Persona
Napoleon Bonaparte
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Morte
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Biografia
Napoleone Bonaparte, in seguito Napoleone I, nacque il 15 agosto 1769 ad Ajaccio, in Corsica, e morì il 5 maggio 1821 a Longwood, sull’isola di Sant’Elena. Fu militare e uomo di Stato francese, nonché il primo imperatore dei Francesi. Governò dal 1804 al 1814 e nuovamente durante i Cento giorni del 1815. Apparteneva alla famiglia corsico-italiana dei Bonaparte ed era il secondo figlio sopravvissuto di Charles Bonaparte e Letizia Ramolino.
Trascorse l’infanzia ad Ajaccio in condizioni modeste. Nel 1779 entrò dapprima nel collegio di Autun e successivamente nella scuola militare di Brienne, dove fu spesso isolato a causa del suo accento corso e delle sue difficoltà linguistiche. Dimostrò però notevoli capacità matematiche e un precoce talento nell’organizzazione militare. Dopo la morte del padre, nel 1785, proseguì gli studi presso la scuola militare di Parigi. Nello stesso anno fu assegnato come sottotenente a un reggimento di artiglieria. Durante i primi anni di servizio lesse assiduamente opere storiche e politiche e tornò più volte in Corsica.
La Rivoluzione francese del 1789 gli offrì nuove possibilità di ascesa. Napoleone sostenne la Rivoluzione, entrando però in conflitto con il nazionalista corso Pasquale Paoli. Dopo la distruzione della casa di famiglia da parte dei sostenitori di Paoli, nel 1793 la famiglia fuggì in Francia. Nello stesso anno Napoleone si distinse nella riconquista di Tolone, occupata da truppe realiste e britanniche. Il suo piano d’artiglieria contribuì in modo decisivo alla vittoria e il 22 dicembre 1793 fu promosso generale di brigata.
Dopo la caduta di Robespierre, Napoleone fu arrestato temporaneamente e perse per un periodo il comando. Il suo ritorno decisivo avvenne il 5 ottobre 1795, quando, su incarico di Paul Barras, represse a Parigi un’insurrezione realista. Nel giro di poche settimane divenne generale dell’Armata dell’interno e acquisì grande influenza nella capitale. Nel 1796 sposò Joséphine de Beauharnais, vedova del generale Alexandre de Beauharnais. Il matrimonio rimase senza figli e fu sciolto nel 1809.
Come comandante dell’Armata d’Italia, nel 1796 e nel 1797 Napoleone condusse una campagna straordinariamente vittoriosa. Grazie alla rapidità dei movimenti e all’impiego concentrato dell’artiglieria, sconfisse ripetutamente gli eserciti piemontesi e austriaci. Le vittorie di Lodi, Arcole e Rivoli lo resero celebre in Francia. Organizzò l’Italia settentrionale in repubbliche dipendenti dalla Francia e concluse autonomamente i preliminari della pace di Leoben.
Nel 1798 Napoleone ricevette l’incarico di guidare la spedizione in Egitto. Conquistò Malta e prese Alessandria e il Cairo, ma la flotta francese fu quasi completamente distrutta ad Abukir dalla flotta britannica guidata da Nelson. La spedizione entrò così in una fase difficile. In Siria fallì l’assedio di San Giovanni d’Acri, mentre malattie e peste indebolirono le truppe francesi. Nell’agosto 1799 Napoleone abbandonò il suo esercito e rientrò segretamente in Francia.
Il 9 novembre 1799 prese il potere con il colpo di Stato del 18 brumaio. Divenne dapprima Primo console e in seguito console a vita. La Costituzione dell’anno VIII attribuì al capo dell’esecutivo ampi poteri e si trasformò in un sistema di governo autoritario. Napoleone stabilizzò la Francia dopo un decennio di disordini rivoluzionari. Fondò, tra l’altro, la Banca di Francia, istituì le prefetture, il Consiglio di Stato e i licei, riformò l’amministrazione della giustizia e nel 1804 introdusse il Codice civile. Quest’ultimo uniformò il diritto civile, rafforzò la tutela della proprietà e dei contratti e influenzò in seguito numerosi altri ordinamenti. A questo periodo risalgono anche il franco, la Legion d’onore, la Corte di cassazione e altre istituzioni statali.
Nel 1801 Napoleone concluse un concordato con papa Pio VII, che regolò nuovamente i rapporti tra la Francia e la Chiesa cattolica. La sua politica coloniale rimase però contraddittoria. Nel 1802 ristabilì la schiavitù nelle colonie francesi. Il tentativo di riportare Saint-Domingue sotto il controllo francese fallì a causa della resistenza della popolazione, delle malattie e della sconfitta militare. Nel 1803 Napoleone vendette la Louisiana agli Stati Uniti.
Il 2 dicembre 1804 Napoleone si incoronò imperatore a Notre-Dame de Paris; Joséphine fu proclamata imperatrice. Negli anni successivi estese la supremazia francese su gran parte dell’Europa. Le vittorie di Austerlitz, Jena e Friedland spezzarono diverse coalizioni contro la Francia. Napoleone fu presidente della Repubblica Italiana, poi re d’Italia, mediatore della Confederazione svizzera e protettore della Confederazione del Reno. Pose membri della propria famiglia su vari troni europei, tra cui Joseph a Napoli e in Spagna e Louis in Olanda.
Il tentativo di isolare economicamente la Gran Bretagna attraverso il blocco continentale provocò nuovi conflitti. La flotta franco-spagnola perse nel 1805 a Trafalgar la supremazia sui mari. Particolarmente importante fu l’intervento nella penisola iberica. Napoleone mise il fratello Joseph sul trono di Spagna, provocando una rivolta e una guerra che durarono sei anni. Le truppe francesi subirono gravi perdite. Nel 1809 Napoleone sconfisse ancora l’Austria a Wagram, ma le guerre sempre più numerose gravarono sul suo impero.
Dopo il divorzio da Joséphine, nel 1810 Napoleone sposò Maria Luisa d’Austria. L’anno seguente nacque il loro figlio Napoleone Francesco, al quale fu conferito il titolo di re di Roma. Nel 1812 il territorio sottoposto al dominio francese raggiunse la massima estensione. Tuttavia, la campagna di Russia dello stesso anno si trasformò in una catastrofe. Un esercito di circa 600.000 soldati perse in pochi mesi la maggior parte dei propri effettivi a causa della ritirata, della fame, del freddo e degli attacchi nemici. La sconfitta nella battaglia delle Nazioni a Lipsia, nel 1813, provocò il crollo della supremazia francese in Germania.
Dopo la presa di Parigi, nell’aprile 1814 Napoleone abdicò e divenne sovrano dell’isola d’Elba. Il 1º marzo 1815 tornò in Francia. Durante il viaggio verso Parigi molti soldati passarono dalla sua parte ed egli riprese il potere. Questi Cento giorni terminarono però con la sconfitta di Waterloo, il 18 giugno 1815. Napoleone abdicò una seconda volta il 22 giugno e tentò invano di raggiungere gli Stati Uniti. I britannici lo condussero a Sant’Elena, dove visse sorvegliato a Longwood, dettò le sue memorie e vide peggiorare progressivamente la propria salute.
Napoleone morì nel 1821 all’età di 51 anni. La causa ufficiale della morte fu un cancro allo stomaco, ma già allora e in seguito sorsero diverse teorie sulla sua malattia e su un possibile avvelenamento da arsenico. Nel 1840 le sue spoglie furono trasferite in Francia e sepolte sotto la cupola degli Invalides a Parigi, con grande partecipazione popolare.
L’eredità di Napoleone rimase contraddittoria. È considerato uno dei più importanti condottieri della storia, ma il suo governo centralizzato e dispotico, insieme alle guerre sanguinose, causò milioni di vittime in Europa. Le sue riforme, soprattutto il Codice civile e la riorganizzazione dell’amministrazione, dell’istruzione e delle finanze, continuarono a influenzare la Francia anche dopo la sua morte. Allo stesso tempo, già durante la sua vita nacquero intorno a lui una leggenda eroica e una leggenda nera. In seguito il bonapartismo si richiamò al suo modello di governo, mentre scrittori come Victor Hugo e Tolstoj interpretarono la sua figura come il simbolo di un uomo di potere eccezionale, ma tragico.
Fonte: Napoléon Ier (fr, 239258250). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0
Genitori
Nessuna relazione genitoriale verificata disponibile.