Persona

Jaime de Borbón

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Nascita

  1. 23.06.1908

Morte

  1. 20.03.1975

Biografia

Jacques-Henri de Bourbon, originariamente Jaime Luitpoldo Isabelino Enrique Alejandro Alberto Alfonso Víctor Acacio Pedro Pablo María de Borbón y Battenberg, nacque il 23 giugno 1908 nel palazzo reale di La Granja de San Ildefonso, nella provincia spagnola di Segovia. Era il secondogenito del re di Spagna Alfonso XIII e della sua consorte britannica Vittoria Eugenia di Battenberg. Alla nascita ricevette il rango di infante di Spagna. Fu battezzato il 29 giugno 1908 nella sala del trono del palazzo; suo padrino fu il principe reggente di Baviera Luitpold, mentre madrina fu sua zia, l’infanta Isabella. Una grave doppia mastoidite portò nel 1912 a una fallimentare operazione alle orecchie. Jacques divenne quindi sordo e perse temporaneamente anche la capacità di parlare. In seguito imparò a leggere il labiale e, con l’aiuto della seconda moglie Charlotte, che prima del matrimonio aveva svolto attività di cantante, recuperò in parte l’uso della parola. La monarchia spagnola nella quale Jacques crebbe era politicamente contestata. In particolare, i carlisti la respingevano perché si richiamavano alla legge salica e sostenevano altri diritti dinastici borbonici. Nel 1931 Alfonso XIII fu deposto dai repubblicani spagnoli. La famiglia reale andò in esilio: dapprima l’ex re visse in Francia, poi nel 1934 la famiglia si trasferì a Roma. Jacques fu uno dei testimoni alle nozze del fratello Juan, il futuro conte di Barcellona. Dopo la morte di diversi parenti borbonici più anziani, la posizione dinastica di Jacques cambiò più volte. Suo fratello maggiore Alfonso, già principe delle Asturie, rinunciò nel 1933, sotto la pressione del padre, ai propri diritti sul trono di Spagna. Per questo Jacques fu considerato per breve tempo principe delle Asturie dai sostenitori di Alfonso XIII. Pochi giorni dopo, tuttavia, anche Jacques rinunciò per iscritto ai propri diritti al trono spagnolo, poiché la sua sordità e la sua difficoltà di parola erano ritenute ostacoli a un’eventuale restaurazione della monarchia. Il 4 marzo 1935, in occasione delle sue nozze, il padre gli conferì il titolo di cortesia di duca di Segovia. Dopo la morte del fratello nel 1938, Jacques divenne per i legittimisti il delfino di Francia di diritto. Quando Alfonso XIII morì a Roma il 28 febbraio 1941, Jacques era considerato il più anziano discendente dei re francesi della casa di Borbone. I legittimisti lo riconobbero quindi come re legittimo di Francia e Navarra con il nome di Jacques II. Poco dopo la morte del padre, Jacques si trasferì a Losanna con la moglie e i due figli. Qui entrò per la prima volta in contatto più intenso con i legittimisti francesi. La moglie Emmanuelle de Dampierre lo incoraggiò a interessarsi a questo movimento monarchico. Dopo la seconda guerra mondiale, Jacques assunse pubblicamente il ruolo di capo della casa francese di Borbone. Adottò il titolo di cortesia di duca d’Angiò, portò lo stemma completo di Francia e nel 1946 dichiarò davanti a un notaio di non rinunciare né alle proprie pretese sul trono francese né al diritto di portare i gigli reali. Nello stesso anno nominò Jacques de Bauffremont-Courtenay suo rappresentante in Francia. Dal 1952 presiedette ogni anno a Parigi la messa commemorativa per il re Luigi XVI, giustiziato nel 1793. Nel 1957 iniziò a firmare i propri documenti francesi come Jaime Henri o Jacques Henri. Per questo i legittimisti da allora lo indicarono come Henri VI. Dal 1949 Jacques tornò a vivere in Francia, dapprima a Cannes e a Cap d’Antibes, poi a Rueil-Malmaison, Parigi e Neuilly-sur-Seine. Partecipò a iniziative dinastiche e monarchiche, tra cui una cerimonia nel 1956 nella basilica di Saint-Denis e l’inaugurazione, nel 1967 ad Angoulême, di una lapide commemorativa dedicata a Jean d’Orléans. Nel 1950 conferì ai figli i titoli di cortesia di duca di Borbone e duca di Borgogna, per il maggiore, e di duca di Bretagna, per il minore; quest’ultimo ricevette in seguito il titolo di duca d’Aquitania. In seguito Jacques riaffermò anche le proprie pretese sul trono spagnolo. Nel 1949 revocò pubblicamente le precedenti rinunce, dichiarando che erano state compiute senza una valida base giuridica e sotto la pressione del padre o del fratello. Si considerava il più anziano erede maschio dell’ultimo re di Spagna. Nel 1963 si proclamò capo e sovrano dell’Ordine del Toson d’oro. Nel 1964 assunse il titolo di cortesia di duca di Madrid e cercò di unire la tradizione carlista e quella alfonsista. Dopo la morte della madre, nel 1969, aggiunse il titolo di duca di Toledo. Nello stesso anno Jacques accettò infine la successione al trono prevista per il nipote Juan Carlos, sebbene questi non fosse il discendente più anziano dei re di Spagna. Motivò il proprio consenso con il bene comune della Spagna, la pace e la prosperità della popolazione. I rapporti con il fratello minore Juan rimasero tuttavia tesi, poiché questi non riconosceva le rivendicazioni francesi e spagnole di Jacques. L’allontanamento divenne particolarmente evidente quando Jacques non fu invitato alle nozze del figlio maggiore di Juan, Juan Carlos, con la principessa Sofia di Grecia. Il 4 marzo 1935, a Roma, Jacques sposò Vittoria Jeanne Emmanuelle Joséphine Pierre-Marie de Dampierre, appartenente a una famiglia nobile franco-italiana. La coppia ebbe due figli, Alfonso e Gonzalve. Nel 1949 Jacques contrasse a Innsbruck un secondo matrimonio civile con Charlotte Tiedemann, cantante tedesca e donna divorziata due volte. Per la Chiesa cattolica e per i legittimisti, tuttavia, Emmanuelle de Dampierre rimase la sua consorte principale e in seguito fu indicata come vedova del duca d’Angiò e di Segovia. Nel 1962, su richiesta dei figli, fu istituito un consiglio giudiziario per amministrare il suo patrimonio; Jacques vinse la successiva causa legale. Nel 1970 tornò a stabilirsi a Losanna. Dopo essere caduto per strada, fu ricoverato il 27 febbraio 1975 e morì il 20 marzo nell’ospedale cantonale di San Gallo, nonostante un intervento chirurgico. Fu inizialmente sepolto a Losanna. Nel 1985, con il consenso del nipote, il re Juan Carlos, la sua salma fu trasferita nel Pantheon degli infanti spagnoli presso il monastero di San Lorenzo de El Escorial.

Fonte: Jacques-Henri de Bourbon (fr, 239647201). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0