Persona

Wladislaw II.

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Nascita

  1. 01.03.1456

Morte

  1. 13.03.1516

Ritratto di Wladislaw II.
Dettagli dell’immagine

Portrait of Vladislaus II on the letter patent of nobility of János Gersei Pethő label QS:Len,"Portrait of Vladislaus II on the letter patent of nobility of János Gersei Pethő" label QS:Lhu,"II. Ulászló portréja Gersei Pethő János címereslevelén"

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Scanned by Szilas from the book Hétköznapi élet Mátyás király korában (2008)

Fonte dell’immagine: File:Portrait of Vladislaus II on the letter patent of nobility of János Gersei Pethő.jpg · Licenza: Public domain

Ridimensionata per la presentazione.

Biografia

Vladislao II Jagellone, detto anche Vladislao II d’Ungheria, nacque il 1º marzo 1456 a Cracovia e morì il 13 marzo 1516 a Buda. Principe della dinastia polacca degli Jagelloni, fu re di Boemia e d’Ungheria. Suo padre era Casimiro IV, re di Polonia e granduca di Lituania; sua madre, Elisabetta d’Austria, era figlia del re Alberto II. Poiché i genitori attribuivano grande importanza all’istruzione, Vladislao studiò con celebri maestri. Lo storico Jan Długosz lo educò secondo i principi della devozione cattolica. Dopo la morte dello zio materno Ladislao il Postumo, nel 1457, i genitori rivendicarono per Vladislao le corone di Boemia e d’Ungheria. Entrambi i paesi scelsero però inizialmente sovrani locali: l’Ungheria elesse Mattia Corvino e la Boemia Giorgio di Poděbrady. Le tensioni religiose e politiche in Boemia offrirono in seguito a Vladislao un’opportunità. Dopo che papa Paolo II ebbe scomunicato Giorgio, definendolo eretico, e indetto una crociata contro di lui, nel 1469 i nobili boemi ussiti elessero Vladislao come suo successore. Il 27 maggio 1471 Vladislao fu eletto re di Boemia e il 22 agosto fu incoronato a Praga. Il suo regno iniziò però durante la guerra con Mattia Corvino, che rivendicava anch’egli il titolo di re di Boemia e controllava Moravia, Slesia e Lusazia. Diverse campagne militari e alleanze non portarono a una decisione definitiva. Nel 1478 le due parti raggiunsero un compromesso: entrambe avrebbero potuto usare il titolo di re di Boemia; Vladislao avrebbe governato la Boemia, mentre Mattia avrebbe mantenuto gli altri territori della Corona boema. La pace di Olomouc del 1479 stabilì inoltre che Vladislao avrebbe potuto riscattare quelle regioni dopo la morte di Mattia, pagando una somma elevata. I 400.000 fiorini d’oro previsti non furono mai versati e quei territori finirono per rimanere alla Corona boema. Dopo la pace, Vladislao cercò di consolidare la propria posizione in Boemia. Favorì i cattolici e iniziò a sostituire gli amministratori ussiti dei consigli cittadini con cattolici. Questa politica provocò nel 1483 rivolte a Praga e in altre città. I ribelli espulsero o uccisero sacerdoti cattolici e membri dei consigli municipali, costringendo Vladislao ad abbandonare Praga. Non potendo intervenire militarmente, il re cambiò politica e nel 1484 confermò nuovi consigli cittadini ussiti. La rivolta favorì un avvicinamento tra gli ussiti moderati e i nobili cattolici. Nel 1485 un accordo raggiunto a Kutná Hora permise agli abitanti della Boemia di aderire liberamente alla confessione cattolica o a quella utrachista. Le tensioni con Roma, tuttavia, non furono completamente superate. Dopo la morte di Mattia Corvino, il 6 aprile 1490, iniziò la lotta per la corona ungherese. Oltre al figlio illegittimo di Mattia, Giovanni Corvino, e a Massimiliano d’Asburgo, aspiravano al trono Vladislao e suo fratello minore Giovanni Alberto. I baroni ungheresi preferirono Vladislao perché in Boemia aveva già dimostrato di rispettare le loro libertà. Egli promise inoltre di non imporre tasse straordinarie, di abolire le innovazioni introdotte da Mattia e di collaborare strettamente con il consiglio reale. Il 15 luglio 1490 l’assemblea del regno lo elesse re d’Ungheria; il 18 settembre fu incoronato a Székesfehérvár. Vladislao sposò quindi la vedova di Mattia Corvino, Beatrice d’Aragona. Il matrimonio aveva una grande importanza politica, ma rimase controverso dal punto di vista ecclesiastico, poiché il precedente legame con Barbara di Brandeburgo non era stato ancora ufficialmente sciolto. Nel 1500 il papa dichiarò nulli i matrimoni con Barbara e con Beatrice, che in seguito tornò a Napoli. Il fratello di Vladislao, Giovanni Alberto, rinunciò inizialmente alla rivendicazione dell’Ungheria in cambio della Slesia e del ducato di Głogów, ma attaccò nuovamente il paese e fu definitivamente sconfitto. Anche Massimiliano d’Asburgo dovette abbandonare le proprie conquiste. Con il trattato di Bratislava del 1491, tuttavia, gli Asburgo ottennero un futuro diritto di successione alle corone di Boemia e d’Ungheria nel caso in cui Vladislao fosse morto senza eredi maschi. Il regno di Vladislao fu caratterizzato da un netto indebolimento del potere monarchico. In Ungheria i più potenti proprietari terrieri e il consiglio reale acquisirono un’influenza sempre maggiore. Poiché Mattia Corvino aveva lasciato le casse dello Stato quasi vuote, Vladislao non poté continuare a finanziare il suo esercito professionale, la cosiddetta Armata Nera. Dopo che i mercenari non pagati ebbero saccheggiato alcuni villaggi, l’esercito fu sciolto nel 1493. Nel frattempo aumentarono le incursioni ottomane lungo il confine meridionale. Nel 1493 i nobili croati e bosniaci subirono una grave sconfitta sul campo di Krbava, rendendo ancora più difficile la difesa dell’Ungheria. I nobili ungheresi rafforzarono la propria posizione attraverso nuove leggi. Stabilivano gli obblighi militari, introducevano imposte regolari e limitavano i privilegi economici delle città e della Chiesa. Vladislao assecondò in larga misura questo sviluppo. Il suo frequente assenso alle decisioni del consiglio reale gli procurò il soprannome ironico di “Dobže”, espressione ceca equivalente a “bene, bene”. Anche in Boemia la sua autorità fu limitata dall’assemblea del regno e dagli alti funzionari. Dopo il trasferimento a Buda, la Boemia venne amministrata soprattutto dal cancelliere e dal burgravio di Praga. Nel 1502 Vladislao sposò Anna di Foix, una nobildonna intelligente ed energica. Da questo matrimonio nacquero la figlia Anna e il figlio Luigi. Anna sarebbe stata poi promessa a Ferdinando d’Asburgo. Luigi, nato nel 1506, succedette al padre sui troni di Boemia e d’Ungheria. Vladislao fece inoltre realizzare importanti opere architettoniche, tra cui la grande Sala Vladislao del Castello di Praga, completata nel 1502. La minaccia dell’Impero ottomano si aggravò nuovamente dopo il 1512. Le regioni di confine furono devastate e i rifornimenti alle fortezze divennero sempre più difficili. Nel 1514, il tentativo di organizzare una crociata contro i Turchi sfociò in una grande rivolta contadina. Circa 40.000 contadini si radunarono sotto il comando di György Dózsa, ma i nobili impedirono la crociata temendo di perdere la propria manodopera. I contadini si rivoltarono allora contro i loro signori, saccheggiarono castelli e distrussero i documenti dei titoli di proprietà. Furono sconfitti nel giugno 1514 e i capi vennero torturati a morte. L’assemblea del regno sottopose poi i contadini a una servitù permanente, aggravandone la dipendenza economica. Vladislao morì a Buda poco dopo aver compiuto sessant’anni e fu sepolto a Székesfehérvár. Suo figlio Luigi era già stato incoronato re d’Ungheria e di Boemia, così la successione era assicurata. Vladislao era considerato un cattolico colto, pacifico e molto legato alla famiglia. La sua bontà, tuttavia, veniva spesso percepita come debolezza. Evitava di assumersi responsabilità personali, si affidava ai consiglieri e interveniva raramente con decisione nella politica. Durante il suo regno le tensioni religiose in Boemia si attenuarono temporaneamente, mentre in Ungheria crebbe il potere dei grandi proprietari terrieri, peggiorarono drasticamente le condizioni dei contadini e diminuì la capacità militare di resistere agli Ottomani.

Fonte: Владислав Јагелонски (mk, 5093993). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0