
Dettagli dell’immagine
Archduke Leopold Ferdinand of Austria
Unknown author Unknown author
royalty digest quarterly
Fonte dell’immagine: File:Archduke Leopold Ferdinand of Austria.jpg · Licenza: Public domain
Ridimensionata per la presentazione.
Biografia
Leopold Wölfling, nato Leopold Ferdinand d’Austria-Toscana, venne al mondo il 2 dicembre 1868 a Salisburgo. Fu un arciduca austriaco che in seguito rinunciò al titolo e al cognome, conducendo una vita movimentata al di fuori della casa imperiale. Suo padre era Ferdinando IV, ultimo granduca di Toscana, mentre sua madre era la seconda moglie di quest’ultimo, Alicia di Borbone-Parma. Per parte paterna, Leopold discendeva da Ferdinando III di Toscana ed era quindi pronipote dell’imperatore Leopoldo II della casa d’Asburgo-Lorena.
Leopold crebbe a Salisburgo, dove suo padre si era trasferito in seguito agli sconvolgimenti politici e all’imminente unificazione italiana. Grazie al sostegno dell’imperatore Francesco Giuseppe I, Ferdinando IV poté continuare a condurre una vita principesca e garantire ai figli un’educazione accurata. Nel caso di Leopold si attribuì particolare importanza all’apprendimento delle lingue. Egli mostrava per esse lo stesso interesse che nutriva per la matematica, due ambiti che lo occuparono per tutta la vita.
Come molti membri maschi della sua famiglia, Leopold iniziò la carriera nella marina da guerra austro-ungarica. Nel 1890 fu promosso alfiere di vascello. L’imperatore Francesco Giuseppe gli vietò per motivi politici il matrimonio che desiderava con Elvira Maria Teresa, figlia del pretendente al trono spagnolo don Carlos VII. L’Austria-Ungheria non doveva essere coinvolta, neppure indirettamente, nella complessa politica interna spagnola.
Una svolta decisiva nella vita di Leopold avvenne durante il viaggio intorno al mondo compiuto dal futuro erede al trono Francesco Ferdinando, dal 1892 al 1893, insieme a una squadra di scienziati a bordo della nave Kaiserin Elisabeth. Leopold poté accompagnare il parente, di cinque anni più anziano, ma non riuscì ad accettare la sua precedenza a corte e a bordo. Tra i due sorsero tensioni e scontri pubblici. Si dice che Leopold avesse persino definito Francesco Ferdinando un “imperatore mancato”. Dopo una protesta presentata all’imperatore, a Sydney Leopold ricevette l’ordine di rientrare. In seguito fu assegnato come capitano al reggimento di fanteria austro-ungarico n. 8 a Brünn.
Con sé portò Wilhelmine Adamovic, della quale si era innamorato. Lei lavorava come prostituta ed era figlia di un impiegato delle poste. Leopold voleva sposarla, ma all’interno della casa imperiale il progetto fu respinto. Dopo un ulteriore trasferimento nella lontana Przemyśl, in Galizia, portò Wilhelmine con sé come governante. Allo stesso tempo cercò di insegnarle le buone maniere e di aiutarla a migliorare le sue capacità di lettura e scrittura. Quando l’imperatore venne a sapere della situazione, fece internare Leopold in una casa di cura per malattie nervose a Coblenza. Il successivo tentativo di arrendersi e la richiesta di un nuovo incarico militare non ebbero esito: Francesco Giuseppe rifiutò categoricamente.
Nel 1902 Leopold si recò in Svizzera con Wilhelmine. Il 14 dicembre dello stesso anno chiese per iscritto all’imperatore il permesso di rinunciare alla propria posizione e al rango di arciduca e di assumere in futuro il nome Wölfling. Francesco Giuseppe acconsentì e inizialmente regolò il suo sostentamento finanziario attraverso il fondo di assistenza familiare della casa d’Asburgo-Lorena. La condizione stabilita all’interno della famiglia era che Leopold vivesse permanentemente all’estero. Non vi fu tuttavia una formale privazione della cittadinanza né un’espulsione dal Paese. La Svizzera concesse a Leopold e a Wilhelmine, sposati dal 1903, un permesso di soggiorno e in seguito la cittadinanza.
Il matrimonio durò solo quattro anni. Wilhelmine si unì ai coloni del Monte Verità, presso Ascona, tra i quali vi erano i fratelli Karl e Gustav Gräser. Karl Gräser era stato uno degli ufficiali di Leopold a Przemyśl e per un certo periodo lo aveva avvicinato agli ideali della riforma della vita. Poco dopo il divorzio, il 26 ottobre 1907, Leopold sposò Maria Ritter, una giovane donna dell’ambiente della prostituzione di Monaco. La coppia si trasferì a Parigi, ma Maria si ammalò di febbre nervosa e anche quella relazione finì. In seguito Leopold visse in gran parte senza un’occupazione stabile. Allo scoppio della prima guerra mondiale volle tornare a prestare servizio nell’esercito austro-ungarico, ma fu respinto per decisione dell’imperatore.
Dopo la fine della guerra, la sua situazione finanziaria peggiorò drasticamente. Con il crollo della monarchia cessarono i pagamenti del fondo familiare; inoltre l’inflazione fece rapidamente perdere valore al denaro. Poiché la famiglia non lo sosteneva più, Wölfling ritenne di non essere più vincolato all’accordo che gli imponeva di vivere all’estero. Nel 1922 adottò Aloisia Starik, che in seguito visse con diversi cognomi. Egli la chiamava Luise e molti ritenevano che fosse in realtà sua figlia.
Wölfling non riuscì a trovare un lavoro stabile. Per un certo periodo avrebbe lavorato come ballerino accompagnatore all’Hotel Adlon di Berlino. Inoltre fu forse il modello per la canzone di successo “Schöner Gigolo, armer Gigolo”. Dall’ottobre 1926 gestì insieme a Luise una piccola drogheria in un complesso di edilizia popolare viennese a Kaisermühlen. L’ex arciduca vi vendeva soprattutto insaccati a marinai del Danubio e cocchieri. Dopo la chiusura dell’attività rimasero ingenti debiti. La pensione di grazia che sperava di ottenere dalla Repubblica gli fu negata.
Nel 1928 Wölfling annunciò di voler mantenersi facendo la guida turistica, soprattutto nella Hofburg e nel castello di Schönbrunn. Scrisse inoltre per diversi giornali ricordi personali e resoconti. Nel 1933 si trasferì a Berlino. Qui viveva in condizioni economiche difficili, mantenendosi con lavori occasionali insieme alla sua terza moglie, Klara Hedwig Pawlowski, molto più giovane di lui. Nonostante la precarietà della sua situazione, rimase un entusiasta sostenitore del nazionalsocialismo e ancora sul letto di morte considerava i nuovi governanti garanti di un futuro migliore.
Leopold Wölfling morì il 4 luglio 1935 a Berlino, all’età di 66 anni. Fu sepolto nel cimitero III della Chiesa di Gerusalemme e della Chiesa Nuova, a Berlino-Kreuzberg. La sua tomba è caratterizzata da una singolare croce in ferro battuto, in parte dorata. L’iscrizione riporta sia il suo nome civile sia il titolo abbandonato di “arciduca d’Austria”. Una targa aggiuntiva nel campo funerario ricorda la sua terza moglie Klara.
Wölfling pubblicò diverse opere autobiografiche, tra cui “Habsburger unter sich”, “My life story. From archduke to grocer” e “Als ich Erzherzog war”. Una parte significativa del suo lascito entrò nel 2011 nella Biblioteca Nazionale Austriaca. I documenti illuminano soprattutto gli anni dal 1929 al 1933 e comprendono, tra l’altro, documenti privati e la lettera con cui venne respinta la sua richiesta di assistenza finanziaria.
Fonte: Leopold Wölfling (de, 263231538). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0
Genitori
Figli
Nessuna relazione con figli verificata disponibile.