Persona
Joseph Karl Ludwig von Österreich
Trova una connessione con un’altra personaNascita
02.03.1833
Morte
13.06.1905

Dettagli dell’immagine
Josef Karl Ludwig Erzherzog Litho
Franz Eybl
Eigenes Foto einer Originallithographie der ÖNB (Wien)
Fonte dell’immagine: File:Josef Karl Ludwig Erzherzog Litho.JPG · Licenza: Public domain
Ridimensionata per la presentazione.
Biografia
L’arciduca Giuseppe Carlo d’Austria, noto anche come Giuseppe Carlo d’Asburgo-Lorena e popolarmente chiamato in Ungheria «Palatinus Jóska», nacque il 2 marzo 1833 a Presburgo, nell’Impero austriaco. Apparteneva al ramo ungherese della casa d’Asburgo-Lorena. Suo padre era l’arciduca Giuseppe Antonio Giovanni, palatino d’Ungheria dal 1796 fino alla morte, avvenuta nel 1847. Sua madre, Maria Dorotea di Württemberg, era la terza moglie del palatino e apparteneva alla confessione evangelica. Tra i suoi fratelli vi erano l’arciduchessa Elisabetta Francesca Maria, l’arciduchessa Maria Enrichetta, futura regina dei Belgi, e il fratellastro maggiore Stefano Francesco, che come Stefano, palatino d’Ungheria, ricoprì tale carica dal 1847 al 1848.
Giuseppe Carlo ricevette un’educazione completa, comprendente anche la formazione militare. Il suo precettore fu Flóris Rómer. Nel 1845 entrò nell’esercito imperiale come cadetto e prestò inizialmente servizio nel 12º Reggimento ussari, il cui titolare era tradizionalmente il palatino di turno. In seguito divenne maggiore nel 3º Reggimento dragoni, passò temporaneamente alla fanteria e assunse poi incarichi di comando in diversi reggimenti di dragoni e di fanteria. Nel 1859 fu promosso a maggior generale.
Durante la guerra austro-prussiana del 1866 partecipò, come appartenente al IV Corpo d’armata austriaco, a numerose battaglie. A Schweinschädel e soprattutto a Königgrätz le sue truppe furono più volte sottoposte a forti pressioni. Il 3 luglio, alla testa delle proprie unità, riuscì a rallentare a lungo l’avanzata della guardia prussiana; nel corso dei combattimenti gli furono uccisi quattro cavalli. Quando il comandante del corpo d’armata, il conte Tasziló Festetics, gravemente ferito, dovette essere trasportato via dal campo di battaglia, Giuseppe Carlo assunse il comando nonostante fosse stato ferito a una mano. Per il suo coraggio ricevette nello stesso anno la Croce al merito militare. Dopo la battaglia di Königgrätz fu nominato comandante del IV Corpo d’armata, promosso tenente feldmaresciallo e poco dopo feldzeugmeister, e incaricato del comando di una divisione di fanteria di stanza a Linz.
Il 5 dicembre 1868 ricevette l’incarico di organizzare la Reale Landwehr ungherese, la Honvéd. Rimase il suo comandante supremo fino alla morte. Per i suoi meriti nella costruzione della forza armata e nel miglioramento dell’addestramento, nel 1874 il re Francesco Giuseppe gli conferì la Gran Croce dell’Ordine imperiale austriaco e reale ungherese di Santo Stefano. Poco dopo Giuseppe Carlo fu promosso generale di cavalleria.
In Ungheria era stimato non soltanto per il suo ruolo militare. Dopo il matrimonio si stabilì definitivamente nel paese e cercò di legarsi strettamente alla società ungherese e alle sue aspirazioni culturali, presentandosi come un principe reale ungherese vicino alla popolazione. Con la famiglia viveva nella tenuta di Alcsút. Qui si dedicò con grande passione all’arboreto, svolse ricerche botaniche e pubblicò diversi studi sulle piante e sull’orticoltura. A Kisjenő e ad Alcsút istituì inoltre aziende agricole e orticole modello. L’Isola Margherita di Budapest, che era di sua proprietà, fu trasformata per sua iniziativa in luogo di villeggiatura e arricchita con numerose piante rare. Nel 1871 vi fece costruire una ferrovia a cavalli. Contribuì inoltre in misura significativa ai costi del ponte che collegava l’isola al Ponte Margherita.
Giuseppe Carlo si impegnò anche per lo sviluppo economico, l’organizzazione dei vigili del fuoco e la creazione di istituzioni benefiche. Partecipò alla fondazione dell’Associazione economica ungherese e sostenne, tra le altre iniziative, una casa di cura per bambini malati a Crikvenica e una struttura di soggiorno per gli ufficiali della Honvéd nell’ex convento francescano della stessa città. Fu inoltre patrono di associazioni mediche e sociali di Budapest.
Particolarmente importante fu il suo interesse per la lingua, la storia e la cultura popolare dei rom. Durante il servizio come ufficiale nel Reggimento di fanteria Wasa imparò la loro lingua dai soldati rom del reparto. In seguito cercò di insediare famiglie rom nelle proprie tenute, offrendo loro un lavoro stabile e garantendo l’istruzione scolastica ai figli. Le sue ricerche gli procurarono fama anche a livello internazionale. Scrisse il primo dizionario romeno-ungherese e una delle prime opere scientifiche dedicate alla grammatica della lingua romani. Nel 1881 fu eletto membro della direzione dell’Accademia ungherese delle scienze e nel 1888 ne divenne membro onorario. Ricevette inoltre lauree honoris causa dalle università di Budapest e Kolozsvár e fu nominato membro onorario della Società filologica di Budapest e della Japan Society di Londra.
Fu anche promotore della grande opera geografica ed etnografica «La monarchia austro-ungarica in parole e immagini», pubblicata in 21 volumi tra il 1886 e il 1902. Sette volumi erano dedicati all’Ungheria dell’epoca; all’impresa parteciparono importanti scrittori e pubblicisti ungheresi. La sua vicinanza agli artisti e agli studiosi ungheresi contribuì alla sua grande popolarità. Tra le personalità con cui ebbe rapporti di amicizia vi fu il poeta János Arany.
Il 12 maggio 1864 Giuseppe Carlo sposò la principessa Clotilde di Sassonia-Coburgo e Gotha, nipote del re di Francia Luigi Filippo. La coppia ebbe sette figli, sei dei quali raggiunsero l’età adulta. Tra loro vi erano l’arciduca Giuseppe Augusto, che avrebbe intrapreso a sua volta una significativa carriera militare, Maria Dorotea, Margherita Clementina ed Elisabetta Enrichetta. Il figlio Ladislao Filippo morì nel 1895 in un incidente di caccia; due figlie morirono rispettivamente ancora bambine e in giovane età.
Per trascorrere i mesi invernali, durante i quali la sua salute era delicata, Giuseppe Carlo acquistò una residenza sul mare Adriatico, nei pressi di Fiume, e la fece ampliare tra il 1892 e il 1895. Il castello, in seguito noto come Villa Giuseppe, rimase la residenza invernale della famiglia fino al 1916. Fu lì che l’arciduca Giuseppe Carlo morì il 13 giugno 1905. La sua memoria rimase strettamente legata all’Ungheria, dove fu ricordato come soldato, promotore delle scienze, mecenate e membro vicino al popolo della famiglia asburgica.
Fonte: Habsburg–Lotaringiai József Károly főherceg (hu, 28761191). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0