Biografia
Federico III, noto come Federico il Saggio, nacque il 17 gennaio 1463 nel castello di Hartenfels, a Torgau. Era il figlio maggiore del principe elettore di Sassonia Ernesto e di sua moglie Elisabetta, figlia del duca bavarese Alberto III. Dopo la morte del padre, nel 1486, il ventitreenne Federico, appartenente alla linea ernestina dei Wettin, ereditò il principato elettorale di Sassonia e la dignità elettorale. Governò invece gli altri territori, molto dispersi, insieme al fratello minore Giovanni, che in seguito sarebbe stato chiamato “il Costante”.
La situazione politica era stata segnata dalla spartizione di Lipsia del 1485, con cui i possedimenti dei Wettin erano stati divisi tra la linea ernestina e turingia e quella albertina e meissena. Federico fece di Torgau la sua principale residenza e, grazie alle miniere d’argento sassoni e alla sua quota delle entrate delle zecche, disponeva di una solida base finanziaria. Il suo ritratto su un grosso coniato nel 1492 è considerato il primo ritratto di un sovrano su una moneta nella storia monetaria sassone. Nel 1500, insieme al fratello Giovanni e al duca Giorgio il Barbuto, promulgò l’ordinamento monetario di Lipsia. Ebbe così inizio in Sassonia la prima fase della monetazione in talleri.
Federico non era sposato, ma ebbe diversi figli da Anna Weller, una donna di condizione sociale inferiore alla sua. I ritratti dell’epoca lo mostrano come un uomo di corporatura molto robusta; per questo il nunzio pontificio Hieronymus Aleander lo definì sarcasticamente “marmotta grassa”. Ciononostante, nel 1518 papa Leone X gli conferì la Rosa d’Oro, la più alta onorificenza pontificia per particolari meriti verso la Chiesa cattolica. In realtà, il riconoscimento avrebbe dovuto indurre Federico a consegnare Martin Lutero al tribunale ecclesiastico.
Dal punto di vista religioso, Federico era inizialmente profondamente radicato nelle forme di devozione del suo tempo. Assisteva ogni giorno alla messa, venerava la Vergine Maria e i santi e si dedicava intensamente al culto delle reliquie. Durante un pellegrinaggio in Terra Santa nel 1493 ne acquistò numerose e in seguito ampliò sistematicamente la propria collezione. Arrivò così a possedere, con oltre 19.000 pezzi, una delle più grandi raccolte di reliquie della sua epoca. Nel 1509 Lucas Cranach il Vecchio descrisse dettagliatamente questa collezione, accompagnando il testo con xilografie. Cranach era dal 1505 pittore di corte di Federico a Wittenberg e contribuì in modo decisivo all’ambiente culturale del principe elettore.
Federico promosse l’istruzione, l’arte e l’architettura. Nel 1502 fondò l’Università di Wittenberg, che nei decenni successivi sarebbe diventata uno degli atenei più importanti. Durante il suo governo, l’università si concentrò soprattutto sull’apertura all’umanesimo rinascimentale; in seguito sarebbe divenuta uno dei principali centri di origine e di insegnamento della Riforma. Federico fece inoltre costruire ex novo o trasformare radicalmente diversi castelli, tra cui quelli di Wittenberg, Torgau e Colditz. Nel 1493, a Gerusalemme, fu nominato cavaliere dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro. Il suo segretario e tesoriere Degenhart Pfaffinger, che lo aveva accompagnato durante quel pellegrinaggio, rimase in seguito al suo fianco come importante e fidato collaboratore.
Federico ebbe un ruolo anche nello sviluppo dell’arte equestre. Fu tra i primi principi elettori tedeschi a importare in Germania cavalli del tipo niseo della Media, chiamati “turchi”. Li fece allevare nei suoi allevamenti di Bleesern e Torgau. Bleesern divenne così il più antico allevamento addomesticato dell’Europa centrale ancora esistente. Federico mantenne rapporti con la famiglia regnante dei Gonzaga a Mantova, che allevava cavalli dello stesso tipo. Questi animali contribuirono alla nascita in Germania di una nuova arte equestre, che sostituì gradualmente il tradizionale stile di equitazione cavalleresco.
Anche a livello imperiale Federico acquistò crescente importanza. Nel 1507, alla Dieta di Costanza, il re Massimiliano I gli affidò la carica di luogotenente generale dell’Impero. L’incarico terminò dopo che Massimiliano, eletto imperatore del Sacro Romano Impero, rientrò da Trento nel 1508. Le idee politiche di Federico miravano a rafforzare la posizione dei principi territoriali, a limitare il potere centrale dell’imperatore e a contenere le pretese finanziarie del papato. Questo atteggiamento influenzò probabilmente anche il suo rapporto con Martin Lutero. Federico guardava con prudenza alle idee teologiche di Lutero e durante tutto il suo governo non lo ricevette mai personalmente. Tuttavia lo protegse per ragioni politiche e giuridiche.
Quando nel 1518 Roma pronunciò una sentenza per eresia contro Lutero, Federico si rifiutò di riconoscerla. Si adoperò inoltre affinché Lutero potesse recarsi con salvacondotto alla Dieta di Worms e, dopo la sua messa al bando, lo fece ospitare nel castello di Wartburg. Entrò così in aperto conflitto con la Curia romana e con l’imperatore. La sua politica tenace, conciliante e poco incline alla guerra gli valse in seguito il soprannome di “il Saggio”.
Federico svolse un ruolo importante anche nell’elezione del re del 1519. Per un certo periodo fu considerato un possibile candidato di compromesso tra il re di Francia Francesco I e l’Asburgo Carlo. Sebbene avesse buone possibilità di ottenere la dignità imperiale, rifiutò la propria candidatura già prima dell’elezione e preferì agire come mediatore tra i principi elettori. Il 28 giugno 1519 fu infine eletto all’unanimità il diciannovenne Asburgo. Carlo V dovette firmare una capitolazione elettorale alla cui elaborazione Federico aveva contribuito in modo determinante; essa garantiva agli Stati dell’Impero maggiori diritti di partecipazione nei confronti del potere centrale imperiale.
Federico fu tra i pochi principi che durante la guerra dei contadini si opposero alla loro distruzione con la forza. Riteneva che le loro richieste dovessero essere accolte. Solo sul letto di morte ricevette la comunione secondo il rito protestante, gesto interpretato come una tardiva adesione alla Riforma. Morì il 5 maggio 1525 a Lochau. Con la sua morte venne meno anche l’ultima importante resistenza a una guerra contro i contadini. Federico fu sepolto nella chiesa del castello di Wittenberg, da lui costruita e decorata. Dopo la sua morte, il fratello Giovanni assunse la dignità elettorale.
Fonte: Friedrich III. (Sachsen) (de, 268638535). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0