Persona
Rudolf I. (Böhmen)
Trova una connessione con un’altra personaNascita
1281
Morte
04.07.1307
03.07.1307
Biografia
Rodolfo III d’Asburgo nacque intorno al 1281 come il maggiore dei sei figli del duca d’Austria e di Stiria Alberto I d’Asburgo e di sua moglie Elisabetta di Gorizia-Tirolo. Sua madre era sorella di Enrico di Carinzia, che in seguito sarebbe diventato il principale avversario politico di Rodolfo. Rodolfo apparteneva dunque a una dinastia in ascesa, impegnata a consolidare la propria posizione nell’Impero e nei territori austriaci.
Quando nel 1298 suo padre fu eletto re dei Romani e sconfisse il rivale Adolfo di Nassau nella battaglia di Göllheim, Alberto affidò congiuntamente i ducati d’Austria e di Stiria ai figli Rodolfo, Federico e Leopoldo. Poiché Federico aveva appena nove anni e Leopoldo cinque, l’amministrazione effettiva spettò inizialmente soprattutto a Rodolfo, che allora aveva tra i quindici e i diciotto anni. Suo padre, tuttavia, mantenne un’influenza decisiva.
Alberto cercò nello stesso tempo di rafforzare i rapporti con il re di Francia Filippo IV il Bello. Alla fine del 1299 fu stabilito che Rodolfo avrebbe sposato Bianca, sorella di Filippo. Il matrimonio fu celebrato a Pentecoste del 1300. Bianca portò all’unione un importante rango politico e significative pretese territoriali, rivelandosi inoltre un prezioso sostegno per il marito. Durante le assenze di Rodolfo lo rappresentò più volte nei suoi domini e lo accompagnò in un viaggio in Stiria. Il matrimonio rimase senza figli. Probabilmente in relazione alla nascita di un bambino morto, Bianca redasse il proprio testamento nel 1304; morì il 19 marzo 1305.
Dal 1300 Rodolfo sostenne lo zio Enrico di Carinzia nei conflitti con la nobiltà carinziana. Enrico, tuttavia, non riconobbe mai adeguatamente il suo aiuto. I rapporti peggiorarono definitivamente quando, nel 1304, Enrico rifiutò di partecipare a una spedizione asburgica contro la Boemia. Rodolfo e suo padre intendevano indebolire il re di Boemia e di Polonia Venceslao II, i cui successi politici creavano difficoltà a diverse dinastie. A Bratislava fu conclusa un’alleanza con il controre d’Ungheria Carlo Roberto d’Angiò, il magnate slovacco Matteo Csák, i Cumani e forse altri principi.
Rodolfo guidò il primo attacco con truppe ungheresi, cumane e austriache. La spedizione fu caratterizzata da grande violenza contro la popolazione civile, poiché ai Cumani pagani fu permesso di ridurre in schiavitù i cristiani e di saccheggiare il territorio invece di ricevere il soldo. L’esercito di suo padre, intanto, si trovò sotto la pressione delle forze dei Vítkovci nella Boemia meridionale e dovette attendere l’aiuto di Rodolfo. Dopo la riunione dei due eserciti, gli Asburgo marciarono verso Kutná Hora. La battaglia decisiva che speravano di ottenere, però, non ebbe luogo. Le truppe, già stremate, furono sorprese dalla tattica attendista delle forze boeme, sostenute anche dal margravio di Brandeburgo Ottone IV. Durante una tempesta di neve sugli altopiani boemo-moravi, la ritirata si trasformò in fuga. La spedizione asburgica si concluse con un completo fallimento militare.
Dopo l’assassinio di Venceslao III nell’agosto del 1306, morto senza eredi maschi, si estinse la linea maschile dei Přemyslidi. Le élite boeme elessero inizialmente re Enrico di Carinzia, ma Alberto dichiarò la Boemia un feudo tornato all’Impero. Insieme a Rodolfo invase il paese. Attraverso concessioni e corruzioni, la casa d’Asburgo conquistò numerosi nobili boemi alla candidatura di Rodolfo. Enrico riconobbe infine che la sua posizione era senza speranza e fuggì con la moglie in Carinzia.
Il 16 ottobre 1306 Rodolfo fu solennemente eletto re di Boemia. Il giorno seguente sposò Elisabetta Richeza, vedova di Venceslao II. Questo matrimonio avrebbe dovuto legittimare ulteriormente le sue pretese al trono boemo e a quello polacco. La coppia fu considerata felice. Rodolfo lasciò inoltre il governo dell’Austria e della Stiria al fratello minore Federico il Bello.
Il regno di Rodolfo in Boemia durò meno di un anno. Per la sua rigorosa parsimonia ricevette il soprannome derisorio di “re Pappa”, perché alla sua corte sarebbe stato servito soprattutto del porridge. Considerata l’enorme indebitamento della tesoreria reale, la sua frugalità era tuttavia probabilmente necessaria. Inoltre Rodolfo non poteva contare sulle entrate dei territori austriaci, poiché erano governati da suo fratello. Le fonti dell’epoca lo resero comunque bersaglio di canzoni satiriche e gli attribuirono anche il soprannome di “re Droghiere”. È stato ipotizzato che la sua alimentazione scarsa fosse legata a ulcere gastriche o a un’altra malattia dello stomaco, ma non esistono prove certe.
Nel gennaio 1307 Alberto concesse in feudo comune la Boemia e la Moravia a Rodolfo e ai suoi fratelli minori, stabilendo che, in caso di morte senza figli di Rodolfo, il fratello maggiore gli sarebbe succeduto. In questo modo il tradizionale diritto elettivo della nobiltà boema veniva di fatto limitato. Nel corso dell’anno crebbe l’opposizione a Rodolfo, soprattutto nella Boemia sud-occidentale. Tra i suoi avversari vi erano Guglielmo Lepre di Waldeck, Ojř di Komberg e Bavaro III di Strakonice; anche il vescovo di Praga Giovanni IV di Dražice entrò in conflitto con lui.
Nel giugno 1307 Rodolfo iniziò una spedizione contro i nobili ribelli. Ebbe inizialmente successo e assediò Bavaro nella sua fortezza di Horažďovice. Bavaro fu costretto alla resa, ma quella stessa notte, il 3 luglio 1307, Rodolfo morì davanti alla città. La causa della morte viene generalmente indicata nella dissenteria, senza però una conferma indipendente. Sono state avanzate anche le ipotesi di ulcere gastriche, morbo di Crohn o avvelenamento, ma non esistono prove a sostegno. Sul letto di morte Rodolfo fece redigere il testamento e raddoppiò la dote della moglie Elisabetta Richeza. Fu poi sepolto nella basilica di San Vito del Castello di Praga. Sul trono boemo gli succedette nuovamente Enrico di Carinzia.
La tomba di Rodolfo fu trasferita più volte nel corso dei secoli e riscoperta casualmente nel 1870 durante lavori edilizi. Vi furono rinvenuti, tra l’altro, resti ossei, tessuti, una corona funeraria, uno scettro e un globo crucigero. Queste insegne funerarie dorate furono probabilmente realizzate nella stessa bottega degli oggetti sepolcrali di Přemysl Ottocaro II. Gli abiti conservati di Rodolfo costituiscono una testimonianza europea unica della cultura funeraria medievale. La sua immagine storica rimase contraddittoria: mentre la cronaca di Dalimil lo criticò duramente, altre testimonianze ne misero in evidenza l’intelligenza, la determinazione, il coraggio e la bontà. A causa della brevità del suo regno e della trasmissione frammentaria delle fonti, la sua personalità può tuttavia essere valutata solo con riserva.
Fonte: Rudolf Habsburský (cs, 26155134). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0
Genitori
Figli
Nessuna relazione con figli verificata disponibile.