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Adam Albert von Neipperg
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Neipperg
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Biografia
Adam Albert von Neipperg nacque l’8 aprile 1775 a Vienna e morì il 22 febbraio 1829 a Parma. Fu feldmaresciallo luogotenente, diplomatico e conte austriaco, appartenente a un’antica famiglia nobiliare del Württemberg documentata fin dal XIII secolo. Suo padre era Leopold Joseph von Neipperg, mentre sua madre era la contessa Ludwiga von Natzfeld-Wildenbruch. Suo nonno Wilhelm Reinhard von Neipperg, feldmaresciallo del Sacro Romano Impero, era stato elevato al rango di conte dell’Impero nel 1726.
Dopo aver frequentato e concluso nel 1789 e nel 1790 la scuola superiore di Stoccarda, Neipperg entrò nell’esercito. Nell’inverno del 1790-1791 divenne cadetto in un reggimento di ussari stanziato nei Paesi Bassi e combatté contro i cosiddetti patrioti brabanti. Quando nel 1792 la Francia dichiarò guerra all’Austria, passò come alfiere a un reggimento di fanteria e partecipò alla campagna della Champagne e alla battaglia di Jemappes. L’anno seguente combatté, tra l’altro, a Neerwinden e Famars e durante l’assedio di Valenciennes.
Dopo essere stato promosso sottotenente, Neipperg tornò agli ussari. Si distinse in diversi scontri di cavalleria, tra cui quelli di Jouy, della conquista del campo di Cesare e di Hondschoote. Nella battaglia di Wattignies riconquistò una batteria precedentemente presa dai francesi. Nel 1794 avrebbe dovuto partecipare, con reparti di ussari austriaci, a una spedizione britannica in Vandea. L’impresa non ebbe luogo e Neipperg approfittò dell’occasione per recarsi a Londra.
In seguito fu assegnato allo stato maggiore del quartiermastro generale. Durante i combattimenti nei Paesi Bassi partecipò a numerosi scontri lungo la Sambre, presso Charleroi, Tournai ed Erquelinnes. A Erquelinnes fu ferito a una gamba. Dopo la guarigione guidò presso Elderen un riuscito attacco a sorpresa contro le truppe francesi, catturando 400 soldati. In seguito gli fu affidato l’incarico di consegnare istruzioni segrete ai comandanti di varie fortezze olandesi. Quando le truppe francesi al comando di Pichegru avanzarono inaspettatamente, Neipperg si trovò in grave pericolo durante il ritorno. Il 14 settembre 1794, nei pressi di Dolen, si scontrò con un reparto di cavalleria francese superiore per numero. Dopo un’accanita resistenza, durante la quale riportò otto ferite e perse l’occhio destro, fu catturato.
Neipperg rimase in Francia fino al gennaio 1795. Dopo il ritorno in Austria, una volta scaduto il periodo durante il quale gli era stato imposto di non combattere contro la Francia, riprese a partecipare alla guerra e fu promosso capitano dopo la battaglia di Magonza. Nel 1796 combatté in Italia in diversi scontri legati ai tentativi austriaci di soccorrere Mantova. L’anno successivo prestò servizio nel corpo d’armata di Laudon, che difendeva il Tirolo. Qui dimostrò, oltre al coraggio militare, anche abilità diplomatica nelle trattative per la definizione di una linea di demarcazione. Dopo la pace di Campoformio si dedicò soprattutto agli incarichi presso lo stato maggiore del quartiermastro generale.
Durante la guerra della Seconda coalizione, nel 1799 Neipperg contribuì al successo austriaco presso Cassano e partecipò alla cattura del generale francese Sérurier. Su raccomandazione di Suvorov fu promosso maggiore e collaborò alla costituzione di una milizia piemontese. Nel 1800 prese parte alla conquista del Monte Cenisio, alla battaglia di Marengo e alle trattative per un armistizio. Per i suoi meriti ricevette la croce di cavaliere dell’Ordine militare di Maria Teresa.
Negli anni successivi Neipperg prestò servizio in diversi stati maggiori e reggimenti. Nel 1804 fu promosso tenente colonnello, nel 1805 passò a un reggimento di ussari e combatté nella campagna di quell’anno a Caldiero, sull’Isonzo e a Idria. Nel 1806 ottenne il grado di colonnello. Dal 1806 al 1808 prestò servizio presso la Vistola in un reggimento di corazzieri. Nel 1809 divenne aiutante generale dell’esercito dell’arciduca Ferdinando e partecipò alla guerra contro il ducato di Varsavia; in quell’occasione fu promosso maggior generale.
Nel 1810 Neipperg fece parte dell’ambasciata austriaca a Parigi e assistette al matrimonio di Napoleone con Maria Luisa, figlia dell’imperatore Francesco II. La Francia lo insignì della Legion d’onore. Dal 1811 fu inviato straordinario e ministro plenipotenziario dell’Austria a Stoccolma. Qui si impegnò con successo per avvicinare la Svezia alla coalizione antifrancese. Nel 1813 ricevette dal re svedese Carlo XIII l’Ordine della Spada.
Quando nel 1813 il principe ereditario svedese trasferì le proprie truppe in Germania, Neipperg tornò in Austria. Assunse il comando di una brigata e, per un certo periodo, di un’intera divisione leggera, incaricata di proteggere il confine boemo. Combatté a Reichenberg, Stolpen, Wilsdruff, Wurzen e Lipsia. Per i suoi meriti, l’imperatore russo Alessandro I gli conferì l’Ordine di Sant’Anna di prima classe e l’Ordine di San Giorgio di quarta classe. Nell’ottobre 1813 Neipperg fu promosso feldmaresciallo luogotenente e portò a Vienna la notizia della vittoria degli alleati a Lipsia. In seguito ricevette importanti incarichi diplomatici a Napoli, dove firmò un trattato di pace e alleanza con Gioacchino Murat e mediò una tregua tra Murat e gli inglesi.
Dopo la fine delle guerre napoleoniche, a Neipperg fu affidato il compito di accompagnare l’ex imperatrice Maria Luisa. Al Congresso di Vienna, nel 1815, fu nominato suo gran maestro di scuderia e comandante in capo delle truppe del ducato di Parma. Durante la guerra contro Murat guidò l’avanguardia austriaca ed entrò a Napoli nel maggio 1815, dove rimase fino a giugno come governatore militare. Tornato a Parma, Maria Luisa, divenuta nel frattempo duchessa di Parma, gli conferì l’Ordine costantiniano di San Giorgio e lo nominò ministro degli Esteri del ducato. Nel 1817 fu nominato consigliere segreto effettivo.
Neipperg si sposò due volte. Nel 1806 sposò la contessa Theresia von Pola, dalla quale ebbe quattro figli: Alfred, Ferdinand, Gustav ed Erwin. Alfred fu ufficiale austriaco, poi maggior generale del Württemberg e membro della Camera alta del regno. Erwin raggiunse anch’egli nell’esercito austriaco il grado di feldmaresciallo luogotenente e in seguito ereditò i possedimenti del fratello maggiore, tra cui il castello di Neipperg.
Nel 1821 Neipperg contrasse un matrimonio morganatico con Maria Luisa d’Austria. Dalla loro unione nacquero Albertina, Wilhelm Albrecht e Mathilde, che morì ancora bambina. Nello stesso anno, durante i disordini scoppiati in Piemonte, Neipperg ricevette il comando delle truppe sulla riva destra del Po. La rivolta fu presto repressa. Nel 1825 fu insignito del gran croce dell’Ordine di Leopoldo.
Durante il viaggio di ritorno da Vienna a Parma, nel settembre 1828, Neipperg si ammalò. In seguito le sue condizioni peggiorarono nel castello di Allie, nei pressi di Torino. Dopo mesi di sofferenze, morì a Parma il 22 febbraio 1829. Le sue attività militari e diplomatiche furono riconosciute con alte onorificenze da diversi Stati europei.
Fonte: Нейпперг, Адам Альберт фон (ru, 153698366). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0
Genitori
Nessuna relazione genitoriale verificata disponibile.