Persona

Elisabeth von Österreich

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Nascita

  1. 09.07.1526

Morte

  1. 15.06.1545

Ritratto di Elisabeth von Österreich
Dettagli dell’immagine

Polish: Portret Elżbiety Austriackiej Habsburg (1526–1545), I-szej żony Zygmunta Augusta Elisabeth of Austria title QS:P1476,pl:"Portret Elżbiety Austriackiej Habsburg (1526–1545), I-szej żony Zygmunta Augusta " label QS:Lpl,"Portret Elżbiety Austriackiej Habsburg (1526–1545), I-szej żony Zygmunta Augusta " label QS:Len,"Elisabeth of Austria" label QS:Lde,"Elisabeth von Österreich"

Lucas Cranach the Younger

Own work ( BurgererSF )

Fonte dell’immagine: File:Cranach the Younger Elizabeth of Austria.jpg · Licenza: Public domain

Ridimensionata per la presentazione.

Biografia

Elisabetta d’Austria (9 luglio 1526–15 giugno 1545) fu regina di Polonia e granduchessa di Lituania in virtù del suo matrimonio. Apparteneva alla casa d’Asburgo ed era la maggiore dei quindici figli del futuro imperatore del Sacro Romano Impero Ferdinando I e di sua moglie Anna di Boemia e d’Ungheria. La sua breve vita fu segnata dalle aspettative dinastiche, da un’educazione religiosa, da un matrimonio infelice e da una grave malattia. Elisabetta nacque dopo che i suoi genitori erano già sposati da cinque anni. Trascorse gran parte dell’infanzia nella Hofburg di Innsbruck. Insieme ai fratelli ricevette un’istruzione rigorosa e approfondita dal pedagogo umanista Kaspar Ursinus Velius. Studiò il tedesco, l’italiano e il francese e fu educata secondo i precetti del cattolicesimo. I suoi genitori erano cattolici devoti; Ferdinando reagì con estrema durezza quando scoprì che uno degli educatori dei figli nutriva simpatie luterane. Oltre alle conoscenze religiose e linguistiche, Elisabetta e le sue sorelle impararono a danzare e a suonare strumenti a tastiera. Fin dalla prima infanzia Elisabetta fu destinata a un matrimonio politico. Il progetto era legato alla contesa per la corona ungherese dopo la morte, nel 1526, del re Luigi di Boemia e d’Ungheria. Poiché Luigi era morto senza eredi, sia il padre di Elisabetta, Ferdinando, sia Giovanni Zápolya rivendicarono il trono d’Ungheria. Il re polacco Sigismondo I il Vecchio e una parte della nobiltà ungherese sostenevano Zápolya. Un matrimonio tra Elisabetta e il figlio di Sigismondo avrebbe dovuto porre fine al sostegno polacco al suo rivale e rafforzare i rapporti tra gli Asburgo e la Polonia. La regina polacca Bona Sforza, madre del futuro sposo, si oppose però all’unione. Temeva la crescente influenza degli Asburgo e per anni cercò di impedire le nozze. Nonostante ciò, nel febbraio 1530 il decenne Sigismondo II Augusto fu incoronato re di Polonia e granduca di Lituania mentre suo padre era ancora in vita, per assicurargli la futura successione. Nel novembre dello stesso anno fu stipulato a Poznań un primo contratto matrimoniale. La dote di Elisabetta avrebbe dovuto ammontare a 100.000 ducati; in cambio, alcune città polacche erano destinate a costituire il suo patrimonio vedovile. Poiché Elisabetta e Sigismondo II Augusto erano strettamente imparentati, per il matrimonio era necessaria una speciale autorizzazione papale. La dispensa fu concessa nel 1531 da papa Clemente VII. Il contratto matrimoniale definitivo fu però rinviato, soprattutto a causa dell’opposizione di Bona, fino al giugno 1538. Nel luglio dello stesso anno si svolse a Innsbruck la cerimonia di fidanzamento. Bona continuò a sostenere un’altra unione per il figlio e propose invece una principessa francese. Elisabetta fu inoltre preparata al suo futuro ruolo di corte. Nel 1538 partì con il padre e alcuni fratelli per Linz e Vienna, così da acquisire esperienza nel comportamento di corte e prepararsi alla cresima cattolica. La cresima ebbe luogo nel 1539 nella cappella reale. Un inviato veneziano assunse il ruolo di padrino e il cerimoniere Girolamo Aleandro descrisse i giovani Asburgo come simili a un coro di angeli. Nel 1541 la famiglia tornò a Innsbruck. Nell’aprile 1543 Elisabetta partì da Vienna alla volta della Polonia con un seguito di dodici persone. A Olomouc fu accolta dal vescovo di Płock e da circa 1.500 cavalieri. Il 5 maggio fece il suo ingresso a Cracovia e incontrò per la prima volta Sigismondo II Augusto. Il giorno seguente, nella cattedrale del Wawel, la sedicenne Elisabetta sposò il ventiduenne re e fu incoronata regina di Polonia. I festeggiamenti durarono due settimane. Alla corte polacca Elisabetta fu chiamata la “giovane regina”, mentre Bona assunse il titolo di “vecchia regina”. Il matrimonio si rivelò presto infelice. Sigismondo II Augusto aveva già diverse amanti e continuò le sue relazioni extraconiugali anche dopo le nozze. Elisabetta, educata in una famiglia severa a essere obbediente, era troppo timida per opporsi con decisione al marito. Il lungo viaggio verso la Polonia aveva inoltre aggravato la sua salute già fragile. Soffriva di crisi epilettiche, che nel corso del matrimonio divennero sempre più frequenti. Bona Sforza manifestava apertamente la propria avversione per la nuora e continuava a cercare il modo di distruggere il matrimonio. Mise persino in dubbio la validità della dispensa papale, e nel maggio 1544 fu emanata una nuova autorizzazione. La nobiltà polacca, invece, nutriva simpatia per Elisabetta, una giovane donna gentile e piacevole, trascurata dal marito e vessata dalla suocera ambiziosa. Anche il suocero Sigismondo I il Vecchio le era favorevole, ma era troppo debole per proteggerla efficacemente da Bona. Solo due mesi dopo le nozze la peste raggiunse Cracovia. La famiglia reale lasciò la capitale e Sigismondo II Augusto si recò nel granducato di Lituania. Elisabetta viaggiò con Sigismondo I e Bona attraverso diverse città polacche. Soltanto dopo un anno i coniugi si incontrarono nuovamente a Brest. Nel frattempo Sigismondo II Augusto si era abituato al governo autonomo della Lituania e aveva convinto il padre ad affidargli l’amministrazione del granducato. Nell’autunno del 1544 la coppia si trasferì a Vilnius. In un primo momento Sigismondo cercò di mantenere, agli occhi degli Asburgo, l’apparenza di un matrimonio riuscito. Ben presto, però, tornò a trascurare Elisabetta e iniziò una relazione con Barbara Radziwiłł. Nell’aprile 1545 le condizioni di Elisabetta peggiorarono drasticamente. Le crisi epilettiche divennero sempre più tormentose. L’8 giugno Sigismondo II Augusto partì per Cracovia per ricevere la dote di Elisabetta, lasciando sola a Vilnius la moglie gravemente malata. A Cracovia si informò sulle possibilità di cura e chiese a Ferdinando I di inviare dei medici. Ma era ormai troppo tardi. Elisabetta morì il 15 giugno 1545, a soli diciotto anni, sfinita dalle numerose crisi. Il 24 luglio, dopo il ritorno del marito, fu sepolta nella cattedrale di Vilnius accanto allo zio di lui, il re Alessandro Jagellone. Dopo la morte di Elisabetta, Sigismondo II Augusto sposò dapprima la sua amante Barbara Radziwiłł e in seguito la sorella minore di Elisabetta, Caterina d’Austria. Nessuna delle sue tre mogli gli diede figli viventi.

Fonte: Elizabeth of Austria (1526–1545) (en, 1372304006). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0

Genitori

Figli

Nessuna relazione con figli verificata disponibile.

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