversi viaggi in Egitto insieme alla moglie e ai figli. Nel 1928 e nel 1929 Gustav Stresemann si rivolse a lui, nella speranza di convincerlo a candidarsi alla carica di presidente del Reich. Ernst Heinrich ritenne però l’impresa senza prospettive e rifiutò.
Dopo l’ascesa al governo dei nazionalsocialisti, il 30 gennaio 1933, Ernst Heinrich rimase un oppositore del regime. Inizialmente, tuttavia, valutò in modo errato la situazione politica. Credeva che Hitler potesse essere fermato da un’opposizione conservatrice e, nella primavera del 1933, entrò nello Stahlhelm nella speranza di sottrarsi all’influenza nazista. Durante la cosiddetta notte dei lunghi coltelli fu arrestato il 1º luglio 1934 e trattenuto per cinque giorni nel campo di concentramento di Hohnstein.
Dopo la liberazione si ritirò nel castello di Moritzburg. Essendo un appassionato cacciatore, continuò tuttavia a essere in contatto con importanti esponenti nazionalsocialisti, tra cui Hermann Göring, che in qualità di capo della caccia del Reich era interessato ai boschi dei Wettin, e Martin Mutschmann, il gauleiter e governatore del Reich in Sassonia. Nel 1938 Ernst Heinrich accolse a Moritzburg il re Carol II di Romania. L’anno seguente ebbe approfondite conversazioni politiche con Carl Friedrich Goerdeler, ex sindaco di Lipsia e in seguito coinvolto nella resistenza tedesca. Poco prima dell’inizio della Seconda guerra mondiale, Ernst Heinrich fu assegnato al gruppo IV dell’Abwehr a Dresda.
Nel 1943 espresse pubblicamente dubbi sul fatto che la morte del fratello Giorgio di Sassonia fosse stata un incidente. La Gestapo lo arrestò e lo interrogò. Non vi furono però ulteriori conseguenze personali, poiché i nazionalsocialisti continuavano a esitare di fronte alla possibilità di perseguitare apertamente un membro di un’ex casa reale. Ernst Heinrich ammirava l’artista Käthe Kollwitz. Dopo che, durante i bombardamenti di Berlino del 1943, ebbe perduto la propria casa, le offrì ospitalità a Moritzburg. Kollwitz visse e lavorò quindi nel vicino Rudenhof, dove morì nell’aprile del 1945.
Dopo la distruzione di Dresda causata dai bombardamenti del febbraio 1945, nel marzo Ernst Heinrich fuggì a Sigmaringen per sottrarsi all’avanzata dell’Armata Rossa. Prima di partire, insieme ai figli, seppellì gran parte dei preziosi beni di famiglia in 40 casse nel bosco di Königswalde. La maggior parte delle casse fu scoperta dall’Armata Rossa e trasferita nell’Unione Sovietica; tuttavia, nel 1995 furono ritrovate tre casse contenenti tesori.
Il 28 giugno 1947 Ernst Heinrich sposò a Parigi l’attrice Virginia Dulon, che dopo il matrimonio si presentò come principessa Virginia di Sassonia. L’unione rimase senza figli. Nello stesso anno la coppia acquistò la tenuta di Coolamber, presso Lismacaffrey, nella contea irlandese di Westmeath. Ernst Heinrich vi si trasferì con la seconda moglie e con i figli del primo matrimonio. Dopo alcune difficoltà iniziali, divenne un agricoltore di successo e imparò ad apprezzare profondamente la nuova patria e la sua cultura. Dopo il 1945 non tornò più nella sua terra natale sassone. Morì nel 1971 a Neckarhausen durante una visita in Germania.
Fonte: Ernesto Enrique de Sajonia (es, 163643574). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0