Biografia
Alessandro de’ Medici, detto «il Moro», nacque a Firenze il 22 luglio 1510 e morì nella stessa città il 6 gennaio 1537, vittima di un attentato. Fu dapprima duca di Penne dal 1522, governò Firenze dal 1523 con un’interruzione e nel 1532 fu nominato primo duca di Firenze. La sua ascesa segnò un momento di svolta nella storia della città: sotto il suo governo iniziò il passaggio dall’ordinamento repubblicano al principato ereditario dei Medici, trasformazione che sarebbe stata portata a compimento dal suo successore Cosimo I.
Alessandro era figlio illegittimo di Lorenzo de’ Medici, duca di Urbino, e quindi pronipote di Lorenzo il Magnifico. Era inoltre fratellastro di Caterina de’ Medici, la futura regina di Francia. Già durante la sua vita circolarono voci sulla sua origine. Alcuni ritenevano che il suo vero padre fosse il cardinale Giulio de’ Medici, poi divenuto papa con il nome di Clemente VII. Questa ipotesi fu tuttavia respinta dai contemporanei e dagli storici successivi come un semplice pettegolezzo.
Anche l’origine della madre fu descritta in modi diversi. Secondo una tradizione diffusa nel XVI secolo, sarebbe stata una domestica o schiava africana di nome Simonetta. In seguito questa versione fu messa in dubbio; lo storico Giorgio Spini considerò Simonetta più probabilmente una contadina libera della campagna romana. I documenti mostrano che ella riconobbe Alessandro come figlio e rimase sotto la protezione dei Medici. Per il colorito olivastro e l’aspetto scuro Alessandro ricevette comunque il soprannome di «il Moro». La possibile ascendenza africana è rimasta legata alla sua memoria, ma, sulla base delle testimonianze tramandate, non è confermata da fonti primarie contemporanee.
Quando nel 1523 Giulio de’ Medici fu eletto papa Clemente VII, Alessandro e suo cugino Ippolito de’ Medici furono posti come possibili successori alla guida di Firenze. Entrambi avevano appena dodici anni e si trovavano sotto la tutela del cardinale Silvio Passerini. I due discendenti legittimi di Lorenzo il Magnifico erano infatti già morti: Alessandro era figlio di Lorenzo, duca di Urbino, mentre Ippolito discendeva da Giuliano, duca di Nemours. Il loro primo governo terminò nel 1527, quando i lanzichenecchi dell’imperatore Carlo V saccheggiarono Roma e i Medici furono costretti a fuggire dalla città.
Dopo la capitolazione della Repubblica fiorentina al termine dell’assedio del 1530, Alessandro tornò al potere con il sostegno delle truppe imperiali e in virtù di un accordo tra Carlo V e Clemente VII. Fu insediato come nuovo signore della città, mentre Ippolito ricevette la dignità cardinalizia. Due anni dopo il papa e l’imperatore nominarono Alessandro duca di Firenze.
Alessandro improntò il proprio governo alle esperienze maturate alla corte imperiale di Carlo V. Si circondò di una guardia armata di lancieri, suscitando inquietudine tra molti fiorentini, abituati a una condotta più discreta anche da parte dei Medici più autoritari. Allo stesso tempo eliminò progressivamente i segni visibili della tradizione repubblicana e comunale. Ciò apparve con particolare evidenza nella coniazione di nuove monete, diverse dal tradizionale fiorino e recanti la sua effigie. Le istituzioni repubblicane continuarono formalmente a esistere, ma persero gran parte della loro importanza politica. Il Consiglio dei Duecento e il Senato, istituito nel 1532 e composto da 48 membri nominati a vita, avevano soprattutto funzioni simboliche o consultive.
Nel 1535 morì Ippolito de’ Medici. Alessandro fu sospettato di averlo fatto avvelenare con l’appoggio del nuovo papa Paolo III, ma nella tradizione tramandata l’accusa rimane non dimostrata. L’anno seguente Alessandro sposò a Firenze Margherita d’Asburgo, figlia illegittima e poi legittimata di Carlo V. Il matrimonio sfarzoso consolidò il suo legame con l’imperatore, ma rimase senza figli. Poco dopo Alessandro partecipò con il suocero a una battuta di caccia sul Montalbano e si fermò a riposare nella villa La Magia.
La sua fine giunse improvvisamente. Sebbene avesse imposto la consegna di tutte le armi private, Alessandro fu assassinato da un parente. Lorenzino de’ Medici, detto Lorenzaccio, apparteneva a un altro ramo della famiglia e, fin dai tempi della comune permanenza a Roma, aveva con il duca un rapporto stretto ma enigmatico. Le testimonianze contemporanee descrissero Lorenzino come un confidente a conoscenza delle vicende personali di Alessandro. Interpretazioni successive ipotizzarono persino una relazione omoerotica tra i due, senza che la natura del loro legame possa essere stabilita con certezza.
Tra le possibili ragioni dell’attentato furono indicati l’ostilità personale, la gelosia, una controversia ereditaria e l’orgoglio ferito di Lorenzino. Nel 1536 Alessandro era intervenuto in una lunga disputa patrimoniale all’interno della famiglia, arrecando al cugino un grave danno economico. Lorenzino presentò in seguito il delitto come un tirannicidio. Gli oppositori repubblicani dei Medici lo considerarono un gesto politico di liberazione, destinato a liberare Firenze da un sovrano detestato e a restaurare la Repubblica.
La sera del 6 gennaio 1537 Lorenzino attirò Alessandro nei propri appartamenti con il pretesto di condurvi una donna. Lasciò il duca solo, promettendo di tornare presto insieme a lei. Alessandro si addormentò dopo aver congedato i suoi accompagnatori. Quando Lorenzino ritornò con il servitore Piero di Giovannabate, detto Scoronconcolo, i due lo aggredirono con la spada e il pugnale. Alessandro si difese con energia, ma alla fine fu ucciso.
Dopo l’assassinio, Firenze designò rapidamente come nuovo signore Cosimo de’ Medici, per prevenire disordini e un possibile intervento di Carlo V. Lorenzino fuggì e non riuscì né a conquistare il potere né a restaurare la Repubblica. Nel 1548 fu ucciso da sicari assoldati dall’imperatore.
Con Alessandro si estinse il principale ramo primogenito dei Medici nella linea del governo diretto. Egli non lasciò figli legittimi, ma ebbe diversi discendenti illegittimi. Il figlio Giulio fu legittimato dopo la morte del padre e in seguito divenne ambasciatore di Cosimo I. La figlia Giulia fu educata in un monastero fiorentino e sposò prima Francesco Cantelmo e poi Bernardetto de’ Medici. Un’altra figlia, Porzia, nacque nel 1538, dopo la morte di Alessandro, e divenne in seguito badessa. Alessandro fu sepolto accanto al padre nella Sagrestia Nuova di San Lorenzo, progettata da Michelangelo. La sua memoria rimase tuttavia politicamente scomoda; per questo la sua tomba non ebbe una propria iscrizione commemorativa visibile.
La vicenda di Alessandro e Lorenzino è stata rielaborata più volte nella letteratura, nel teatro, nell’opera e nel cinema. Nell’«Etruria vendicata» di Vittorio Alfieri, Lorenzino appare come un eroe della libertà che elimina il duca tirannico. Anche il dramma «Lorenzaccio» di Alfred de Musset e numerose opere teatrali e cinematografiche successive hanno ripreso l’assassinio e il rapporto contraddittorio tra i due Medici.
Fonte: Alessandro de' Medici, duca di Firenze (it, 151455293). I fatti sono stati selezionati, riassunti e riformulati in modo autonomo. Contenuti della fonte Wikipedia: CC BY-SA 4.0