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Portrait of king Louis I of Hungary .
Marcello Bacciarelli
Poczet królów polskich z Zamku Królewskiego w Warszawie Marcelego Bacciarellego [1] http://kolekcja.zamek-krolewski.pl/obiekt/id/ZKW_2711_ab
Fonte dell’immagine: File:Ludwik Węgierski by Bacciarelli.jpg · Licenza: Public domain
Ridimensionata per la presentazione.
Biografia
Lajos I d’Angiò, detto anche Lajos il Grande, fu re d’Ungheria e di Polonia della casa d’Angiò. Nacque il 5 marzo 1326 a Visegrád, primogenito dei tre figli di Carlo Roberto, re d’Ungheria, e di Elisabetta di Polonia. Sua madre era sorella del re polacco Casimiro III, che non aveva figli; per questo Lajos ebbe fin da giovane la prospettiva di succedergli sul trono polacco. Nel 1339 gli stati polacchi e Casimiro III stabilirono che, alla morte del re, Lajos sarebbe diventato re di Polonia.
Dopo la morte del padre, il 16 luglio 1342, Lajos, appena sedicenne, salì sul trono ungherese e fu incoronato pochi giorni dopo. Si dimostrò un sovrano energico e intraprendente, deciso a rafforzare il potere regio e a ridimensionare l’influenza dei grandi feudatari. Per raggiungere questo obiettivo si appoggiò soprattutto alle città e alla nobiltà media e minore. In Croazia e Dalmazia nominò funzionari regi e combatté l’autonomia delle potenti famiglie aristocratiche.
Le sue prime grandi iniziative militari si svolsero nel sud. Contro il sovrano serbo Stefano Dušan conquistò la regione della Macva e le città fortificate di Belgrado e Golubac. Allo stesso tempo cercò di ristabilire la sovranità ungherese sulla Croazia e sulla Dalmazia. Il conflitto con i nobili croati, soprattutto con le famiglie Nelipić e Šubić, si intrecciò presto con la lotta contro la Repubblica di Venezia, che allora dominava la costa dalmata.
Uno dei primi momenti decisivi fu rappresentato dall’assedio di Knin nel 1344 e nel 1345. Dopo alcune trattative, la vedova del potente Ivan Nelipić si sottomise al re, mentre la famiglia Šubić continuò inizialmente a resistere. La contesa per Zara si trasformò in una lunga guerra. La città si era ribellata a Venezia e sperava nella protezione di Lajos, ma il primo tentativo ungherese di soccorso fallì. Quando nel 1346 Lajos arrivò personalmente con un grande esercito, le sue truppe subirono pesanti perdite nell’attacco a una fortezza veneziana e furono costrette a ritirarsi. Zara tornò quindi sotto il dominio veneziano.
Lajos rivolse la sua attenzione anche ai possedimenti italiani della casa d’Angiò. Suo fratello Andrea era stato assassinato nel 1345 per ordine della moglie Giovanna, regina di Napoli. Per vendicarlo, Lajos marciò in Italia nel 1347, si proclamò re di Napoli e fece giustiziare un alleato di Giovanna. Nel 1350 intraprese una seconda spedizione. Le campagne, tuttavia, non produssero risultati duraturi. Napoli era lontana, circondata da potenze ostili e priva di un sostegno locale sufficiente. Alla fine Lajos dovette rinunciare alle proprie pretese, mentre Giovanna conservò il regno.
Sul piano interno, nel 1351 Lajos regolò i rapporti con la nobiltà attraverso il cosiddetto Decreto unico. Esso stabiliva che tutti i nobili godessero giuridicamente della stessa libertà e disponeva che i beni ereditati non potessero essere venduti o lasciati in eredità a persone estranee alla famiglia. La legge rafforzò però anche la posizione dei proprietari terrieri nei confronti dei contadini. Divenne obbligatorio il pagamento della cosiddetta nona, mentre l’amministrazione regia e i tributi ecclesiastici accrebbero il peso degli oneri gravanti sulla popolazione rurale. Nonostante ciò, durante il suo regno prosperarono l’agricoltura, l’attività mineraria, l’artigianato e il commercio. Città come Buda, Pest, Presburgo e Kaschau continuarono a svilupparsi, sorsero le corporazioni e l’Ungheria assunse un ruolo importante negli scambi tra l’Occidente e l’Oriente.
Negli anni 1350 Lajos proseguì la sua politica nei Balcani. Combatté contro la Serbia e tornò più volte in conflitto con la Bosnia. Nel 1353 sposò Elisabetta Kotromanić, figlia del bano bosniaco Stefano II. Il matrimonio doveva legare più strettamente la Bosnia all’Ungheria. Dopo alcune tensioni con il bano Tvrtko, nel 1357 Lajos lo costrinse a cedere la parte occidentale dell’Hum fino alla Narenta e a riconoscere la supremazia ungherese. Anche contro la Bosnia gli obiettivi politici e religiosi venivano spesso presentati come una lotta contro gli eretici e gli scismatici.
La vittoria decisiva contro Venezia giunse nella guerra combattuta tra il 1356 e il 1358. Mentre le truppe di Lajos esercitavano pressione in Italia, diverse città dalmate si ribellarono al dominio veneziano. Nel 1357 Spalato e Traù passarono dalla parte di Lajos, seguite da Sebenico, Nona e infine Zara. Con la pace di Zara del 18 febbraio 1358, Venezia rinunciò alla Dalmazia e alla Croazia e cedette a Lajos i territori costieri con le loro città e isole, dal Quarnaro fino a Durazzo. L’Ungheria ottenne così la supremazia sulla costa orientale dell’Adriatico. Anche Ragusa riconobbe Lajos come signore supremo, ma poté conservare un’ampia autonomia, i propri diritti e le relazioni commerciali.
Dopo la morte di Casimiro III, il 5 novembre 1370, Lajos divenne re di Polonia in base agli accordi precedenti. Governava ormai un vasto territorio che si estendeva dalla Vistola all’Adriatico. Il suo dominio in Polonia rimase tuttavia difficile. Le incursioni lituane, le rivolte, l’autonomia dei magnati e la resistenza contro i funzionari ungheresi crearono continue tensioni. Nel 1374 Lajos dovette concedere alla nobiltà polacca ampi privilegi con l’atto di Kaschau, affinché sua figlia fosse riconosciuta come erede. Le imposte nobiliari furono fortemente ridotte, molti feudi divennero ereditari e il potere degli stati aumentò considerevolmente.
Lajos intervenne militarmente anche contro gli Ottomani e in Bulgaria. Nel 1365 sconfisse lo zar di Vidin e sottopose temporaneamente il territorio al dominio ungherese. Con l’aiuto dei francescani, gli Ungheresi promossero in quella regione la conversione al cattolicesimo romano. La politica cristiana nei Balcani rimase però condizionata dalle rivalità tra le diverse potenze e non riuscì a fermare l’espansione ottomana.
Un’altra guerra contro Venezia iniziò nel 1378, quando Lajos si alleò con Genova. Venezia conquistò Cattaro e Sebenico e attaccò altre città dalmate. La flotta genovese ottenne un’importante vittoria presso Pola, ma in seguito Venezia tornò ad avere la meglio. Con la pace di Torino dell’8 agosto 1381, la Repubblica rinunciò a Cattaro, Arbe e ad altri possedimenti sulla costa orientale dell’Adriatico, impegnandosi inoltre a versare un’ingente indennità.
Lajos ed Elisabetta ebbero diverse figlie. Una figlia morta prematuramente portava anch’essa il nome di Maria; ebbero inoltre Caterina, Maria ed Edvige. Maria fu destinata a ereditare i regni d’Ungheria e fu promessa a Sigismondo di Lussemburgo, mentre Edvige avrebbe dovuto assicurare la successione polacca. Lajos morì il 10 settembre 1382 a Trnava, all’età di 56 anni; secondo le cronache ungheresi contemporanee, la causa fu la lebbra. Fu sepolto nella cattedrale di Székesfehérvár. Con la sua morte si estinse la linea maschile degli Angioini d’Ungheria e si dissolse l’unione personale tra Ungheria e Polonia. In Ungheria seguirono aspre lotte dinastiche, mentre i Polacchi rifiutarono Maria e chiesero infine Edvige come regina. Nel complesso, Lajos fu considerato uno dei sovrani più potenti d’Europa del suo tempo.
Fonte: Лајош I Анжујски (sr, 31422714). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0