Persona

Isabella Clara Eugenia von Spanien

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Nascita

  1. 12.08.1566

Morte

  1. 01.12.1633

Ritratto di Isabella Clara Eugenia von Spanien
Dettagli dell’immagine

German: Infantin Isabella Clara Eugenia (1566-1633) Portrait of the Infanta Isabella Clara Eugenia title QS:P1476,de:"Infantin Isabella Clara Eugenia (1566-1633)" label QS:Lde,"Infantin Isabella Clara Eugenia (1566-1633)"

Sofonisba Anguissola

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Fonte dell’immagine: File:Infantin Isabella Clara Eugenia, 1599.jpg · Licenza: Public domain

Ridimensionata per la presentazione.

Biografia

Isabella Clara Eugenia di Spagna nacque il 12 agosto 1566 a Segovia e morì il 1º dicembre 1633 a Bruxelles. Figlia maggiore sopravvissuta del re di Spagna Filippo II e della sua terza moglie, Elisabetta di Valois, apparteneva alla casa d’Asburgo. Il suo nome richiamava Isabella la Cattolica, santa Chiara, la cui festa cadeva il giorno della sua nascita, e sant’Eugenio, al quale sua madre aveva fatto un voto. La madre di Isabella morì già nel 1568, quando la bambina aveva due anni. Isabella crebbe insieme alla sorella minore Caterina Michela alla corte del padre. Dopo il nuovo matrimonio di Filippo con Anna d’Austria, sviluppò un rapporto stretto anche con la matrigna. Filippo si occupò personalmente della sua educazione e la allevò secondo una rigorosa formazione religiosa. Isabella imparò, tra l’altro, il francese e il latino, lesse molto, suonò il liuto e si interessò alla musica, al teatro e alla caccia; fin da giovane cominciò inoltre a collezionare opere d’arte. Filippo II considerava Isabella la sua figlia prediletta e una consigliera fidata. Poiché il futuro re Filippo III era fisicamente fragile, per un certo periodo Isabella fu persino presa in considerazione come possibile erede al trono. Un progetto matrimoniale con l’imperatore Rodolfo II, pianificato fin dalla sua infanzia, fallì a causa della reciproca diffidenza tra i due sovrani. Dopo la morte della matrigna Anna, nel 1580, Isabella assunse responsabilità nella famiglia e si occupò soprattutto dei fratelli minori. Durante l’assenza di Filippo in Portogallo svolse anche compiti di rappresentanza. Negli ultimi anni del regno di Filippo II, Isabella divenne una delle sue più importanti consigliere politiche. Riordinava i suoi documenti, gli leggeva le notizie, traduceva rapporti dall’italiano e lo aiutava negli affari di governo. Durante la sua grave malattia lo assistette personalmente. Filippo la definì il conforto della sua vecchiaia e la luce dei suoi occhi. Il loro stretto rapporto lasciò un’impronta profonda su Isabella e le fornì esperienze politiche che sarebbero state decisive per il suo futuro governo. Dopo l’assassinio del re francese Enrico III, nel 1589, Filippo II rivendicò per Isabella il trono di Francia. Attraverso la madre, ella era nipote di Enrico e discendeva dalla casa di Valois. La parte cattolica francese era però divisa e la legge salica escludeva la successione femminile. Inoltre, Elisabetta di Valois aveva rinunciato ai propri diritti sul trono al momento del matrimonio. Nonostante gli sforzi diplomatici e militari della Spagna, Isabella non riuscì a imporsi. Enrico di Navarra si convertì al cattolicesimo e divenne re di Francia con il nome di Enrico IV; nel 1598, con la pace di Vervins, Filippo II rinunciò alle pretese della figlia. Nello stesso anno Isabella sposò l’arciduca Alberto VII d’Austria, fratello dell’imperatore Rodolfo II, che era stato educato alla corte spagnola. Filippo II assegnò alla coppia i Paesi Bassi spagnoli cattolici e la Franca Contea. Tra i territori trasferiti figuravano, fra gli altri, le Fiandre, il Brabante, il Lussemburgo e l’Artois. Se il matrimonio fosse rimasto senza figli, dopo la morte di Alberto i territori sarebbero dovuti tornare alla Spagna. Le nozze furono celebrate dapprima per procura a Ferrara nel novembre 1598 e, dopo il periodo di lutto per Filippo II, personalmente a Valencia nell’aprile 1599. Nel settembre dello stesso anno la coppia fece il suo ingresso solenne a Bruxelles. All’epoca i Paesi Bassi spagnoli comprendevano soltanto la parte meridionale dei territori neerlandesi; il nord era controllato dalle Province Unite calviniste. Isabella e Alberto cercarono di superare le conseguenze delle lunghe guerre, rafforzare l’economia e proteggere il loro paese da nuovi conflitti. Il loro matrimonio fu considerato felice, ma i tre figli della coppia morirono tutti in tenera età. Alberto era la figura principale del governo comune, ma Isabella partecipava attivamente alle decisioni politiche. Il re di Spagna Filippo III conservava ampi diritti d’intervento nella politica estera e nella difesa. Nonostante ciò, gli arciduchi tennero conto delle istituzioni neerlandesi esistenti e coinvolsero nell’amministrazione nobili, funzionari e rappresentanti della borghesia locale. A Bruxelles crearono un nuovo Consiglio di Stato e nel 1611 promulgarono l’Editto perpetuo, una vasta riforma del diritto civile e penale. Sul piano religioso, Isabella e Alberto proseguirono la Controriforma. Rafforzarono il cattolicesimo, sostennero i gesuiti e altri ordini religiosi, fondarono seminari, controllarono la stampa e promossero pellegrinaggi, processioni e la ricostruzione delle chiese cattoliche. Le comunità protestanti furono respinte. Isabella sostenne inoltre gli istituti fondati da Maria Ward per l’istruzione di ragazze e giovani donne e rimase profondamente religiosa. Ogni settimana si recava in pellegrinaggio a una fonte di Laeken, pregando per la nascita di un erede. Dopo la tregua di dodici anni con le Province Unite, conclusa nel 1609, i Paesi Bassi meridionali attraversarono inizialmente una fase di pace e ripresa economica. La coppia promosse l’agricoltura, il rimboschimento, l’artigianato, il commercio marittimo e le industrie tessili e siderurgiche. Nel frattempo la corte di Bruxelles divenne un importante centro culturale. Isabella e Alberto sostennero scrittori, filosofi, musicisti e pittori. Particolarmente stretto fu il loro rapporto con Peter Paul Rubens, nominato pittore di corte nel 1609. In seguito Rubens servì Isabella anche come diplomatico e mediatore di pace. Dopo la morte di Alberto, il 13 luglio 1621, i Paesi Bassi e la Franca Contea tornarono alla corona spagnola. Il re Filippo IV confermò Isabella come governatrice a vita, ma con poteri più limitati. Ella continuò a sostenere la proroga della tregua, mentre la Spagna riprese la guerra. Isabella cercò di raggiungere la pace attraverso negoziati segreti e missioni diplomatiche. Nel 1623 inviò Rubens all’Aia e più tardi egli riuscì a mediare la pace tra Inghilterra e Spagna. La situazione militare, tuttavia, peggiorò progressivamente. Mentre le Province Unite conquistavano nuovi territori, Isabella ordinò la costruzione della Fossa Eugeniana, un canale fortificato tra il Reno e la Mosa. Il progetto avrebbe dovuto ostacolare il commercio dei Paesi Bassi settentrionali e fungere da linea difensiva, ma non fu completato a causa delle sconfitte militari e della mancanza di denaro. La guerra gravò pesantemente sull’economia e sulla popolazione. Aumentarono anche le tensioni politiche e, nel 1632, una congiura nobiliare spinse Isabella a convocare nuovamente gli Stati Generali. I negoziati di pace auspicati fallirono. Isabella morì a Bruxelles nel 1633, all’età di 67 anni. Fu sepolta con l’abito di terziaria francescana accanto al marito nella cattedrale di Santa Gudula. La sua vita fu segnata dal profondo legame con il padre, dall’attività politica, dalla fede religiosa, dal sostegno alle arti e dai tentativi di pace, infine falliti. Come governatrice, cercò di conciliare gli interessi asburgici e spagnoli con le particolari condizioni dei Paesi Bassi meridionali.

Fonte: Isabella Clara Eugenia von Spanien (de, 266857055). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0