Persona
Don Carlos
Trova una connessione con un’altra personaNascita
09.07.1545
08.07.1545
Morte
24.07.1568

Dettagli dell’immagine
Retrato del príncipe don Carlos de Austria
Alonso Sánchez Coello
Kunsthistorisches Museum Wien, Bilddatenbank .
Fonte dell’immagine: File:Alonso Sánchez Coello 005.jpg · Licenza: Public domain
Ridimensionata per la presentazione.
Biografia
Don Carlos, il cui nome completo era Carlos d’Asburgo, nacque l’8 luglio 1545 a Valladolid. Era il primogenito di Filippo II di Spagna e della sua prima moglie, Maria Manuela di Portogallo, ed era quindi considerato l’erede della corona spagnola e dei suoi possedimenti d’oltremare. Sua madre morì appena quattro giorni dopo la sua nascita per un’emorragia cerebrale. L’origine familiare di Carlos era fortemente segnata dalla politica matrimoniale degli Asburgo, volta a mantenere uniti la dinastia e i suoi territori, ma incline a favorire unioni tra consanguinei. Filippo e Maria Manuela erano cugini di primo grado; Carlos aveva perciò una linea di ascendenza insolitamente ristretta che, secondo la ricostruzione dell’articolo, contribuì in modo sostanziale ai suoi gravi problemi di salute.
Già alla nascita le sue condizioni fisiche apparivano problematiche. Una gamba era più corta dell’altra, una spalla era più alta e una marcata lordosi limitava i suoi movimenti. Zoppicò per tutta la vita e aveva un aspetto sproporzionato. Soffriva inoltre di frequenti febbri, appariva pallido e malaticcio e aveva difficoltà nel parlare. Un ambasciatore veneziano lo descrisse come esile, con la schiena curva, il petto rientrante e una voce ora debole, ora acuta. In seguito, un grave incidente peggiorò ulteriormente le sue condizioni fisiche e mentali.
Poiché Filippo II era impegnato in guerre e questioni politiche e Carlos aveva perso presto la madre, il giovane principe fu affidato inizialmente alle zie paterne Maria d’Austria e Giovanna d’Asburgo. Con quest’ultima ebbe un rapporto particolarmente stretto. Quando Giovanna dovette lasciare Carlos, che aveva sei anni, per recarsi in Portogallo e sposarsi, la separazione colpì profondamente entrambi. In seguito il principe fu educato dall’umanista e sacerdote valenciano Honorato Juan Tristull. Tra maestro e allievo nacque un’amicizia molto intensa, durata fino alla morte di Tristull nel 1566. Le lettere dell’infanzia di Carlos mostrano un carattere inquieto, appassionato e facilmente irritabile. Era interessato soprattutto alle guerre e alle armi, ma attraversava anche periodi di malinconia.
Fin da bambino Carlos si mostrò ostinato e altezzoso con il nonno Carlo V e con gli altri membri della corte. Le testimonianze dell’epoca lo descrivono come ribelle e violento e riferiscono di presunti atti di crudeltà verso gli animali. L’articolo non stabilisce se tutte queste storie fossero autentiche; esse contribuirono comunque molto presto alla sua fama di principe imprevedibile. Dopo la morte di Carlo V, nel 1558, il suo stato psicologico sembrò peggiorare ulteriormente. Il suo precettore espresse a Filippo II la propria disperazione, constatando che il giovane, contrariamente alle speranze suscitate nei primi anni, non migliorava il proprio comportamento.
Nel 1561 i medici giudicarono Carlos tisico. Filippo lo mandò quindi ad Alcalá de Henares, dove l’aria più salubre e un ampio palazzo avrebbero dovuto favorire il suo recupero. In un primo momento Carlos riacquistò vigore fisico e mentale e frequentò, tra gli altri, lo zio Giovanni d’Austria e Alessandro Farnese. Tuttavia, il 19 aprile 1562, cadde da una scala buia mentre cercava di raggiungere la figlia del portinaio. Nell’incidente riportò una grave frattura cranica. Seguirono febbre alta, allucinazioni e una seria infezione. Numerosi medici e chirurghi tentarono di curarlo; furono applicate persino due presunte pomate miracolose preparate da un guaritore moresco. In diverse città si svolsero processioni per ottenere la sua guarigione. Carlos sopravvisse, ma non si riprese mai completamente. Fino alla morte fu tormentato da febbri ricorrenti e stati deliranti.
Anche i progetti matrimoniali alimentarono le tensioni. Carlos preferiva Elisabetta di Valois, che alla fine sposò suo padre Filippo. In seguito Maria Stuarda fu considerata una possibile sposa; secondo le testimonianze, la regina nutriva a sua volta una particolare inclinazione per Carlos, ma Filippo impedì l’unione. Un’altra candidata era Giovanna, la zia e antica educatrice del principe. Carlos rifiutò con decisione questo matrimonio. Quando, nel dicembre 1567, le Cortes spagnole tornarono a intervenire nei suoi affari privati, egli rimproverò duramente i deputati. Dopo quell’episodio Giovanna si ritirò in convento.
I rapporti tra Carlos e suo padre furono segnati da una crescente diffidenza e da un’aperta ostilità. Il principe minacciò più volte servi e importanti uomini di corte. In un’occasione aggredì con un pugnale il cardinale Espinosa, ministro influente di Filippo. In un’altra colpì un nobile che lo aveva rimproverato per aver ascoltato di nascosto alla porta. Anche il tentativo di un vescovo di ricomporre il conflitto tra padre e figlio nell’interesse del regno fallì.
Quando nel 1566 iniziò nei Paesi Bassi una rivolta contro il dominio spagnolo, Carlos volle accompagnare il padre in guerra. Filippo glielo impedì. Alcune teorie, antiche e moderne, sostengono che Carlos simpatizzasse per i ribelli olandesi e avesse progettato di fuggire nei Paesi Bassi per farsi proclamare re. L’articolo sottolinea però che queste supposizioni sono state in gran parte respinte dagli storici. È certo che la collera di Carlos aumentò ancora. Tentò di lasciare la corte, cercò denaro e navi per la fuga e finì per scontrarsi anche con lo zio Giovanni d’Austria.
All’inizio del 1568 Filippo II ordinò l’arresto del figlio. Carlos si era barricato nei propri appartamenti, dove aveva accumulato armi e munizioni e fatto installare un ingegnoso meccanismo per controllare la porta dal letto. Filippo entrò nelle stanze con alcuni ministri e fece sequestrare le armi. Secondo quanto riferito da ambasciatori stranieri, fu trovata anche una lista di persone che Carlos avrebbe voluto far uccidere, tra cui il padre e la moglie di lui. Il principe fu dapprima confinato nei suoi appartamenti e poi trasferito in una torre, sotto stretta sorveglianza. Dopo diversi tentativi di suicidio venne completamente isolato; soltanto un sacerdote poteva fargli visita.
Durante la prigionia Carlos cercò per un periodo di dimostrare di essere cambiato, dedicandosi alla lettura e allo studio della storia e delle leggi di Spagna. Filippo dichiarò tuttavia che la detenzione sarebbe stata permanente e la decisione irrevocabile. Il re trattò il figlio praticamente come un morto, sciolse la sua casa e distribuì i suoi cavalli e i suoi beni. Le condizioni fisiche di Carlos peggiorarono ulteriormente. Egli si sottoponeva deliberatamente a eccessi, beveva grandi quantità di acqua ghiacciata e mangiava quantità insostenibili di frutta. Morì nella notte del 24 luglio 1568, durante la prigionia a Madrid, all’età di ventitré anni.
Già durante la sua reclusione nacquero voci sulle vere ragioni della durezza di Filippo. Gli oppositori del re interpretarono gli eventi come un delitto occulto e trasformarono Carlos nel tragico contraltare di Filippo II, rappresentato come crudele e dispotico. Nel corso dei secoli il principe divenne la figura romantica di una vittima nobile e coraggiosa. La sua storia ispirò, tra le altre opere, la tragedia «Filippo» di Vittorio Alfieri, il «Don Carlos» di Friedrich Schiller e l’opera «Don Carlo» di Giuseppe Verdi. La tesi diffusa in queste opere, secondo cui Filippo avrebbe fatto uccidere Carlos per un adulterio con la matrigna Elisabetta di Valois, non ha tuttavia alcun fondamento storico secondo l’articolo.
Fonte: Don Carlos (principe) (it, 151110889). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0
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