Biografia
András, chiamato anche Endre, nacque il 30 novembre 1327 dal re d’Ungheria Carlo I e dalla moglie Elisabetta della dinastia dei Piasti. Aveva diversi fratelli: il maggiore Ludovico divenne in seguito re d’Ungheria, mentre Stefano fu duca di Slavonia e Dalmazia. Altri due fratelli, Carlo e Ladislao, morirono ancora bambini. András trascorse probabilmente i primi anni di vita a Visegrád, dove fu educato insieme al fratello Ludovico sotto la guida dei precettori Miklós Drugeth e Miklós Kenesich. Durante un attentato contro la famiglia reale, nel 1330, anche i due educatori rimasero gravemente feriti mentre cercavano di proteggere i principi.
La vita di András fu segnata dagli interessi dinastici del padre e dalla complessa successione al trono del Regno di Napoli. Dopo la morte di Carlo, duca di Calabria e figlio del re di Napoli Roberto, rimasero come possibili eredi le figlie Giovanna e Maria. Roberto cercò di assicurare il potere alle nipoti e vide in un legame con la casa reale ungherese un importante sostegno politico. Già nel 1330 erano iniziate le trattative per un matrimonio tra Giovanna e Ludovico, ma alla fine fu scelto András per questa unione.
Nel 1333, re Carlo I portò in Italia il figlio, che allora aveva sei anni. Il 26 settembre dello stesso anno, a Napoli, András fu fidanzato solennemente con la setteenne Giovanna. Il giorno successivo Roberto lo nominò duca di Calabria e predispose per i due giovani una corte separata nel Castel Nuovo. Il papa approvò il contratto matrimoniale nel novembre 1333. Secondo l’accordo, András avrebbe dovuto sposare Giovanna al raggiungimento dell’età legale. Se uno dei due fosse morto prematuramente, il matrimonio sarebbe stato sostituito da un’unione con il fratello o la sorella minore dell’altro. Il contratto non prevedeva esplicitamente una futura incoronazione di András come unico re.
András crebbe così alla corte napoletana, lontano dalla patria ungherese. Si dice che re Roberto avesse preso in simpatia il giovane principe fin dal suo arrivo e che avesse concesso favori anche ad alcuni cortigiani ungheresi. Le nozze con Giovanna furono fissate per il 1342. Si celebrarono dopo la morte del padre di András e dopo la morte di re Roberto: András e Giovanna si sposarono infatti nel 1342. Dalla loro unione nacque un figlio, Carlo Martello, venuto al mondo il 25 dicembre 1345 e chiamato così in onore del bisnonno Carlo Martello.
Roberto di Napoli morì il 19 gennaio 1343. Nel testamento, redatto pochi giorni prima alla presenza di testimoni, designò Giovanna e Maria come eredi. András avrebbe dovuto partecipare al governo in quanto marito della regina, ma Giovanna e András non avrebbero potuto governare personalmente prima dei venticinque anni. In un primo momento, il potere sarebbe stato esercitato da un consiglio di reggenza composto da cinque membri. Se Giovanna fosse morta senza figli, il trono sarebbe passato a Maria; ad András sarebbe stato assegnato in tal caso il ducato di Salerno.
Dopo la morte di Roberto, tuttavia, gli equilibri di potere a corte cambiarono rapidamente. Giovanna cominciò presto ad agire indipendentemente dal consiglio di reggenza. Allo stesso tempo, diversi gruppi aristocratici, in particolare le fazioni di Taranto e di Durazzo, si contendevano l’influenza sulle due principesse e il controllo politico del regno. Per questi ambienti András rappresentava un ostacolo, perché la sua presenza rafforzava l’influenza ungherese a corte. Anche all’interno della corte si raccolsero avversari del giovane duca. Il suo entourage ungherese e il francescano Fra Roberto cercarono di tenerlo lontano da quella che consideravano una vita di corte dissoluta. Le tensioni tra i sostenitori di András, la casa reale ungherese e le fazioni aristocratiche napoletane finirono così per aggravarsi.
La casa reale ungherese si adoperò ripetutamente per ottenere l’incoronazione di András e garantire il suo effettivo potere. Dopo la morte di Roberto, re Ludovico si rivolse al papa e inviò ambasciatori ad Avignone. Nel 1343 sua madre, la regina Elisabetta, si recò personalmente a Napoli e poi ad Avignone per difendere gli interessi del figlio. In seguito alle sue richieste, all’inizio del 1344 papa Clemente VI autorizzò l’incoronazione di András. Egli avrebbe però potuto assumere il titolo di re soltanto in quanto marito di Giovanna, non come sovrano indipendente. L’incoronazione fu comunque rinviata più volte. Solo nel giugno 1345 il papa concesse nuovamente alla giovane coppia il permesso di farsi incoronare e intimò a Giovanna di non ostacolare ulteriormente l’incoronazione di András.
A quel punto la situazione a corte era già dominata dalle congiure. Diverse famiglie influenti e numerosi funzionari di corte sarebbero stati coinvolti in un complotto. Tra le persone indicate figuravano Carlo d’Artois, suo figlio Bertrand, Roberto Cabanis, alcuni loro parenti e altri cortigiani e servitori. Alcuni dei partecipanti erano strettamente legati alle fazioni di Taranto e di Durazzo o avrebbero intrattenuto rapporti personali con Giovanna. Le fonti raccontano gli avvenimenti in modo contraddittorio; dopo la morte di András, i resoconti favorevoli a Giovanna ne descrissero negativamente il carattere, mentre altri osservatori contemporanei ne conservarono un ricordo apertamente elogiativo.
Il 18 settembre 1345, dopo una battuta di caccia e un banchetto, la coppia reale soggiornava nel monastero di San Pietro a Maiella, presso Aversa. I compagni ungheresi di András erano stati sistemati, per suo ordine, nel castello di Aversa. Durante la notte il duca, che aveva allora diciassette anni, fu aggredito e ucciso in una zona della corte. Le testimonianze differiscono nei particolari, ma concordano nel descrivere un atto premeditato e nell’affermare che András fu strangolato. La sua nutrice ungherese Isabella trovò il cadavere e avvertì i monaci accorsi e i seguaci ungheresi. Giovanna non lasciò inizialmente le proprie stanze e in seguito, di fronte alla popolazione indignata, si ritirò nel castello.
Il corpo di András fu portato a Napoli e sepolto nella cattedrale di San Gennaro. La sua morte provocò una serie di gravi conseguenze: tensioni diplomatiche, indagini pontificie, rivolte, arresti, torture ed esecuzioni. Alcuni cortigiani di rango inferiore furono puniti poco dopo il delitto; in seguito le indagini si estesero ad altri sospettati. Diversi partecipanti furono giustiziati o morirono, probabilmente, avvelenati. Non fu tuttavia avviata un’inchiesta contro Giovanna, benché la casa reale ungherese la accusasse di complicità.
Re Ludovico tentò dapprima di ottenere giustizia per il fratello attraverso la diplomazia. Quando questi sforzi fallirono, nel 1347 avviò la sua prima spedizione contro Napoli. La questione del coinvolgimento di Giovanna rimase irrisolta anche in seguito. L’assassinio di András segnò profondamente i rapporti tra Ungheria, Napoli e il papato e provocò ulteriori conflitti militari e politici. Nel 1352 Giovanna fu infine incoronata a Roma insieme al secondo marito, Ludovico di Taranto.
Fonte: András calabriai herceg (hu, 29176406). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0