Biografia
Maria d’Austria, generalmente chiamata Maria d’Ungheria, nacque il 15 settembre 1505 nel palazzo del Coudenberg a Bruxelles. Era la penultima dei sei figli dell’erede asburgico Filippo il Bello e di Giovanna di Castiglia, conosciuta come “Giovanna la Pazza”. Dopo la morte prematura del padre, nel 1506, crebbe nei Paesi Bassi insieme ai fratelli sotto la tutela della zia Margherita d’Austria. La sua educazione, adeguata al suo rango, fu seguita con attenzione anche dal nonno, l’imperatore Massimiliano I. Imparò presto il latino e il tedesco, sviluppò una particolare passione per la musica e suonò diversi strumenti. Grazie all’ambiente umanistico della famiglia si interessò inoltre alla letteratura, all’arte, alla politica e al diritto.
Massimiliano perseguì attraverso il matrimonio di Maria un’ampia politica dinastica. Ancora bambina, fu promessa al re d’Ungheria Ludovico II della dinastia degli Jagelloni, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra gli Asburgo e l’Ungheria. Dopo lunghi preparativi, l’unione fu celebrata simbolicamente a Vienna nel 1515 e rinnovata nel 1520 con un matrimonio per procura. Maria si recò infine in Ungheria affrontando condizioni difficili e superando l’opposizione dei nobili ostili agli Asburgo. L’11 dicembre 1521 fu incoronata regina d’Ungheria a Székesfehérvár; nel gennaio 1522 seguì la celebrazione definitiva delle nozze. Nello stesso anno, a Praga, la coppia fu incoronata anche re e regina di Boemia.
Nonostante le tensioni politiche, Maria e Ludovico condussero inizialmente una vita comune fatta di battute di caccia, feste e impegni rappresentativi. Maria intervenne però energicamente nel governo, cercando di difendere l’autorità della corona contro i potenti magnati ungheresi. Nel 1525 sventò un colpo di Stato. La sua posizione rimase comunque difficile, poiché diversi gruppi si contendevano l’influenza sul giovane re e cresceva la minaccia ottomana.
Nell’agosto 1526 Ludovico II morì nella battaglia di Mohács, annegando durante la fuga. Il matrimonio non aveva avuto figli. Di fronte al caos politico e all’avanzata ottomana, Maria fuggì da Buda e decise di non risposarsi. Mentre Giovanni Zápolya veniva eletto re, Maria convocò a Presburgo la Dieta e fece eleggere re d’Ungheria suo fratello Ferdinando. Il paese risultò così ulteriormente diviso. Ferdinando le tolse inizialmente le sue entrate e Maria si trovò più volte in difficoltà finanziarie. Per un periodo esercitò la reggenza per il fratello, ma nel 1527 chiese di essere sollevata dall’incarico per motivi di salute. Rifiutò con fermezza diversi progetti matrimoniali proposti da Ferdinando. Nel 1529, dopo la conquista di Buda da parte degli Ottomani, dovette rifugiarsi a Linz.
Dopo la morte della zia Margherita d’Austria, alla fine del 1530, Maria assunse su richiesta del fratello, l’imperatore Carlo V, il governo dei Paesi Bassi asburgici. Il 6 luglio 1531 fu presentata agli Stati Generali a Bruxelles. Rimase in carica per quasi un quarto di secolo, godendo di un’autonomia eccezionalmente ampia. Carlo le sottopose il Consiglio di Stato, il Consiglio privato e il Consiglio delle finanze, autorizzandola a decidere autonomamente nei casi urgenti. Maria poteva convocare le riunioni, influenzare le votazioni e firmare personalmente documenti importanti. Sebbene spesso si presentasse pubblicamente come una serva obbediente del fratello, si opponeva alle sue decisioni quando le riteneva dannose.
Il suo governo fu fortemente condizionato dalle guerre di Carlo V. Maria doveva ottenere l’approvazione dei finanziamenti, contrarre prestiti, rifornire le truppe e organizzare la difesa dei territori dei Paesi Bassi. Nei suoi ventiquattro anni di governo, i Paesi Bassi furono coinvolti nella guerra per circa dodici anni. Ispezionò le fortezze, progettò opere difensive, rafforzò la protezione delle coste e fece installare un sistema di fari per le segnalazioni. Contro la Francia negoziò diversi armistizi, ma coordinò anche i preparativi militari e talvolta visitò personalmente il fronte. Il finanziamento delle guerre la rese impopolare, poiché dovette imporre ripetutamente tasse elevate. Allo stesso tempo difese gli interessi economici dei suoi territori, promuovendo trattati commerciali, sostenendo la costruzione di chiuse e invitando più volte il fratello a cercare la pace per proteggere il commercio e la prosperità della regione.
Maria dovette inoltre affrontare diverse rivolte. Nel 1532 Bruxelles fu scossa da disordini provocati da tensioni politiche ed economiche. Nel 1537 Gand iniziò una grave ribellione contro i contributi finanziari richiesti da Carlo. Maria tentò dapprima di mediare, ma non riuscì a risolvere il conflitto. Nel 1540 Carlo V represse la rivolta con grande durezza.
Anche la politica religiosa la mise di fronte a un difficile conflitto. Maria si interessava alla Bibbia ed era vicina agli ambienti umanistici. La sua simpatia per alcune idee riformatrici e i suoi rapporti con i protestanti suscitarono diffidenza, benché come governatrice dovesse applicare la politica cattolica del fratello. A suo giudizio, l’Inquisizione di Stato e la persecuzione dei dissidenti religiosi danneggiavano anche il commercio. Per questo si pronunciò più volte a favore di una maggiore moderazione, anche nei confronti dei mercanti ebrei e delle persone vicine alla Riforma. Cercò di preservare l’autorità asburgica senza provocare, con un’eccessiva severità, nuove rivolte o l’emigrazione dei commercianti.
Accanto all’attività politica, Maria si occupò intensamente dell’educazione dei nipoti e delle nipoti e contribuì a organizzare le loro unioni dinastiche. Fu una stretta confidente di Carlo V, che la considerava una rappresentante affidabile e un sostegno centrale del suo governo. Fu inoltre un’importante mecenate del Rinascimento. Fece costruire o trasformare secondo lo stile dell’epoca palazzi, castelli e fortificazioni, tra cui la sua residenza di Binche e il complesso di caccia di Mariemont. Commissionò dipinti, ritratti, sculture, arazzi ed edifici e spesso seguì personalmente l’avanzamento dei lavori. Tra gli artisti da lei coinvolti vi furono Tiziano, Leone Leoni e Pompeo Leoni. La sua biblioteca comprendeva più di quattrocento opere di storia, teologia, filosofia, arte militare, architettura e poesia.
Una delle sue più grandi passioni era la caccia. Cavalcava non all’amazzone, ma a cavalcioni, inseguiva cervi e cinghiali, utilizzava i falchi e partecipava personalmente anche alla preparazione degli animali abbattuti. La sua abilità e il suo carattere deciso le valsero il soprannome di “cacciatrice virile”. Anche la musica rimase importante nella sua vita: Maria mantenne una propria cappella di corte e suonava diversi strumenti.
Quando Carlo V abdicò nel 1555, Maria annunciò che avrebbe lasciato il suo incarico per seguire in Spagna il fratello e la sorella Eleonora. Era provata dalla salute e desiderava dedicarsi maggiormente alla vita religiosa. Inoltre aveva avuto diversi contrasti con il successore di Carlo, Filippo II. Nel 1556 si recò in Spagna e visse dapprima alla corte di Valladolid, per poi ritirarsi nei pressi di Simancas. Dopo la morte di Eleonora e di Carlo, nel 1558, la sua salute peggiorò ulteriormente. Colpita da diversi attacchi cardiaci, Maria morì il 18 ottobre 1558 a Cigales, in Castiglia. Fu inizialmente sepolta a Valladolid; in seguito Filippo II fece trasferire le sue spoglie all’Escorial, dove fu sepolta insieme a Carlo V.
Fonte: Marie de Hongrie (1505-1558) (fr, 238968242). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0